una ragazza in piedi, in aeroporto, di fronte ai display degli orari di partenze e arrivi

Salute in aereo: 5 consigli medici per viaggiare sereni a 10.000 metri di altezza

Preservare la salute in aereo

5 semplici consigli medici per viaggiare sereni a 10.000 metri di altezza

L’aereo è il mezzo più rapido e sicuro per compiere grandi spostamenti in poco tempo. In periodi come quello natalizio, dove un lungo viaggio è una delle opzioni più gettonate, il viaggio aereo è un’occorrenza che capita a molte persone. Al di là della semplice paura di volare, dalla quale molte persone sono affette, a 10.000 metri di altezza spesso si verificano tutta un’altra serie di effetti fastidiosi per il nostro organismo che è importante conoscere e arginare. Ecco 5 accortezze per viaggiare più sereni:

1. I coaguli di sangue

Esistono prove del fatto che un lungo viaggio in aereo – di otto ore o più – può causare trombosi venosa profonda (TVP) o coaguli di sangue. Il rischio di questo evento leggero ma da non sottovalutare aumenta ovviamente per tutte quelle persone che già soffrono condizioni che insistono su problemi di coagulo come l’obesità, il cancro, le vene varicose… ma anche persone che sono state soggette a terapie ormonali sostitutive o che hanno subito da poco un intervento chirurgico. Anche il semplice fatto di avere più di 40 anni di età ci espone a un rischio più elevato.

In generale, più a lungo si rimane immobili, più la formazione di coaguli di sangue nelle vene delle gambe è probabile, causando gonfiore e dolore.

Qualche suggerimento per ridurre il rischio:

  • Ogni volta che ti è possibile estendi le gambe e fletti le caviglie.
  • Alzati per sgranchire le gambe almeno ogni ora.
  • Porta le ginocchia verso il petto per 10 intervalli di 15 secondi ciascuno.
  • Indossa calze a compressione.
  • Dopo aver consultato il medico – e in assenza di allergia alla sostanza – assumi un basso dosaggio di aspirina nei giorni precedenti, durante e dopo il volo per migliorare il flusso sanguigno (sull’efficacia reale di quest’ultimo punto i risultati di alcune ricerche sono ancora scarsi o vaghi)

2. Dolore alle orecchie

Le mutazioni di pressione all’interno della cabina alterano il moto vibrazionale nel timpano: tutto questo causa dolore.

Respirare profondamente, masticare gomme o succhiare caramelle può alleviare un po’ l’effetto della pressione.

Ancora più efficace la manovra di Valsalva: chiudi la bocca e stringi le narici insieme con le dita, quindi soffia delicatamente. Ripetere se necessario, soprattutto durante l’atterraggio, per uniformare la pressione nelle orecchie.

3. Crampi alle gambe

Il miglior rimedio per il problema dei crampi alle gambe su un aereo è l’attività. Richiedi se possibile un posto che dia sul corridoio, in modo da poter allungare le gambe ogni tanto, ma anche per alzarti almeno una volta ogni ora.

Prova a massaggiare i muscoli del polpaccio o a fare qualche timido allungamento quanto ti trovi nella parte posteriore dell’aereo.

Evita quanto più possibile la caffeina e l’alcol in quanto possono aumentare la disidratazione e, conseguentemente, i crampi.

Infine, porta con te un sacchetto di plastica da utilizzare, alla bisogna, per applicare un impacco di ghiaccio sulle aree colpite.

 

4. Mal di testa

La regola numero uno in questo caso è “rimani idratato”: la disidratazione è causa nota del mal di testa, il suo protrarsi può effettivamente prolungare anche lo stato di emicrania.

5. Vertigini o stordimento

Durante un viaggio a 10.000 metri di altezza un livello di ossigeno più basso del normale può creare questi spiacevoli effetti collaterali. Se si è soggetti spesso alla sensazione di vertigine il suggerimento migliore, al contrario di quanto detto per il mal di testa, è quello di evitare di bere, attività che inibisce le cellule del sangue dall’assorbire efficacemente l’ossigeno.


 

Un bambino si tiene le mani davanti alla bocca mentre sta tossendo

10 malattie che molti credono scomparse ma che invece…

Le 10 malattie che molti credono scomparse ma che invece…

Alcune destano profonda preoccupazione,
essendo riapparse in zone del mondo dove non si erano più manifestate.

Di alcune malattie, quando ne sentiamo risuonare il nome, abbiamo come la certezza che siano un brutto ricordo del nostro passato. Di molte, addirittura, faremmo fatica a ricordare i sintomi e gli effetti. Quello che invece dovrebbe preoccuparci, in effetti, è che malgrado gli sviluppi della ricerca e della medicina non soltanto non sono davvero scomparse, ma in alcuni casi si stanno pericolosamente riaffacciando. Conoscerle – o ricordarle – potrebbe aiutare tutti ad assumere i giusti comportamenti affinché rimangano nell’oblio dove pensavamo fossero relegate per sempre. L’unica vittoria completa che è certificabile ad oggi è quella sul vaiolo, morbo che può dirsi definitivamente debellato.

Quali sono quindi le malattie che molti immaginano scomparse, ma che purtroppo rimangono in agguato o colpiscono ancora?


La Peste

Nel XIV Secolo la peste, chiamata anche La Morte Nera, sterminò circa il 60% della popolazione europea di allora.

La peste si diffonde attraverso pulci che vivono in simbiosi con roditori come ratti e scoiattoli, ma i vaccini e gli antibiotici hanno limitato la diffusione della malattia nel corso degli ultimi decenni.

Nei paesi sviluppati, oggi, la peste è rara. Malgrado questo negli Stati Uniti, per esempio, ogni anno si registrano da 2 a 10 casi: nell’anno in corso i casi verificati sono ben 16.

La malattia, tuttavia, è ancora particolarmente attiva e presente in altre zone del mondo, come l’Africa, il Sud America e l’Asia. L’Organizzazione Mondiale della Sanità dichiara che ogni anno si verificano da 1.000 a 3.000 casi di peste a livello mondiale.

Le nazioni più colpite sono il Madagascar, il Perù e l’India.


immagine al microscopio del virus della rosolia

La Rosolia

Il virus della rosolia, come molti altri, colpisce prevalentemente in età pediatrica ma può anche essere passato ai bambini nel grembo materno da madri non vaccinate. In questo secondo caso si ha la Sindrome da Rosolia congenita che può causare la morte del feto o gravi invalidità del bambino durante la gravidanza.

Le vaccinazioni contro la rosolia sono diventate disponibili per la prima volta nel 1970 e hanno aiutato molti paesi sviluppati ad avvicinarsi all’eliminazione completa di questa patologia. Nel 2015, come conseguenza di una enorme campagna di vaccinazione durata oltre 15 anni, la rosolia è stata eliminata dai due continenti americani.

L’infezione purtroppo sopravvive in paesi con bassa copertura vaccinale, in particolare in Africa e nel sud-est asiatico.

Si stima che ogni anno, nel mondo, 110.000 bambini nascano con la sindrome della rosolia congenita.


La Lebbra

La lebbra è una malattia contagiosa causata da uno specifico batterio che si trasmette attraverso il contatto prolungato con altre persone infette. Provoca danni ai nervi e alle cellule della pelle e ha come spiacevole conseguenza l’insorgenza di ferite sfiguranti e disabilità permanenti.

Il primo passo avanti nel trattamento della lebbra si ebbe nel 1945 grazie al dapsone, un efficace antibatterico. I batteri responsabili dell’epidemia divennero però molto presto resistenti a questa cura. Fu soltanto a partire dagli anni ’70 che,  grazie a un complesso di medicinali, si riuscirono ad ottenere importanti successi sullo sviluppo della malattia.

Da allora il numero di casi di lebbra globale è diminuito significativamente dai 6-7 milioni di casi degli inizi degli anni ’80. Nel 2013, ad ogni modo, venivano censiti ancora 216.000 casi.

Questa terribile malattia miete ancora molte vittime, soprattutto in alcune zone dell’India, del Brasile e dell’Indonesia: paesi dove si concentra oltre l’80% di tutti i casi.


La Gotta

La gotta si manifesta sottoforma di importanti attacchi artritici causati dall’accumulo di acido urico – un sottoprodotto naturale della digestione – all’interno delle articolazioni. I sintomi principali sono dolore, gonfiore e arrossamento.

Identificata per la prima volta dagli egiziani, la Gotta una volta era conosciuta come la malattia dei re, a causa dei suoi legami con l’eccessivo consumo di cibo e alcol.

Il diffondersi di stili di vita non salutari e dell’obesità hanno causato drammatici aumenti di gotta nei paesi sviluppati: questa patologia oggi colpisce circa il 4% della popolazione adulta occidentale, con punte di quasi del 5% anche in paesi a noi vicini, come la Grecia.



La Pertosse

La pertosse è un’infezione trasmessa per via aerea che infiamma e porta al rigonfiamento delle vie respiratorie, provocando tosse intensa, con effetti particolarmente gravi per i bambini. Si tratta di un’infezione di tipo batterico molto contagiosa che a volte può durare anche per molte settimane.

Questa malattia è molto meno innocua di quello che molte persone credono: paragonata ad altre patologie ha, infatti, un’elevata mortalità, stimabile in circa due decessi ogni mille casi e riguardante soprattutto bambini nel primo anno di vita. La causa principale di questo elevato tasso di mortalità è da ascriversi al fatto che, molto spesso, alla pertosse si lega l’insorgenza di polmonite, che va a colpire in questo caso un organismo già abbondantemente indebolito.

Da non trascurare il fatto ulteriore che uno o due bambini su mille, tra quelli colpiti dalla pertosse, sviluppano un’encefalopatia grave che può provocare paralisi, ritardo mentale o altri disturbi di tipo neurologico.

Nel 2008, nel mondo, si stima che fossero circa 16 milioni i casi in circolazione, il 95% dei quali nei paesi in via di sviluppo.

La pertosse uccide ogni anno circa 195.000 bambini.


La Difterite

La difterite colpisce il naso e la gola, viene trasmessa dalla tosse o dagli starnuti e conduce alla morte tra il 5 e il 10% dei pazienti che ne vengono colpiti.

In passato è stata a lungo la causa più grande di decessi nell’infanzia. Nel 1921 per esempio, negli Stati Uniti furono registrati ben 206.000 casi che causarono oltre 15.000 morti.

Fu con l’avvento dei programmi di vaccinazione che si ottenne un rapido declino: se negli Stati Uniti, per proseguire con l’esempio, sono stati soltanto cinque i casi di difterite registati nell’ultimo decennio, nei paesi in via di sviluppo questa malattia rappresenta una costante minaccia, benché fortemente ridimensionata nei numeri.

Una rilevazione del 2011 parla di 5.000 casi di difterite a livello globale, ai quali probabilmente si devono aggiungere molti altri casi non segnalati, a causa di una diffusione maggiore in zone difficilmente monitorate da un qualsiasi sistema sanitario efficace. I ceppi che ancora resistono sono individuabili in alcune zone dell’Africa e dell’Asia meridionale.


La Scarlattina

La Scarlattina, malattia infettiva contagiosa, è causata dalla presenza di batteri che si trovano sulla pelle e nella gola ed ha caratteristiche esantematiche, facilmente riscontrabili in eruzioni che vanno dal colore rosa al rosso.

I batteri si diffondono attraverso lo starnuto o la tosse, tramite contatto, soprattutto se in in presenza di infezioni come l’impetigine o attraverso la condivisione di biancheria contaminata.

Ad oggi non esiste ancora un vaccino che possa prevenirne l’insorgenza.

Nella seconda metà dell’800, in Europa, il tasso di mortalità di chi veniva colpito dall’epidemia superò addirittura il 30%. A metà del ‘900 gli antibiotici e il miglioramento delle condizioni di vita hanno contribuito a rendere sempre più rara la presenza di questa malattia, almeno per quanto riguarda i paesi più sviluppati.

Tuttavia, nel 2014, più di 14.000 casi di scarlattina si verificarono in tutto il Regno Unito: si trattò della più grande ondata registrata dagli anni ’60, a testimonianza che non è impossibile che questa patologia possa avere altri ritorni di fiamma.


schema grafico che mostra come si diffonde la tubercolosi nei polmoni

La Tubercolosi

Conosciuta come La Piaga Bianca, la Tubercolosi ha rappresentato, soprattutto nell’Europa del XVIII Secolo, la più terribile e spietata causa di morte. L’asintomaticità dell’infezione che la veicola ha sempre reso complicata la sua diagnosi. La sua latenza si trasforma nella malattia attiva soltanto in un caso ogni dieci ma, se non trattata, in quel caso uccide il 50% delle volte.

Per i paesi del mondo occidentale la tubercolosi ha rappresentato una minaccia costante fino a metà del Novecento; da quel momento in poi i progressi medici hanno permesso di diagnosticare e curare la malattia con grande efficacia. Malgrado la nostra capacità di affrontare e arginare la diffusione della malattia non si deve abbassare la guarda: la tubercolosi, per esempio, infettò nel 2014 ben 9.400 persone negli Stati Uniti, in quello che è il più grande focolaio degli ultimi anni verificato nei paesi del Nord del mondo.

A livello globale, purtroppo, la tubercolosi ha continuato a diffondersi e a mietere le sue vittime: circa 1,5 milioni di persone nel 2013 a fronte di 9 milioni che hanno sviluppato la malattia.

Come detto la tubercolosi è curabile, ma nuove forme, resistenti ai farmaci, stanno causando a tutt’oggi grani difficoltà nel controllo della malattia.

L’infezione si diffonde nell’aria, favorita da situazioni di sovraffollamento e di scarsa ventilazione. Un sistema immunitario forte può normalmente combattere la malattia, ma la tubercolosi si impone in organismi di pazienti dalle difese immunitarie indebolite, in particolare le persone affette dal virus dell’HIV.


Il Rachitismo

Il rachitismo è una malattia che aggredisce, indebolisce e piega le ossa dei bambini. Questa patologia è comunemente causata da una carenza di vitamina D e di calcio, è spesso sottovalutata e considerata come una condizione specifica del XIX Secolo

Studi autoptici compiuti in alcune parti dei Paesi Bassi hanno mostrato che alla fine del 1800, ben l’80-90% dei bambini era affetto da rachitismo, ma il miglioramento delle condizioni di vita nei paesi sviluppati ha reso la malattia così rara che molti governi hanno smesso di preoccuparsene.

Anche se mancano dati completi sui tassi globali di diffusione del rachitismo, molti esperti ritengono che dedicare meno tempo all’aria aperta (la luce solare viene convertita in vitamina D) in combinazione con diete a scarso apporto di calcio, sta provocando una nuova insorgenza di questa patologia nei paesi sviluppati, soprattutto quelli delle nazioni più settentrionali.


La Poliomielite

L’umanità ha convissuto con la poliomielite per migliaia di anni. Il virus si diffonde attraverso il contatto con feci infette o con gocce di starnuto. Tramite questi veicoli raggiunge il cervello e il midollo spinale, causando gravi danni, in alcuni casi la paralisi.

Negli anni ’40 e ’50, soltanto negli Stati Uniti circa 35.000 persone sono diventate disabili a causa della polio.

Successivamente furono sviluppati dei vaccini efficaci che condussero alla Global Polio Eradication Initiative del 1988: in quegli anni la poliomelite rendeva paralizzati ogni giorno più di 1.000 bambini in tutto il mondo.

Da allora, più di 2,5 miliardi di bambini sono stati immunizzati, portando ad una riduzione del 99% dei casi riscontrati.

Benché la battaglia con questa spietata epidemia sembri praticamente vinta, ancora nel 2015 sono stati segnalati 51 casi di virus, tutti circoscrivibili ad un’area geografica che sta tra l’Afghanistan e il Pakistan. Si ha conoscenza della presenza del virus anche in zone molto specifiche dell’Africa soprattutto in Nigeria. Il resto del mondo è libero dalla malattia, anche se resta il rischio d’importazione da questi paesi in cui il virus è ancora presente.


 

Prevenzione gratuita del tumore al seno: le date di Dicembre

Prevenzione gratuita del tumore al seno

Le date di Dicembre

Anche a Dicembre si rinnova la collaborazione tra la nostra Casa di Cura a Firenze e la Fondazione ANT Italia ONLUS, dedicata alla prevenzione oncologica gratuita del tumore al seno.

Saranno ben 24 le prestazioni messe a disposizione delle cittadine abitanti in Toscana.

Il primo appuntamento è per Giovedì 7 Dicembre 2017, dalle ore 13.00 alle ore 19.00, quando saranno fruibili 12 visite senologiche con mammografia dedicate a donne dai 45 anni in poi.

Si proseguirà poi una settimana dopo, Giovedì 14 Dicembre, sempre dalle ore 13.00 alle ore 19.00, dove invece ad essere erogate saranno 12 visite senologiche con ecografia, questa volta dedicate a donne di età inferiore ai 45 anni.

Laura Freddi testimonial per il Progetto Mammella a Dicembre

È già possibile prenotarsi, contattando la Delegazione ANT di Firenze al numero 348 3102881 fino al 6 dicembre, dalle ore 9.00 alle ore 13.00, Sabato e Domenica esclusi.

IMPORTANTE! Una volta ottenuta la prenotazione per via telefonica è comunque necessario recarsi a questa pagina del Sito della Fondazione ANT per validare l’appuntamento compilando con i propri dati l’apposito modulo digitale.

Affinché si possa effettuare la mammografia è necessario presentarsi con la richiesta del proprio medico di fiducia.

In assenza del consenso dei genitori non è possibile effettuare visite su pazioni minori di 18 anni.

Anche se non puoi raggiungere tutti, avvertire una sola persona è sempre più che avvertire nessuno.
Il cancro vince se non ne parliamo. Il cancro vince se non lo controlliamo.

Invita le tue amiche e conoscenti a fare prevenzione.


 

Progetto Tiroide: a Dicembre torna la diagnosi precoce dei noduli tiroidei

Diagnosi precoce dei noduli tiroidei

Gli appuntamenti di Dicembre con il Progetto Tiroide

Dicembre, a Firenze, comincia con la prevenzione oncologica. Grazie alla collaborazione tra Villa Donatello e Fondazione ANT Italia ONLUS, Venerdì 1 Dicembre, dalle ore 8.30 alle ore 11.30, saranno effettuate 7 ecografie gratuite dedicate alla diagnosi precoce dei noduli tiroidei.

Sebbene la casistica ci dica che in Italia, ogni anno, si verificano circa 3.600 nuovi casi di tumore alla tiroide, è bene ricordare l’importanza della diagnosi precoce, soprattutto se si tiene conto del fatto che questa tipologia di tumori è curabile in circa il 90% dei casi grazie alle cure che la Scienza è in grado di mettere a disposizione.

Per conoscere più da vicino il funzionamento della tiroide e a quali patologie possa andare incontro, vi consigliamo di leggere questa pagina dedicata proprio al Progetto Tiroide all’interno del Sito Web di Fondazione ANT.

Il volantino di presentazione del Progetto Tiroide per Dicembre 2017 a Firenze

Per la prenotazione delle prestazioni, come sempre, sarà necessario chiamare il numero di telefono della Delegazione ANT di Firenze 348 3102881 dal 24 al 30 Novembre dalle ore 9.00 alle ore 13.00, Sabato e Domenica esclusi.

Potranno accedere alle ecografie prenotate cittadini e cittadine toscani, con la raccomandazione di visitare questa pagina del sito della Fondazione per confermare la propria prenotazione compilando l’apposito modulo online!

Ricordiamo, infine, che nel caso di minorenni, per l’erogazione del servizio sarà assolutamente necessario il consenso dei genitori.

Condividi questo articolo: per Natale regala prevenzione!

Aiutaci nella sensibilizzazione verso la prevenzione oncologica: il più bel regalo di Natale che puoi fare è ricordare ad un amico o un’amica che un esame può essere decisivo per risolvere un problema mortale in un periodo in cui è ancora allo stadio iniziale.


 

Un'immagine al microscopio di cellule staminali

Cellule staminali: promesse e perplessità. A che punto è la ricerca?

Cellule staminali: promesse e perplessità

Dove è arrivata la ricerca?

Gli sviluppi attuali della ricerca nel campo delle cellule staminali promettono di riuscire a salvare molte vite umane, ma non per le ragioni che inizialmente si pensava potessero rappresentare per la medicina.

Tra la fine degli anni ’90 e i primi anni del nuovo millennio, sia gli scienziati che la stampa specializzata credevano nella possibilità che le cellule staminali sarebbero riuscite a trasformarsi in qualsiasi tipologia di cellula, così da poter sostituire o accomodare un qualsiasi tessuto danneggiato.

Quelli che sembravano imminenti sviluppi si trasformarono in realtà in una ricerca molto lenta e difficoltosa. Per un certo periodo l’interesse generale su questa nuova opportunità sembrò scemare o, quantomeno, ridimensionarsi molto.

A che punto siamo oggi?

Quello che la ricerca sta ottenendo dalle cellule staminali non dipende dalla loro capacità camaleontica di interpretare il ruolo di qualsiasi altra cellula presente nei nostri tessuti, ma qualcosa di molto più sottile, che le rende efficaci in campi d’applicazione e modalità inaspettate, alcune delle quali rimangono ancora oscure per i ricercatori. Tutto questo, d’altra parte, è promettente allo stesso modo in cui sembrava promettente quindici-venti anni fa, tanto che grandi realtà del mondo della medicina, come la Food and Drug Administration statunitense, hanno inserito le tecniche collegate alle cellule staminali in programmi che riguardano la medicina rigenerativa, allo scopo di individuare e perseguire nuove tipologie di terapia.

Un passo indietro: cosa sono le cellule staminali

Le cellule staminali sono come piccole lavagne vuote che, adattandosi all’ambiente che le circonda, sono in grado di diventare cellule specializzate. Alcune provengono da feti, ma molte si trovano anche in organismi in età adulta e sono già attrici importanti di alcune terapie: le cellule staminali del midollo osseo, ad esempio, possono diventare sangue, cartilagine o cellule ossee.

Cosa c’è di nuovo

La ricerca da un po’ di tempo non gode più delle luci della ribalta dei primi anni, cosa che si è dimostrata in realtà un vantaggio che permette agli scienziati un lavoro più accurato, senza la pressione costante dell’attenzione pubblica. Grazie a ciò molti piccoli progressi sono stati ottenuti. Tutta una serie di studi attualmente in corso utilizzano vari tipi di cellule staminali per trattare malattie, tra le quali:

  • La SLA (Sclerosi Laterale Amiotrofica). Nel decorso di questa malattia neuromuscolare, chiamata anche Malattia di Lou Gehrig, alcune cellule cerebrali degradano. Le cellule staminali iniettate nei ratti sembrano proteggere proprio questa tipologia di cellule offese dal morbo. Esiste ad oggi almeno un centro medico che, da poco, ha iniziato a reclutare pazienti umani per un primo livello di studio clinico.
  • Ictus. Le cellule staminali del midollo osseo, iniettate nel sangue, hanno contribuito a ridurre le difficoltà di movimento su 31 pazienti colpiti da poco tempo da ictus, in un recente studio condotto dall’Università di Grenoble in Francia e dall’Università di Baltimora nel Maryland. I risultati sono stati presentati recentemente alla riunione annuale della Society for Neuroscience. Lo scopo è quello di dare vita ad un nuovo e più approfondito studio su un campione più vasto, composto da 400 pazienti.
  • Lesioni spinali. Durante uno studio clinico compiuto su sei pazienti con lesioni spinali recenti, tutti hanno recuperato alcune funzioni motorie dopo aver ricevuto una particolare tipologia di cellula staminale.

immagine di una coltivazione in vitro di cellule staminali

Cosa dobbiamo aspettarci in futuro

Uno dei campi di ricerca più promettenti è quello che studia i comportamenti del sistema immunitario di una persona che è stata oggetto di una ferita da arma da fuoco alla testa. Il nostro sistema immunitario, di fronte a questa tipologia di evento, assume un comportamento anomalo che lo porta ad aggredire i neuroni, distruggendo così importanti regioni del nostro cervello. Una ricerca condotta presso l’Università di Miami mostra che le cellule staminali neuronali umane possono prevenire questo processo nei ratti, offrendo al loro sistema immunitario qualcosa di diverso da attaccare rispetto alle cellule cerebrali.

Un’altra ricerca, sempre compiuta sui ratti, dimostra come le cellule staminali siano in grado di proteggerli da problemi di coordinazione legati a determinate lesioni. Ma su questo fronte servono ulteriori ricerche prima che la scienza sia in grado di compiere sperimentazioni sull’uomo.

Le perplessità

La maggior parte dei ricercatori che studiano le cellule staminali, o che seguono gli sviluppi della ricerca a loro collegata, concordano sul fatto che queste possano svolgere un importante compito nel trattare molte malattie. Tuttavia esistono perplessità, come quelle legate alla loro azione sui meccanismi dell’ictus, per fare un esempio. In questo caso parte del mistero è dovuto al fatto che, durante studi compiuti in passato sull’ictus, alcune cellule staminali iniettate nel flusso sanguigno non abbiano poi raggiunto effettivamente il cervello colpito, ma siano state invece processate dalla milza, attraverso un meccanismo ad oggi non chiarito. Restano comunque ben documentati molti casi di benefici procurati dall’uso di cellule staminali per l’ictus negli animali.

I dubbi oggi esistenti non sono circoscritti soltanto a quanto osservato per l’ictus. Sebbene numerosi studi abbiano dimostrato che le cellule staminali possono essere trattamenti efficaci in molti casi, le esatte modalità attraverso le quali agiscono rimangono non del tutto chiare. Si comincia a sospettare che la forza terapeutica delle cellule staminali potrebbe non risiedere nelle loro capacità di guarire, quanto piuttosto in quella di proteggere: come anti-infiammatorie, protettive contro la formazione di cicatrici o, più in generale, come neuroprotettive.

La scienza medica – e gli enti che ne regolano le attività nei vari paesi e nel mondo – è comprensibilmente riluttante ad approvare nuovi trattamenti in mancanza di conoscenze sufficienti per comprendere il meccanismo attraverso il quale le cellule staminali agiscono su un organismo. Fino a quando gli scienziati non capiranno meglio perché i diversi trattamenti con le cellule staminali sembrano aiutare nel trattamento di alcune patologie, proseguire senza un criterio chiaro potrebbe limitare lo sviluppo di trattamenti più precisi ed efficaci in futuro.

Malgrado queste perplessità impongano un passo decisamente più lento e ragionato, le cellule staminali rimangono di interesse assoluto anche per lo studio di altri fenomeni quali la tossicità delle droghe, la misurazione della progressione di alcune malattie e, più in generale, nell’aiutare i ricercatori a capire meglio come avviene lo sviluppo di un organismo vivente, dall’uovo all’embrione e fino alla vita compiuta.


 

una donna sta effettuando un controllo della glicemia per il diabete

Giornata Mondiale del Diabete 2017

Giornata Mondiale del Diabete 2017

Alcune risorse utili reperibili nel nostro Sito Web

Il 14 Novembre, si celebra come ogni anno la Giornata Mondiale del Diabete, grazie alla quale approfittare per tornare a parlare di questa patologia la cui diffusione è in costante aumento e promuoverne la prevenzione, la diagnosi precoce e la corretta cura.

L’edizione di quest’anno è dedicata in particolar modo alle donne. Diabete Italia ONLUS, principale organizzatrice dei più di 1.000 eventi collaterali che si svolgeranno in tutta Italia, dichiara infatti:

Quest’anno la Giornata mondiale del diabete ha inteso sottolineare in modo particolare l’importanza di un equo accesso alle cure per le donne con diabete o a rischio di svilupparlo. Accesso alle cure significa ai farmaci, alle tecnologie, alle informazioni e ai supporti necessari per essere il più possibile autonome e protagoniste nella gestione e nella prevenzione del diabete, ottenendo così i migliori risultati.


Giornata Mondiale del Diabete 2017 – Spot Responsabilità Sociale RAI


Dati provenienti dall’Organizzazione Mondiale della Sanità ci raccontano che oggi, nel mondo, tre persone su dieci sono sovrappeso e che una su dieci è obesa. Questi dati impressionanti sono strettamente collegati ai 422 milioni di diabetici attualmente stimati, dei quali ben 147 milioni affetti in particolare da retinopatia diabetica: che è una delle principali e più preoccupanti complicanze.

Le donne nel mondo affette da diabete in uno stadio più o meno grave, sono circa 199 milioni, ma si pensa che supereranno ampiamente i 310 milioni già a partire dal 2040.

un volantino di promozione della prevenzione diabetica dedicato alle donne

A Firenze, come in occasione delle celebrazioni dell’anno scorso, saranno i più importanti monumenti della nostra città a ricordare l’evento: Palazzo Vecchio, la Torre di ArnolfoPiazza della Signoria saranno infatti illuminati di blu, il colore abbinato alla campagna di prevenzione contro il diabete.

Qualche risorsa per approfondire

Nel corso di questi ultimi anni abbiamo affrontato molto spesso argomenti legati al diabete o strettamente correlati a questa patologia. Approfittiamo di questo importante evento per segnalarli anche a voi in un unico luogo, così da darvi la possibilità di approfondire.

Come sempre rimaniamo a disposizione nei commenti o attraverso i nostri spazi Social, per ulteriori chiarimenti o domande da parte vostra.

Link Utili


 

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