Trattamenti: medico, laser e chirurgico

Trattamento medico del glaucoma

Sebbene non possa essere curato in maniera definitiva, il glaucoma può essere ben controllato con una terapia adeguata. È importante ricordare che il controllo e il trattamento della malattia possono continuare per tutta la vita.

Inizialmente il glaucoma viene trattato con farmaci sotto forma di colliri che abbassano la pressione intraoculare. Quando la terapia medica non è più sufficiente, si ricorre al trattamento parachirurgico mediante laser e/o all’intervento chirurgico. Nei casi più gravi si può ricorrere immediatamente al trattamento laser o a quello chirurgico.

I colliri per la terapia del glaucoma hanno lo scopo principale di ridurre la quantità di umore acqueo, prodotto dai corpi ciliari,all’interno dell’occhio, abbassando quindi la pressione intraoculare. Fra i farmaci più usati:

  • i colliri miotici agiscono prevalentemente sulla pupilla, restringendola (miosi);
  • i beta bloccanti riducono la produzione di umore acqueo da parte del corpo ciliare;
  • gli alfa 2 agonisti adrenergici riducono la produzione di umore acqueo;
  • i derivati dalle prostaglandine o prostamidi incrementano prevalentemente il deflusso uveosclerale;
  • gli inibitori della anidrasi carbonica riducono la produzione di umore acqueo.

Ogni farmaco ha quindi un particolare meccanismo di azione a livello della circolazione e/o della produzione dell’umore acqueo.

Se la terapia a base di colliri (terapia topica) non è sufficiente, si ricorre anche all’assunzione di farmaci per via orale.

La durata d’azione di questi farmaci (colliri) è limitata nel tempo: è quindi molto importante che vengano assunti con regolarità (se passa troppo tempo tra una istillazione e l’altra la pressione oculare tende ad aumentare) e con il dosaggio stabilito dal medico. Se devono essere assunti più colliri alla stessa ora, è bene attendere qualche minuto (almeno 10-15 minuti circa) tra la somministrazione del primo e quella del secondo. Altrettanto importante è sottoporsi a regolari controlli in quanto solo così il medico sarà in grado di stabilire se la terapia è efficace o meno.

Come tutti i farmaci, anche questi colliri possono causare effetti collaterali (bruciore e arrossamento oculare, annebbiamento della vista e cefalea). Possono esistere inoltre complicanze a livello sistemico. In alcuni casi i colliri con beta bloccanti possono interferire con l’attività cardiorespiratoria, e per questo è fondamentale far conoscere al medico oculista i problemi personali di salute e le eventuali terapie cui ci si sta sottoponendo. Calcoli renali, asma, bronchite cronica, allergie ed alterazioni della conduzione  cardiaca sono tra le malattie in cui l’uso di alcuni farmaci che abbassano la pressione oculare può essere rischioso.

Inoltre è bene che il paziente informi il proprio medico di famiglia di essere in trattamento per il glaucoma; alcuni tranquillanti, antiasmatici o farmaci per l’apparato digerente devono essere usati con precauzione per il loro possibile effetto sulla pressione oculare.

Infine si ricorda ai pazienti affetti di glaucoma che l’assunzione di liquidi, acqua compresa, in quantità esagerata ed in tempi troppo ravvicinati può contribuire all’aumento della pressione oculare (questo vale anche per bevande contenenti caffeina). Anche certi esercizi fisici possono provocare un aumento della tensione endoculare.

Trattamento laser del glaucoma

Fra le attuali tecniche laser in uso, l’ALT (Argon Laser Trabeculoplastica)  è una metodica per il trattamento del glaucoma cronico semplice ad angolo aperto.

Gli spots laser sono indirizzati a livello trabecolare e mediante un effetto termico si può avere un aumento del deflusso dell’acqueo. E’ conveniente eseguirlo su 180°inferiori, perché nel caso il risultato non sia sufficientemente utile, oppure nel tempo si riduca l’efficacia, si può ripetere il trattamento negli altri 180° superiori.

Un altro tipo di tecnica laser è l’SLT (Trabeculoplastica Laser Selettiva). È questo un laser che non crea effetto termico sui tessuti ed agisce sulle cellule contenenti pigmento del trabecolo. Ha inoltre la prerogativa di poter essere ripetuto nel tempo.

Trattamento chirurgico del glaucoma

L’intervento chirurgico viene attuato solo quando le terapie mediche o parachirurgiche non riescono a risolvere il problema e a mantenere la funzione visiva.

Fra i vari tipi di interventi, i più praticati per la cura del glaucoma sono:

  • la Trabeculectomia: è un intervento che si pratica in anestesia locale. Questa tecnica consente di ridurre la pressione intraoculare causata dal glaucoma ed è consigliata nei seguenti casi:
    • Glaucoma ad angolo aperto
    • Glaucoma ad angolo chiuso
    • Glaucoma post-uveitico
    • Glaucoma post-traumatico
    • Forme giovanili di glaucoma e a rapida evoluzione
  • l’impianto di dispositivo Ex Press: questa tecnica rappresenta una valida alternativa alla trabeculectomia nelle varie forme di glaucoma (fatta eccezione per la forma ad angolo chiuso).
    L’intervento consiste nell’inserimento sotto lo sportello sclerale di un piccolo dispositivo (mini-schunt) che permette il passaggio di umore acqueo riducendo la pressione intraoculare.

Recentemente sono state introdotte nella pratica chirurgica alcune metodiche mini-invasive (MIGS: MicroInvasive Glaucoma Surgery) per il trattamento di alcune forme di glaucoma ad angolo aperto con un danno lieve-moderato. Alcuni dispositivi (ne esistono di vario tipo) vengono introdotti all’interno del bulbo oculare (approccio ab-interno), determinando un aumento del deflusso dell’umor acqueo e quindi una riduzione della pressione intraoculare.

In casi più gravi è possibile avvalersi di impianti di drenaggio sottocongiuntivali mediante l’uso di protesi con o senza sistema valvolare.