I dolori che provengono dalla colonna vertebrale affliggono oggi circa il 75% della popolazione, nella maggior parte dei casi questi sono legati alla patologia degenerativa del rachide

Chirurgia Vertebrale

Medici e professionisti

Il nostro obiettivo è offrire un servizio di neurochirurgia vertebrale caratterizzato da un approccio minimamente invasivo, all’avanguardia e costantemente aggiornato secondo i più recenti sviluppi della disciplina.

La nostra équipe assicura un’assistenza continuativa in tutte le fasi del percorso terapeutico, dalla valutazione preoperatoria al periodo postoperatorio. È composta da due neurochirurghi, il Dr. Lorenzo Paoli (OMFI 10220) e il Dr. Alessandro Vagaggini (OMPT 1368), dal Dr. Lorenzo Zanasi (OMFI 13433), responsabile della gestione clinica, e da un gruppo di anestesisti dedicato alle procedure di chirurgia vertebrale.

L’esperienza acquisita in oltre 25 anni di attività e attraverso più di 6.000 procedure elettive ci consente di affrontare ogni caso con un approccio responsabile, accurato e personalizzato, individuando per ciascun paziente le indicazioni terapeutiche più appropriate.

Chirurgia Vertebrale Mininvasiva ed Endoscopica

“La scelta chirurgica più efficace, nel rispetto della naturale integrità dei tessuti.”

Quanto più viene ridotta l’invasività dell’intervento sulla colonna vertebrale, tanto più rapido può essere il recupero e il ritorno alle normali attività quotidiane, favorendo al tempo stesso la conservazione della funzionalità naturale del rachide nel lungo periodo.

Preservare l’equilibrio delle strutture elastiche e articolari che costituiscono la colonna vertebrale rappresenta un principio fondamentale per mantenerne l’integrità e il corretto funzionamento. Ridurre al minimo le modificazioni delle sue strutture, attraverso scelte terapeutiche mirate e personalizzate, permette di offrire a ciascun paziente un trattamento chirurgico preciso, sicuro e il meno traumatico possibile, con un recupero generalmente più rapido e una riduzione dei potenziali rischi.

Questo approccio nasce dall’integrazione attenta di molteplici elementi: valutazione clinica, esami radiologici, dati neurofisiologici e test diagnostici specifici. L’insieme di queste informazioni consente di individuare il percorso terapeutico più appropriato, conservativo o chirurgico, intervenendo sulla reale causa dei sintomi e scegliendo, quando indicato, la soluzione più delicata, efficace e sicura possibile.

Principali sviluppi nel prossimo futuro nella gestione del mal di schiena

Trent’anni di esperienza clinica e chirurgica nel trattamento del mal di schiena ci hanno permesso di comprendere sempre più chiaramente quanto sia fondamentale preservare l’integrità delle strutture elastiche della colonna vertebrale. Il tono, il trofismo e l’elasticità della muscolatura che la circonda, insieme all’integrità delle sue inserzioni tendinee, svolgono infatti un ruolo essenziale nel garantire protezione ed efficienza all’asse portante del nostro corpo. La loro alterazione può influenzare la frequenza e l’intensità degli episodi di lombalgia.

Partendo da questa consapevolezza, l’evoluzione delle nostre tecniche chirurgiche mininvasive, culminata dopo molti anni di esperienza nell’approccio endoscopico, è stata accompagnata da uno studio continuo della biomeccanica della colonna vertebrale. L’obiettivo è stato quello di analizzare il maggior numero possibile di parametri per comprendere e, di conseguenza, rispettare il comportamento delle forze di carico che agiscono sulle componenti osteoarticolari del rachide.

Oggi è sempre più evidente che la salvaguardia dell’integrità anatomica rappresenta uno degli elementi fondamentali per non alterare la fisiologica distribuzione dei carichi. Questo consente di limitare l’usura delle singole strutture del rachide e di contribuire, nel tempo, al mantenimento della sua corretta funzionalità.

In quest’ottica, stiamo lavorando, in collaborazione con bioingegneri, allo sviluppo di nuovi strumenti di biofeedback capaci di rilevare e quantificare la forza muscolare, lo stress articolare e, soprattutto, la loro relazione con il movimento del corpo nelle sue abituali interazioni con il campo gravitazionale.

La possibilità, in futuro, di individuare attraverso questi strumenti le aree di debolezza biomeccanica dell’apparato muscolo-scheletrico mediante misurazioni oggettive, ripetibili e riproducibili potrebbe rappresentare una svolta innovativa nel trattamento dei pazienti. Disporre di dati quantitativi consentirà infatti di definire indicazioni terapeutiche sempre più precise e personalizzate, orientate al miglioramento della mobilità e alla riduzione del dolore.

A partire dall’analisi di questi dati, l’obiettivo sarà intervenire in modo mirato e ragionato sulla tensostruttura del corpo, ricorrendo, quando necessario, anche alla chirurgia, ma sempre con l’intento prioritario di agire sul dolore preservando l’equilibrio nella distribuzione delle forze sulla colonna vertebrale.

Auspichiamo che questo approccio possa contribuire a definire parametri di trattamento specifici, sempre sotto controllo medico e oggettivamente misurabili, consentendo di valutare con altrettanta precisione i risultati ottenuti. Un simile modello permetterà di mantenere un elevato livello di critica nei confronti delle attuali certezze chirurgiche, affinando progressivamente le indicazioni agli interventi e riducendo, per gli stessi motivi, la componente empirica delle tecniche riabilitative.

L’obiettivo finale è costruire percorsi terapeutici sempre più mirati, controllabili, sicuri ed efficaci, nei quali la scelta del trattamento derivi dalla conoscenza oggettiva delle condizioni biomeccaniche del paziente e dalla capacità di intervenire preservando, per quanto possibile, l’equilibrio funzionale della colonna vertebrale.

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