Foto dalla conferenza stampa di presentazione delle

Gioca d’anticipo contro il Tumore

Gioca d’anticipo contro il Tumore

Fondazione ANT, Villa Donatello e Banco Fiorentino
insieme per la prevenzione anche nel 2023

COMUNICATO STAMPA

Si rinnova la collaborazione fra Fondazione ANT, Banco Fiorentino – Credito Cooperativo e Villa Donatello, attraverso la promozione di progetti gratuiti di prevenzione oncologica secondaria offerti alla cittadinanza. La partnership ha un valore importante, perché riporta l’attenzione sulla prevenzione oncologica, offerta in modo completamente gratuito alla popolazione in un momento di importanti difficoltà economiche per le famiglie.

Per il primo semestre del 2023 gli sforzi di ANT saranno concentrati su Progetto Melanoma e Progetto Mammella, attivato quest’anno per le donne sotto i 45 anni, fascia ancora scoperta dall’attività di screening della Regione Toscana.

Saranno organizzate 4 sessioni di Progetto Mammella nelle due sedi di Firenze e Sesto Fiorentino di Villa Donatello. Le giornate per le donne sotto i 45 anni prevederanno visite senologiche con ecografia mammaria ed eventuale mammografia a completamento dell’indagine, per un totale di 48 pazienti.
Saranno organizzate poi 5 sessioni di visite gratuite di Progetto Melanoma per un totale di 120 pazienti. Di queste, quattro si terranno nelle due sedi di Villa Donatello e una, riservata ai residenti nei Comuni del Mugello, si terrà a Borgo San Lorenzo presso l’Istituto di Bioscienze.
In più quest’anno il Banco Fiorentino ha scelto di partecipare allo speciale “Tour della prevenzione ANT” che toccherà tutte le regioni italiane, per celebrare i 45 anni di storia di ANT e dunque offrirà ai cittadini dell’area fiorentina 2 sessioni di Progetto Tiroide e 3 sessioni di Progetto melanoma, per un totale di altri 120 pazienti, a bordo dell’Ambulatorio Mobile di Fondazione ANT che arriverà anche a Firenze a inizio giugno.
Complessivamente, nel solo primo semestre 2023, saranno così offerti ai cittadini e alle cittadine della Toscana 288 controlli completamente gratuiti.

Il Progetto Melanoma è stato il primo Progetto di Prevenzione oncologica gratuita ideato da Fondazione ANT nel 2004 e prevede visite dermatologiche con l’ausilio della dermatoscopia per la diagnosi tempestiva di lesioni sospette e/o neoplastiche. Con il Progetto Tiroide, Fondazione ANT offre visite specialistiche gratuite mediante ecografia. Grazie a questa, è possibile identificare e localizzare i noduli non visibili e non palpabili. Nella maggioranza dei casi i noduli non palpabili hanno caratteristiche ecografiche benigne, decorrono in modo asintomatico e richiedono solo il controllo nel tempo. In altri casi, grazie all’ecografia, sarà prescritto al paziente l’approfondimento diagnostico con altri accertamenti. Anche il Progetto Mammella per le donne sotto i 45 anni ha come obiettivo quello di diagnosticare precocemente lesioni sospette intervenendo così nel modo più adeguato e tempestivo possibile.

La presentazione del nuovo programma di visite ha visto anche la partecipazione di una rappresentanza dei campioni d’Italia di Canottieri Firenze come testimonial. Da sempre ANT è particolarmente attenta al rapporto col mondo dello sport fiorentino e toscano, proprio perché le buone pratiche sportive sono un aiuto fondamentale nella prevenzione dei tumori e anche di altre patologie.

Immagine della Conferenza Stampa di presentazione dei progetti di Prevenzione Oncologica gratuita

I progetti di prevenzione oncologica gratuita ANT in Toscana, quest’anno, ripartiranno già a metà febbraio, – ha detto Simone Martini, Delegato ANT di Firenze – La collaborazione con Villa Donatello e con il Banco Fiorentino rimane di cruciale importanza per noi, a maggior ragione nell’anno in cui ANT celebra il suo 45esimo anniversario. Fondazione ANT da sempre si impegna per rendere alla portata di tutti la cultura della prevenzione oncologica. Oggi presentiamo il nostro programma per il primo semestre, ma sicuramente si aggiungeranno altre sessioni di visite nella seconda parte dell’anno, compatibilmente con i fondi che riusciremo a raccogliere. Speriamo di rinnovare il nostro contributo anche quest’anno per un miglior funzionamento di questo importante settore, mettendo a disposizione queste giornate gratuitamente, in un momento in cui anche le condizioni economiche di molti sono diventate più difficili. Tutto questo non sarebbe possibile senza il contributo di grandi aziende e privati cittadini che ci sostengono con le proprie donazioni. I Volontari ANT che vedete ogni giorno impegnati sulle piazze, raccolgono fondi per sostenere anche i progetti di prevenzione oncologica che ANT porta in tutt’Italia, offrendo ogni anno oltre 20.000 visite e controlli gratuiti, oltreché per sostenere la nostra storica attività di assistenza domiciliare gratuita per i malati oncologici della Toscana.

L’attenzione alla salute della persona, e quindi anche alla prevenzione, è uno dei pilastri su cui Villa Donatello ha costruito la propria storia – ha dichiarato Alberto Rimoldi, Amministratore Delegato di Villa Donatello – per questo siamo lieti di essere ancora a fianco di ANT su questo importante progetto rivolto a donne e uomini in questo particolare momento, dopo un periodo che ha visto la prevenzione particolarmente penalizzata. Villa Donatello è lieta di contribuire allo sviluppo della consapevolezza verso la necessità della prevenzione e l’importanza della diagnosi precoce. Da questo punto di vista ci sembra significativo portare come testimonial di questa campagna i giovani Atleti della Canottieri Firenze campioni d’Italia, protagonisti di uno sport che, è stato dimostrato, risulta particolarmente efficace per uno stile di vita sano e per la prevenzione di recidive tumorali.

Sostenere ANT per il Banco Fiorentino significa offrire un aiuto concreto alla nostra comunità di riferimento – ha dichiarato il Presidente del Banco Fiorentino – Credito Cooperativo, Paolo Raffini – Cresce insieme alla banca anche l’impegno negli ambiti che riguardano la salute sul territorio. L’ormai consolidata collaborazione con ANT ci rende orgogliosi di poter realizzare attività dedicate alla lotta contro i tumori tramite la prevenzione e la sensibilizzazione.

La prevenzione è l’arma più efficace che abbiamo per combattere i tumori – ha dichiarato il Direttore Generale del Banco Fiorentino – Credito Cooperativo, Davide Menetti – e per questo negli ultimi anni, con impegno crescente, la nostra banca ha voluto sostenere il lavoro di ANT, nello specifico attraverso progetti di diagnosi gratuita per rendere rendere davvero alla portata di tutti la cultura della prevenzione oncologica.

 


 

una donna sorride ad una dottoressa

Open Day per scoprire lo stato di salute delle ossa

Alla Donatello “Bone Clinic” di Villa Donatello
gli Open Day per scoprire lo stato di salute delle ossa

GLI APPUNTAMENTI DI FEBBRAIO 2023

Le fratture causate da fragilità ossea sono, anche nel nostro Paese, un’emergenza che provoca ogni anno sofferenza e spese sanitarie ingenti.

Molte potrebbero essere evitate, intercettando le situazioni di fragilità ossea attraverso una corretta prevenzione. Purtroppo, il controllo della salute delle ossa non è una consuetudine sufficientemente diffusa e in troppi scoprono la propria condizione solo in seguito a una frattura che comporta dolore, perdita di autonomia, costi e rischio di ulteriori fratture.

Per sensibilizzare riguardo al problema della prevenzione della salute ossea ed abituare le persone a prendersi cura della salute dello scheletro, Donatello Bone Clinic di Villa Donatello ha organizzato una serie di Open Day dedicati agli over 40, dal costo complessivo di 65 Euro, che permetteranno in soli 30 minuti di verificare lo stato di salute del proprio scheletro.

L’esame è comprensivo di:

  • Densitometria ossea – 1 sito
    Visita con il medico per osteoporosi
    Colloquio con Nutrizionista

Le visite di Febbraio invece si terranno Mercoledì 1 Febbraio dalle 14.00 alle 17.30 e Giovedì 16 Febbraio dalle ore 09.00 alle 16.00

Donatello Bone Clinic è una moderna struttura da poco sorta a Sesto Fiorentino all’interno di Villa Donatello, in prossimità di Firenze, completamente dedicata alla salute delle ossa.

La Direttrice della Donatello Bone Clinic è la Professoressa Maria Luisa Brandi, Specialista di Endocrinologia di fama mondiale, Presidente dell’Osservatorio Fratture da Fragilità e di FIRMO (Fondazione Italiana Ricerca sulle Malattie dell’Osso).

In occasione degli Open Day, gli over 40 potranno eseguire una MOC ecografica con EchoS di Echolight, un innovativo dispositivo che consente di rilevare la densità delle ossa attraverso la tecnologia REMS, basata su ultrasuoni e non su raggi X, (dunque con una pratica assolutamente priva di radiazioni); riceveranno poi una consulenza medica basata sulla lettura del referto dell’esame, infine una consulenza nutrizionale, che fornirà indicazioni per aiutare lo scheletro a rimanere sano.

Obbligatoria la prenotazione scrivendo a segreteria@boneclinic.it o telefonando al 3396049852.

 

 

Progetto Melanoma di prevenzione gratuita dei tumori della cute

Progetto Melanoma di prevenzione gratuita dei tumori della cute

Gli appuntamenti gratuiti di Febbraio e le modalità di prenotazione

Febbbraio, a Villa Donatello, inizierà con le attività di prevenzione oncologica gratuite dedicate al Progetto Melanoma.

Saranno 8 le prestazioni messe a gratuitamente a disposizione di cittadine e cittadini toscani, che potranno accedere alle visite dermatologiche gratuite con dermoscopia, dedicate alla prevenzione dei tumori della cute e del rischio melanoma.

L’iniziativa, come ormai da molti anni, vede consolidato il rapporto tra la nostra Casa di Cura e la Fondazione ANT Italia ONLUS.

A seguire troverete le date e le modalità di prenotazione.


PROGETTO MELANOMA

locandina di presentazione del Progetto Melanoma a Villa Donatello - Febbraio 2023

Le visite gratuite disponibili a Febbraio per tutti i cittadini della Toscana, saranno 8.

Sarà possibile prenotare a partire dalle ore 11.00 di Giovedì 26 Gennaio esclusivamente online accedendo al seguente link ->

https://ant.it/cosa-facciamo/prevenzione/registrazione-visite/ e seguendo successivamente le istruzioni online direttamente dal Sito Web di Fondazione ANT.

La Prevenzione è la migliore arma per sconfiggere la malattia!


 

Una donna si stringe il petto per mancanza di respirazione

Cosa sapere sul Laringospasmo

Cosa sapere sul Laringospasmo

Le persone che soffrono di laringospasmo hanno difficoltà improvvisa a respirare e parlare. Un laringospasmo è uno spasmo muscolare delle corde vocali, a volte chiamato spasmo laringeo.

Sebbene un laringospasmo lieve in cui è ancora possibile espirare aria possa essere spaventoso, di solito non è pericoloso e dura solo pochi minuti.

Uno spasmo delle corde vocali può essere un episodio isolato e può essere causato da una varietà di condizioni mediche.

Normalmente le corde vocali si separano quando una persona respira: ciò che viene chiamato abduzione. Un laringospasmo fa si che le corde vocali si spingano insieme con forza, un processo fisiologico che viene chiamato invece adduzione. Quando le corde vocali si contraggono, possono chiudere completamente o parzialmente la via aerea.

Laringospasmo: cosa sapere in breve.

  • Durante un laringospasmo, la maggior parte delle persone può ancora tossire e espirare aria ma potrebbe avere difficoltà ad inspirare aria.

  • Un laringospasmo si presenta come qualcosa di simile al soffocamento. Ciò è dovuto al fatto che, come nel caso del soffocamento, la via aerea è ostruita.

  • Rimanere calmi e trattenere il respiro per 5 secondi può risolvere il problema, ma in questo senso esistono anche altre tecniche.

  • Le persone dovrebbero contattare un medico dopo aver avuto un laringospasmo poiché può ripresentarsi.

  • Se non riuscite a respirare o se sentite un suono acuto e sibilante quando respirate, allora potreste aver bisogno di aiuto medico d’emergenza.

Che cos’è il Laringospasmo?

Lo spasmo di solito dura circa 60 secondi, misura che non rappresenta un vero e proprio pericolo. Raramente, in particolare come reazione all’anestesia, un laringospasmo dura più a lungo e richiede assistenza medica d’emergenza.

Questi spasmi possono verificarsi durante il pasto, tenendo conto che, a differenza del soffocamento, non c’è in realtà niente di fisico che ostruisca la gola.

Altri sintomi del laringospasmo includono:

  • difficoltà improvvisa a respirare senza causa apparente

  • sensazione di stretta in gola

  • occasionalmente, perdita di coscienza

Poiché spesso il laringospasmo è il prodotto di un’altra condizione, potrebbero emergere altri sintomi correlati.

Le persone con malattia da reflusso gastroesofageo, ad esempio, possono sperimentare sintomi di bruciore di stomaco o reflusso immediatamente prima, durante o dopo uno spasmo delle corde vocali.

A volte una condizione più grave può somigliare a un laringospasmo. Le persone che sperimentano difficoltà a respirare associata a un nuovo farmaco o cibo non devono assumere che il problema sia un laringospasmo. In questi casi, la stretta alla gola potrebbe segnalare invece una reazione allergica.

Paradossalmente, il laringospasmo in alcuni casi si presenta come una sorta di salvavita: le persone che inalano accidentalmente cibo mentre parlano, ad esempio, possono beneficiare di un laringospasmo perché impedisce che il cibo ostruisca le vie respiratorie. Ecco perché è abbastanza comune sperimentare un laringospasmo mentre si mangia o si beve. Alcune persone sperimentano sintomi simili dopo aver percepito come se il cibo fosse andato nelle vie aeree piuttosto che nel tubo digerente.

A differenza dell’ostruzione, una persona che sta sperimentando un laringospasmo non percepirà qualcosa di fisicamente incastrato in gola. In quel caso, infatti la manovra di Heimlich non sarà utile in caso di laringospasmo.

Il laringospasmo non si verifica esclusivamente durante l’assunzione di cibo e la deglutizione. Alcune cause alternative per questa sensazione che reca spavento includono:

Stress e ansia

Alcune persone possono sperimentare un laringospasmo in risposta a un’ansia intensa o stress. Durante un attacco di panico, l’iperventilazione o la paura intensa possono scatenare un laringospasmo. La stretta in gola può quindi peggiorare il senso di panico.

Anestesia

L’anestesia può scatenare il riflesso del laringospasmo in particolare nei bambini. In generale, circa l’1% degli adulti e dei bambini che ricevono anestesia sperimenta un laringospasmo. Nei bambini che hanno l’asma o un’infezione respiratoria, l’incidenza aumenta fino al 10%.

Le persone che sperimentano un laringospasmo sotto anestesia generale per un intervento chirurgico potrebbero non sapere mai che è accaduto poiché l’anestesista in quel caso interverrà immediatamente.

Problemi neurologici

I problemi neurologici possono scatenare un laringospasmo. Ad esempio le persone che hanno subito recentemente un infortunio al midollo spinale o al cervello possono sperimentare spasmi muscolari, tra i quali il laringospasmo.

Le lesioni nervose, in particolare nei pressi del collo e della colonna vertebrale, possono essere un fattore. Anche alcune persone con corde vocali paralizzate sperimentano spesso laringospasmi.

Malattia da reflusso gastroesofageo

La malattia da reflusso gastroesofageo è una sindrome che fa scorrere i contenuti dello stomaco, compreso l’acido gastrico, indietro lungo l’esofago e nella gola.

Alcune persone che convivono con questa condizione, sperimentano un bruciore e dolore intenso. Alcune persone sperimentano anche un laringospasmo.

Asma e allergie

I soggetti affetti da asma e allergie respiratorie sono più vulnerabili al laringospasmo. Il trattamento di queste allergie e l’utilizzo di un inalatore, possono ridurre il rischio di spasmi futuri. Le persone con problemi respiratori, compreso l’asma, sono più vulnerabili al laringospasmo mentre sono sotto anestesia.

Trattamenti per il laringospasmo

Durante un laringospasmo, bisognerebbe sempre cercare di rimanere calmi. Bisognerebbe cercare di non ansimare alla ricerca d’ari o cercare di inghiottire l’aria attraverso la bocca. Il panico può far durare di più lo spasmo e far provare sintomi più intensi.

Alcune semplici tecniche che possono fermare o mitigare gli effetti dello spasmo:

  • Trattenere il respiro per 5 secondi, quindi respirare lentamente attraverso il naso. Espirare attraverso le labbra socchiuse. Ripetere finché lo spasmo non cessa.
  • Tagliate una cannuccia a metà. Durante un attacco chiudete le labbra intorno alla cannuccia e respirate solo attraverso la cannuccia e non dal naso. Questa tecnica favorisce una respirazione più lenta che può aiutare a rilassare le corde vocali.
  • Premere su un punto di pressione specifico vicino alle orecchie. Questo punto, noto come tacca del laringospasmo, può costringere le corde vocali a rilassarsi. Bisognerebbe in questo caso individuare il punto morbido dietro i lobi delle orecchie, appena sopra la mascella per poi spingere con forza verso il basso e verso l’interno della gola. La pressione deve essere abbastanza forte da risultare dolorosa e, se funziona, dovrebbe alleviare immediatamente i sintomi del laringospasmo. Per questa soluzione vi consigliamo ad ogni modo di parlare con il vostro medico di fiducia e farsi spiegare meglio la procedura.

Altri trattamenti si concentrano sull’individuazione della causa sottostante dei laringospasmi. Ad esempio, le persone con disturbi d’ansia possono trarre beneficio da farmaci contro l’ansia o da psicoterapia.

Le persone che hanno frequenti laringospasmi durante la notte potrebbero dover dormire con una macchina di pressione positiva continua delle vie aeree (CPAP). La logopedia può aiutare in alcuni casi, soprattutto quando c’è una causa neurologica. Quando altri trattamenti non funzionano, un’iniezione di tossina botulinica (Botox) può paralizzare le corde vocali e prevenire attacchi successivi.

Quando rivolgersi al medico

I medici possono eseguire una serie di test per determinare la causa dell’incidenza di laringospasmo. Test gastrointestinali, una TC dei seni, test allergologici e prove di vari farmaci possono aiutare a chiarire la causa.

Le persone che hanno una dichiarata ed evidente storia clinica legata al laringospasmo dovrebbero informare il loro medico della loro esperienza prima di sottoporsi ad anestesia. Sebbene estremamente raro, se un laringospasmo non si ferma dopo un minuto o due o se causa una perdita di coscienza, dovrebbe essere trattato come un’emergenza medica e recarsi ad un pronto soccorso.


 

Un ragazzo dalla felpa rossa corre affaticato

La respirazione nella corsa

La Respirazione nella corsa

Come funziona e qualche consiglio per gli sportivi non professionisti

Quasi tutte le persone che decidono di mantenersi in forma o di riprendere a fare attività fisica dopo lunghi periodi di sedentarietà, scelgono la corsa come metodo principale di approccio allo sport.

Nei parchi, sui lungomare, per le strade delle nostre città anche in orari inusuali, c’è sempre qualcuno che corre con andatura più o meno incerta.

Quando si affronta la corsa, soprattutto se non allenati, una delle cose più importanti da sapere utilizzare e il controllo della respirazione.

Il cosiddetto fiatone che molti patiscono, tanto più se alla ripresa di un’attività interrotta o abbandonata da tempo, dipende dall’attività aerobica che mettiamo in moto correndo. I nostri muscoli, in quel frangente, stanno bruciando una quantità di energia maggiore del solito. Sono i grassi e gli zuccheri presenti nel nostro corpo che vengono coinvolti in questa produzione di energia, che per poter avvenire ha però bisogno di ossigeno.

La quantità di ossigeno necessario durante l’allenamento della corsa può arrivare, sopratutto in soggetti molto allenati o professionisti, a 10 volte la quantità che serve in stato di requie.

Nella nostra immaginazione la mancanza di fiato dopo pochi minuti dall’inizio dell’attività di corsa è legata alla capacità polmonare.

Correndo faccio fatica a respirare, ma lo capisco, sono un fumatore…

Senza dovervi ribadire che il fumo è nocivo a prescindere da che voi decidiate o meno di fare attività sportiva, in questo caso la causa principale del vostro affaticamente non dipende direttamente – o meglio, principalmente – dai polmoni.

Quali fattori influenzano di più il dispendio di ossigeno nei corridori amatoriali?

Il peso: Proprio chi si trova in una condizione di sovrappeso cerca di utlizzare la corsa per favorire un dimagrimento. Dal punto di vista meccanico il nostro corpo, che si trova a dover sorreggere una stazza più grande di quanto sarebbe ideato per sopportare, deve bruciare più energia, quindi ossigeno, per poter favorire l’atto della corsa.

Il Metodo: Correre è una delle attività più naturali per l’uomo. Corriamo sin da bambini, ma questo non toglie che saper correre, ossia saper affrontare la corsa utilizzando bene i tempi, le velocità e la postura, aiuti a sfruttare meglio il nostro corpo e l’energia che serve per muoverlo. Per questo è utile farsi dare dei consigli, seguire quando possibile un esperto. Gestire il movimento e lo sforzo diminuisce la necessità di ossigeno: a parità di velocità, un corridore allenato riesce a spendere minori energie.

Controllo dei muscoli respiratori: Visto che proprio l’ossigeno è al cento dell’attività che svolgiamo correndo, è molto importante saper utilizzare i muscoli che regolano la respirazione, soprattutto il diaframma, così da ottimizzare l’uso dell’ossigeno e rendere il nostro organismo complessivamente più efficiente.

Se la nostra attività di corsa è costante nel tempo avvengono nel nostro corpo altri due mutamenti molto imporanti

  • la capillarizzazione: il meccanismo attraverso il quale, col tempo e la costanza, aumentano i piccoli vasi sanguigni che permettono una migliore ossigenazione dei muscoli coinvolti nell’attività (principalmente le gambe)
  • la portata cardiacala quantità di sangue che un ventricolo può pompare durante un’attività sportiva aumenta in virtù di un allenamento costante, rendendo quindi più rapida ed efficace l’ossigenazione dei muscoli coinvolti

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LA MEDICINA SPORTIVA DI VILLA DONATELLO


Come utilizzare al meglio la respirazione nella corsa

Non forzate: Non è provando a forzare il respiro, quando lo sentite corto, che si migliora la situazione. Così facendo, infatti, nel tentativo di inalare con sforzo l’aria che sentiamo mancare, finiamo per comprimere organi come il fegato e la milza. Il risultato sono quei famosi dolori che ci piegano sulle gambe. La migliore risposta al fiato corto è quella di diminuire gradualmente l’andatura, fino ad arrivare ad un passo sostenuto, se serve, e poi accelerare di nuovo quando la sensazione di mancanza d’aria è completamente sparita.

Naso e bocca, perché no?: Ci è stato giustamente insegnato che respirare con il naso ed espirare con la bocca ci permette di introitare una qualità migliore di aria, approfittando dei filtri naturali che abbiamo nel nostro setto nasale. Durante la corsa, però, abbiamo visto che il nostro organismo ha bisogno di una quantità eccezionale di ossigeno. Per questo respirare sia con il naso che con la bocca aiuta a raggiungere l’apporto di ossigeno necessario, evitando ai nostri muscoli una carenza che potrebbe limitare la nostra attività nel giro di pochi minuti.

I tempi della respirazione: La regolarità, nella corsa, è importante sia per gestire il passo, sia per gestire la stessa respirazione. Regolare i tempi di inspirazione e di espirazione al numero di passi che compiamo correndo è molto importante per diminuire la tentazione di forzare quando ci sentiamo in difficoltà. Molti trainer consigliano di utilizzare un metodo 3-3, dove si inspira ogni tre passi per poi espirare dopo i tre passi ancora successivi. La frequenza però dipende molto dal singolo atleta e dalla velocità dell’andatura. Più la corsa è sostenuta e più, probabilmente, il numero di passi necessari tra un’inspirazione ed un’espirazione diminuisce. Nel caso dei velocisti spesso si raggiunge una respirazione 1-1.

Proteggere il respiro: Se il nostro allenamento si svolge durante i periodi freddi, quando cioè l’aria che inspiriamo è molto più fresca delle temperature interne al nostro organismo, sarebbe molto importante ridurre il gap attraverso una protezione (un colletto molto alto della tuta, piuttosto che un collare da sportivo). Durante la corsa può anche capitare che il corpo si abitui gradualmente e che la necessità della protezione venga meno.

Un ultimo importante consiglio

Quando si sottopone il nostro corpo ad uno sforzo energetico come quello prodotto dalla corsa, possono diventare più evidenti eventuali problematiche di respirazione. Queste, magari meno fastidiose in stato di riposo, possono alla lunga comunque creare effetti negativi sulla nostra salute.

In questi casi è molto importante rivolgersi a un professionista in grado di diagnosticare adeguatamente il problema riscontrato per poi individuare un idoneo percorso terapeutico. All’interno della nostra Casa di Cura opera il Professor Guido Bastianelli, rinomato otorinolaringoiatra, Medico Chirurgo e specializzato in molte branche della sua disciplina tra le quali la Patologia Cervico e Facciale e l’Allergologia e l’Immunologia Clinica. Nell’eventualità che vogliate prenotare una visita con il Prof. Bastianelli vi basterà utilizzare l’apposito servizio di prenotazione online che è disponibile anche in questa pagina in alto a destra (o a fine articolo per chi ci leggesse da smartphone).

Approfittiamo anche per riproporvi un video che abbiamo realizzato con il Professore, dedicato alle ostruzioni nasali. Buona visione!


 

una zuppa di broccoli

Dieta e Glicemia: un nuovo studio

Dieta e Glicemia: un nuovo studio

Un nuovo studio dimostra che una dieta a basso contenuto di carboidrati
aiuta le persone con diabete non trattato e quelle a rischio di diabete a ridurre la glicemia.

Sebbene le diete a basso contenuto di carboidrati siano spesso consigliate a coloro che sono in cura per il diabete, fino ad oggi esistevano poche prove che dimostrassero se mangiare meno carboidrati può influire sulla glicemia delle persone con diabete o prediabete che non assumono farmaci specifici.

In un nuovo studio pubblicato sulla rivista scientifica JAMA Network Open, un gruppo di ricercatori hanno confrontato due gruppi specifici di soggetti: uno assegnato ad una dieta a basso contenuto di carboidrati e un altro che ha continuato a seguire la dieta abituale. Dopo sei mesi, il gruppo di soggetti che stava seguendo una dieta a basso contenuto di carboidrati ha registrato un importante calo dell’emoglobina A1c – un indicatore dei livelli di zucchero nel sangue – rispetto al gruppo che seguiva la dieta abituale. I soggetti appartenenti al gruppo con la dieta a basso contenuto di carboidrati ha anche mostrato una perdita di peso e ha registrato, a digiuno, livelli di glucosio più bassi.

Il messaggio che deve passare è che una dieta a basso contenuto di carboidrati, se mantenuta, potrebbe essere un approccio utile per la prevenzione e il trattamento del diabete di tipo 2, anche se sono necessarie ulteriori ricerche – afferma Kirsten Dorans, assistente alla cattedra di epidemiologia presso la Tulane University School of Public Health and Tropical Medicine e autrice principale della ricerca di cui parliamo.

Soltanto in Europa sono circa 61 milioni i soggetti affetti da diabete [dati aggiornati al 2021], una condizione che si verifica quando l’organismo non utilizza correttamente l’insulina e non riesce a regolare i livelli di zucchero nel sangue. È calcolato che il diabete di tipo 2 rappresenti nel mondo oltre il 90% dei casi.

Il diabete di tipo 2 può compromettere gravemente la qualità della vita con sintomi quali visione offuscata, intorpidimento di mani e piedi e stanchezza generale e può causare altri gravi problemi di salute come malattie cardiache, perdita della vista e malattie renali.

I risultati dello studio sono particolarmente importanti per i soggetti affetti da prediabete, i cui livelli di A1c sono superiori alla norma ma inferiori a quelli che verrebbero classificati come diabete.

Molte delle persone che si trovano nella condizione di prediabete non ne sono consapevoli. I soggetti affetti da prediabete sono a maggior rischio di diabete di tipo 2, infarto o ictus e di solito non assumono farmaci per abbassare i livelli di zucchero nel sangue: per questo una dieta sana è ancora più cruciale.

Lo studio ha coinvolto soggetti partecipanti la cui glicemia variava da livelli prediabetici a diabetici che non assumevano farmaci per il diabete. I partecipanti al gruppo a basso contenuto di carboidrati hanno visto i livelli di A1c ridursi dello 0,23% in più rispetto al gruppo che seguiva la dieta abituale, un valore che la Dott.ssa Dorans definisce “modesto ma clinicamente rilevante”.

È importante notare che i grassi costituivano circa la metà delle calorie assunte dai soggetti del gruppo a basso contenuto di carboidrati, ma stiamo parlando per lo più di grassi monoinsaturi e polinsaturi salutari presenti in alimenti come l’olio d’oliva e le noci.

Lo studio non dimostra che una dieta a basso contenuto di carboidrati sia in grado di prevenire il diabete, ma apre la strada a ulteriori ricerche su come mitigare i rischi per la salute di chi soffre di prediabete e diabete non trattato con farmaci.


 

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