Il Dott. Silvio Zuccarini

Presbiopia: dire addio agli occhiali è possibile

Presbiopia: dire addio agli occhiali è possibile

A Villa Donatello l’eccellenza della chirurgia oftalmica guidata dal Dott. Zuccarini

La presbiopia è un difetto che si manifesta oltre i 45 anni e che necessita di una correzione ottica per mettere a fuoco gli oggetti vicini, correzione che è affidata a una lente positiva (l’opposto di ciò che serve per la miopia).

Non a caso, perché il miope può riuscire a compensare la presbiopia togliendo la correzione da lontano – afferma Zuccarini -, quindi da vicino può togliere gli occhiali e non ha bisogno di metterli da vicino.

La presbiopia è molto comune: le nostre attività si svolgono quasi tutte al chiuso, basti pensare alla lettura, al computer, agli uffici, e sarà un problema anche di più nel futuro. Le applicazioni richiederanno sempre più la visione da vicino.

È importante per noi come medici fare delle previsioni, perché dobbiamo pensare a come risolvere il problema per i nostri pazienti, ed è importante per le aziende che producono dispositivi atti a trattare questo tipo di difetto.

Fino a qualche tempo fa, l’unica correzione possibile erano gli occhiali, ma sono molti i pazienti che si rivolgono al Dott. Zuccarini e alla struttura di Villa Donatello proprio per eliminarli.

Noi facciamo di tutto per far vedere meglio i nostri pazienti – dice Zuccarini. Se correggiamo il difetto di vista per la distanza poi li dobbiamo aiutare anche a trattare il problema da vicino.

Per riuscire in questo desiderio, esistono tre diverse tecniche e tecnologie: “Possiamo combinare al trattamento del difetto di vista per esempio della miopia un trattamento per la presbiopia, oppure posiamo trattare la presbiopia pura, in particolare quando associata alla ipermetropia. L’intervento di chirurgia refrattiva è la tecnica migliore perché meno invasiva delle altre. È una procedura cosiddetta LASIK – spiega il chirurgo – vale a dire una chirurgia che si esegue sulla superficie dell’occhio, sulla cornea.

Si crea una lamella col tessuto corneale: al di sotto di questa lamella, il laser plasma la curvatura della cornea
per ottenere l’effetto refrattivo richiesto. Questa metodica viene eseguita con protocollo Supracor, ed è un trattamento bilaterale varifocale che consente di correggere il vicino aumentando la profondità di messa a fuoco dell’occhio”.

“Quando non è indicata la Lasik, si procede con un’altra metodica – prosegue Zuccarini – che riguarda l‘uso di lenti fachiche (tra cui la più evoluta è la ICL, Intraocular Collamer Lens), che possiamo inserire all’ interno dell’occhio e che consente di correggere tutti i tipi di difetto di vista”.

“Infine, come terza opzione – aggiunge Zuccarini – possiamo utilizzare la lente da afachia, a sua volta intraoculare, che viene impiantata al posto del cristallino naturale quando si fa l’intervento di cataratta. Questa particolare lente può es- sere richiesta in questo specifico intervento per ridurre così la dipendenza dagli occhiali: la messa a fuoco data dall’aumento della profondità di campo, infatti, permette di vedere meglio anche da vicino”.

Tutti questi sono interventi ambulatoriali: una Lasik viene eseguita in 10 minuti, non è un intervento invasivo e non servono bende, solo gocce di collirio e il paziente se ne va con gli occhiali da sole. “Nel trattamento per la presbiopia si opera oggi e domattina il paziente viene al controllo e legge il giornale senza occhiali. Io lo chiamo ‘Effetto Wow’ perché esprime l’effetto che fa, dove è immediato il recupero della funzione visiva”.

Ma ogni caso è diverso e per questo a Villa Donatello oltre all’attenzione per il rapporto umano col paziente, la dotazione diagnostica è importantissima. “Le strumentazioni tecnologiche sono fondamentali per la valutazione della vista del paziente – sostiene Zuccarini -, ma è soltanto la valutazione del chirurgo che è in grado di definire la soluzione più corretta e quindi indicata per il singolo soggetto. I dieci decimi, infatti non sono uguali per tutti: ad esempio due persone, con i medesimi problemi di vista, non avranno la medesima indicazione se uno guida dieci ore al giorno mentre l’altro sta al computer”.

In sala operatoria vengono inoltre impiegati laser intelligenti, controllati da un computer, che vanno a modificare condizioni anatomiche. “Il margine di errore è pressoché nullo, la variabile è la risposta biologica, che può in qualche caso allontanarsi dalla previsione. Per questo è importante la selezione per evitare la variabile. Inoltre in sala ope- riamo in 3D, con un’immagine tridimensionale che ci consente di lavorare con metodiche di visualizzazione più grande e con precisione maggiore”.