immagine con lattine vuote

Bere bevande energetiche per un adolescente
potrebbe portare a problemi cardiovascolari.

Anche bere soltanto una bevanda energetica potrebbe portare a gravi rischio per il cuore di un adolescente o di un giovane adulto sano: questo secondo un recente studio presentato negli Stati Uniti.

La Dr.ssa Anna Svatikova, cardiologa presso la Mayo Clinic di Rochester, nel Minnesota, assieme ad altri colleghi ha scoperto che giovani adulti che hanno consumato una bevanda energetica hanno mostrato un aumento della pressione sanguigna e un aumento della risposta degli ormoni dello stress nei primi 30 minuti, il che può aumentare il rischio di un evento cardiovascolare dannoso per l’organismo.

Il team ha presentato i risultati di questo studio qualche giorno fa all’American Heart Association.

Le bevande energetiche – commercializzate dichiarando che possono aumentare le prestazioni fisiche e mentali – stanno crescendo in popolarità, in particolare tra gli adolescenti. Secondo i Centri per il Controllo e la Prevenzione delle malattie (CDC), le bevande energetiche sono regolarmente consumate da circa il 31% dei ragazzi di età compresa tra 12-17 anni e dal 34% degli adulti di età  tra i 18-24.

L’aumento del loro consumo dovrebbe rappresentare una preoccupazione per la salute pubblica; le bevande sono state infatti collegat a una serie di gravi effetti collaterali. Uno studio riportato da Medical News Today nel 2013, per esempio, legava il consumo di bevande energetiche ad alterazioni della funzione cardiaca.

Per di più, un rapporto sempre del 2013 a cura della Substance Abuse e Mental Health Services Administration (SAMHSA) ha riscontrato più che un raddoppio nel numero di visite al Pronto Soccorso negli Stati Uniti che coinvolgono il consumo di energy drink tra il 2007 al 2011: si passa da 10.068 visite a 20.783 nel giro di soli 4 anni.

Si ritiene che l’ingrediente più dannoso contenuto nelle bevande energetiche sia la caffeina; una sola lattina o bottiglia contiene da circa 80 mg di caffeina fino a ben 500 mg. Per fare un confronto, una tazzina di caffè da 500mg contiene una media di 100 mg di caffeina.

È importante aggiungere che le bevande energetiche hanno un alto contenuto di zucchero e possono contenere altri stimolanti a base di piante che producono effetti collaterali comparabili a quelli della caffeina.

Bevande energetiche contro bevande false

Nel loro studio, la Dr.ssa Svatikova e colleghi, per indagare come le bevande energetiche influenzino la pressione arteriosa, la frequenza cardiaca e la risposta allo stress di 25 adulti sani, hanno comparato i loro effetti a quelli di bevande placebo.

I partecipanti avevano tutti un’età media di 29 anni e non presentavano fattori noti di problematiche cardiovascolari.

In due giorni separati, con un massimo di due settimane di distanza l’uno dall’altro, i soggetti sono stati invitati a consumare in 5 minuti una bevanda energetica da 480ml tra quelle in commercio o una invece completamente inerte: un placebo.

L’energy drink conteneva circa 240 mg di caffeina, 2.000 mg di taurina – un aminoacido che si ritiene favorisca lo sviluppo neurologico e che regoli i livelli di acqua e minerali nel sangue – e estratti di semi di guaranà, radice di ginseng e latte di cardo.

La falsa bevanda era stata preparata in modo che avesse lo stesso sapore, la medesima consistenza, ma anche colore e componenti nutrizionali della bevanda energetica, ma senza la caffeina e gli altri stimolanti.

Lo studio è stato realizzato in modo che sia i partecipanti che i ricercatori fossero all’oscuro di quali bevande i ragazzi bevessero in quale giorno. Ai partecipanti è stato chiesto anche di astenersi dal bere alcol o caffeina nelle 24 ore precedenti all’esperimento.

Sia prima che 30 minuti dopo ogni consumazione i ricercatori hanno misurato la pressione arteriosa e la frequenza cardiaca dei partecipanti, così come i livelli di caffeina e glucosio nel sangue, e il rilascio di norepinefrina: ormone dello stress.

La Norepinefrina, o Noradrenalina, aumenta la pressione del sangue, colpisce la capacità del cuore di contrarsi e altera la frequenza cardiaca e la respirazione in risposta allo stress.

71% di aumento dei livelli di noradrenalina dopo il consumo di una bevanda energetica

I ricercatori hanno identificato un aumento significativo dei livelli di caffeina dopo che i partecipanti hanno consumato la bevanda energetica, mentre la bevanda placebo non li ha influenzati.

Dopo il consumo della bevanda energetica i partecipanti hanno registrato un aumento del 6,2% della pressione arteriosa sistolica e un aumento del 6,8% della pressione diastolica. L’aumento medio della pressione sanguigna tra i partecipanti è stato del 6,4% a seguito del consumo dell’energy drink, mentre un 3% di aumento medio è stato registrsto dopo il consumo della bevanda innocua.

Ancora più importante, il team di ricerca ha riscontrato un aumento dei livelli di noradrenalina 150 pg/ml (picogrammi per millilitro) a 250 pg/ml dopo il consumo dell’energy drink, a fronte di un aumento da 140 pg/ml a 179 pg/ml dopo il consumo della bevanda placebo. Questo rappresenta un aumento del 71% dei livelli di noradrenalina dopo il consumo della bevanda energetica, contro un incremento del 31% dopo il consumo della bevanda normale.

La Dr.ssa Svatikova ritiene che i risultati del team rappresentino un motivo di preoccupazione, a partire dall’aumento della pressione sanguigna e delle risposte dell’ormone dello stress individuati. Tutto questo può predisporre ad un aumento del rischio di eventi cardiaci anche in persone sane. E aggiunge:

“Questi risultati suggeriscono che le persone dovrebbero essere caute quando consumano bevande energetiche a causa di possibili rischi per la loro salute. Chiedere ai pazienti informazioni circa il loro consumo di energy drink dovrebbe diventare di routine per i medici, in particolare durante l’interpretazione dei segni vitali in situazioni critiche.”

Questo studio, fanno notare gli autori, ha comunque qualche limite tra i quali la dimensione ridotta del campione utilizzato e il fatto che si siano testati gli effetti di poche marche tra quelle in commercio.

I ricercatori concludono dicendo che si rendono necessari ulteriori studi per determinare se i cambiamenti della pressione sanguigna e dei livelli di noradrenalina identificati possono aumentare il rischio cardiovascolare.

Cercheremo di seguire gli studi della Dr.ssa Svatikova e del suo team per fornirvi i dati completi che realizzeranno a seguito di nuovi e più ampi esperimenti.


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