un medico con una lente controlla un neo sulla spalla di una paziente

Progetto Melanoma: visite dermatologiche gratuite per il controllo dei nei

Progetto Melanoma: le date di Ottobre

Visite dermatologiche gratuite per il controllo dei nei

Anche il Progetto Melanoma torna ad Ottobre, grazie alle visite dermatologiche gratuite offerte a Firenze dalla collaborazione tra la nostra Casa di Cura e Fondazione ANT Italia ONLUS

Il melanoma è il più aggressivo e pericoloso dei tumori cutanei. Fino a qualche tempo fa quella del melanoma era considerata una neoplasia rara, ma la sua incidenza è aumentata in maniera esponenziale nel tempo, con una crescita annua del 4% circa.
Il melanoma colpisce sia uomini che donne, aggredendo prevalentemente nella fascia d’età che va dai 40 ai 60 anni. È comunque importante ricordare che non ci si può sentire al sicuro neppure se appartenenti ad altre fasce d’età.

Ottobre è uno dei momenti dell’anno più importanti per un controllo della propria mappatura dei nei visto che si è usciti da poco dalla stagione estiva, il periodo nel quale la nostra pelle viene più facilmente a contatto prolungato con i raggi solari. Non molte settimane fa abbiamo già affrontato nel dettaglio l’argomento in questo articolo (con video) che vi invitiamo a rileggere.

Questo progetto vuole rinforzare il concetto di prevenzione, che può essere attuata anche effettuando l’auto indagine: tenere sotto controllo i nei presenti sul proprio corpo, da soli o con l’ausilio di altre persone per le zone meno visibili, è di fondamentale aiuto per il riconoscimento di anomalie che consigliano la visita presso un professionista.

locandina del progetto melanoma

Per questo, il prossimo Martedì 24 Ottobre dalle ore 8.15 alle ore 12.15 presso Villa Donatello, verranno realizzate 15 visite dermatologiche gratuite destinate a cittadini provenienti da tutta la Toscana.

Per poter accedere a queste prestazioni sarà necessario prenotarsi telefonando alla Delegazione ANT di Firenze al numero  348 3102881 a partire da Lunedì 16 Ottobre fino a Lunedì 23 Ottobre dalle ore 9.00 alle ore 13.00, Sabato e Domenica esclusi.

È molto importante ricordare che, dopo aver contattato la Delegazione ANT telefonicamente, affinché la prenotazione della prestazione sia valida, la paziente dovrà visitare questa pagina del sito della Fondazione e compilare la Registrazione Visita.

Ricordiamo infine che, in assenza del consenso dei genitori, le ragazze minorenni non potranno essere visitate.


 

immagine del volto di una ragazza con due diverse tipologie di abbronzatura

Il sole, la nostra pelle e altre notizie: la Dermatologia di Villa Donatello

Il Sole, la nostra pelle e altre notizie

La Dermatologia e la Dermochirurgia Laser di Villa Donatello in un’intervista al Prof. Paolo Bonan

In questi giorni è andata in onda su Tele Iride, a cura di Paola Leoni, un’intervista al Prof. Paolo Bonan, Responsabile della Specialità di Dermatologia e del Percorso di Cura sulla Dermochirurgia Laser della nostra Casa di Cura.

Nella prima parte dell’intervista le domande hanno riguardato il nostro rapporto con il sole e l’abbronzatura durante il periodo estivo: quali pericoli e accorgimenti tenere di conto in questi mesi dell’anno?

Nella seconda parte dell’intervista invece sono state approfondito altre tecniche terapeutiche e chirurgiche che la nostra Casa di Cura è in grado di mettere a disposizione dei propri pazienti nel campo della Dermatologia e della Dermochirurgia Laser.

Vi riproponiamo in questa pagina la versione integrale dell’intervista, aggiungendo in calce un indice che vi permetterà di saltare ai punti di vostro maggior interesse.

INDICE DEI TEMI TRATTATI

(cliccare sul minutaggio per saltare al punto)

1:21 – La scheda video realizzata dalla redazione di Tele Iride
4:11 – Perché ci si abbronza?
5:17 – Sole e pelle: amici/nemici – Quali sono i benefici e i rischi dell’esposizione ai raggi solari?
6:47 – Quali sono gli aspetti più nocivi di un eccesso di esposizione al sole, sia dal punto di vista estetico, sia da quello medico?
7:47 – I cosiddetti da “invecchiamento della pelle” sono irreversibili o no?
8:45 – Quali sono i consigli per prevenire i danni della pelle, sia dal punto vista estetico che medico?
9:13 – Perché abbiamo l’impressione che il sole, al mattino presto o dopo le 17, possa “abbronzare” di meno?
9:32 – Le creme protettive, oggi, sono migliori di quelle di qualche anno fa?
10:08 – Le creme solari sono universali o sarebbe meglio averne di personalizzate?
11:06 – Cosa possiamo dire degli integratori e degli alimenti che facilitano l’abbronzatura?
12:20 – Chi è affetto da psoriasi può prendere tranquillamente il sole?
12:30 – E invece che cosa succede a chi ha cicatrici o tatuaggi?
12:57 – Ci possiamo truccare prima di esporsi ai raggi solari?
13: 29 – Chi fa uso di farmaci deve porre particolare attenzione all’esposizione solare?
13:56 – Le 10 regole per un sole amico.
14:55 – E l'”alfabeto della pelle”? L’analisi dei nevi.
16:25 – Quali altre attività dermatologiche e dermochirurgiche si svolgono a Villa Donatello sotto la sua responsabilità?
20:20 – La Dermochirurgia Laser per le cicatrici
21:52 – Qual è il percorso che lei ed il suo team realizzate con il paziente e le sue necessità?
22:34 – A volte il medico deve anche dire di no rispetto a richieste “eccessive”?
23:16 – La medicina rigenerativa a Villa Donatello
26:35 – Il DNA influisce sui tempi di invecchiamento della pelle?

Si ringrazia Tele Iride per averci messo a disposizione il video dell’intervista


 

Una ragazza sulla spiaggia si mette la crema da sole

Estate: proteggersi dal melanoma

Estate: proteggersi dal melanoma è ancora più importante

La stagione balneare è iniziata e la nostra esposizione diretta ai raggi solari
ci espone a grandi rischi se non affrontata con responsabilità e attenzione

L’estate, il mare, la voglia di fuggire dalla canicola della città per rinfrescarsi in acqua e approfittare del sole. Questo è il periodo in cui le ore o i giorni liberi sono dedicati al fuori porta, esponendoci maggiormente ai rischi che derivano da prolungate esposizioni ai raggi solari.

Proprio in queste ore in Toscana sono stati lanciati importanti allarmi relativi all’aumento dell’insorgenza di melanoma tra la cittadinanza di cui tutti dovremmo tener conto. Per fortuna la prevenzione e il miglioramento della diagnostica hanno ridotto notevolmente la mortalità legata a questa tipologia particolarmente aggressiva di tumore: rispetto a trent’anni fa, quando il tasso di mortalità si assestava purtroppo attorno all’80%, adesso la Scienza medica è riuscita a portare la percentuale al 20%.

Il melanoma è una tipologia di tumore della pelle molto ben riconoscibile anche agli occhi di persone non esperte. In questi casi la prima cosa da evitare è quella di ignorare le eventuali modifiche epidermiche che si possano presentare sul nostro corpo e magari di farsi controllare periodicamente da un parente o un amico. Se l’auto-esame mettesse in risalto una lesione pigmentata sarà a quel punto molto importante avere un controllo e una valutazione da parte di un dermatologo: un melanoma nello stadio di lesione iniziale è guaribile nella quasi totalità dei casi.

Il melanoma può presentarsi sia in presenza di un nevo congenito che indipendentemente da esso, prevalentemente nella zona del tronco per gli uomini e agli arti inferiori per le donne.

Il melanoma si sviluppa inizialmente in una prima fase orizzontale, denotato da un aumento dell’area epidermica interessata, ma poi procede in una seconda fase, più aggressiva e pericolosa, diffondendosi in profondità  e spesso dando vita a metastasi, anche di organi distanti dal punto di insorgenza.

uno schema della diffusione del melanoma sulla pelle

Quali sono i fattori di rischio del melanoma?

La Scienza sta ancora indagando sul perché insorga il melanoma, ancora molte delle cause probabilmente ci sono sconosciute, tuttavia è possibile elencare alcuni fattori che si sono dimostrati essere di rischio e dei quali è utile tenere conto.

Oltre alla maggiore fragilità di chi ha una pelle chiara, all’età, l’ereditarietà e ad un numero incipiente di nevi sul corpo, il sole e gli effetti di prolungate esposizioni ai suoi influssi rappresentano probabilmente la fonte di rischio di cui tener maggior conto.

I raggi ultravioletti (UV) che il sole irradia su di noi  sono in grado di danneggiare il tessuto epidermico, così come procurare tumori della pelle tra i quali il melanoma.

Mentre i raggi UV-C sono bloccati dalla fascia protettiva dell’ozono, quelli di cui dovremmo preoccuparci di più sono i raggi UV-A e UV-B.

I primi, ritenuti per molto tempo meno pericolosi in termini di insorgenza di tumori della pelle, ci raggiungono in qualsiasi periodo dell’anno, anche in giornate particolarmente nuvolose, e rappresentano la percentuale più alta di raggi ultravioletti che raggiunge la Terra. I raggi UV-A sono particolarmente insidiosi perché, benché non siano responsabili di scottature e quindi indolori, hanno una capacità maggiore di penetrare in profondità fino a raggiungere lo strato sottocutaneo del derma. Per questa ragione da molti anni sono ritenuti anch’essi possibile causa di insorgenza di melanoma.

I raggi UV-B, invece, sono quelli che ci procurano la bella colorazione estiva che spesso ricerchiamo, sono fonte di scottature, eritemi e unanimemente riconosciuti come principali responsabili dei tumori della pelle.

Per queste ragioni, benché sistemi protettivi totali non siano ancora stati sviluppati, è molto importante assicurarsi che le creme che utilizziamo in spiaggia o in altre occasioni contengano agenti protettivi rispetto a entrambe le tipologie di ultravioletti.

Le precauzioni di cui parliamo valgono ancora di più per i bambini e gli adolescenti, soggetti a maggior rischio di influenze nocive da parte delle radiazioni solari.

Vivere il mare (o la montagna d’inverno) è un’esperienza che piace a tutti e che è importante fare anche per i molti benefici che apporta alla nostra salute. Ma la sovraesposizione prolungata al sole dovrebbe essere evitata, anche se si utilizzano protezioni specifiche.

Per le stesse ragioni è sconsigliato esporsi direttamente ai raggi solari tra le 11 e le 15, orari nei quali la potenza del sole è più elevata.


 

Firenze: Progetto Melanoma in collaborazione con ANT

Visite dermatologiche gratuite per il controllo dei nei

Sabato 12 e Martedì 29 Novembre dalle 8,15 alle 12,15

Si rinnova il rapporto di collaborazione tra la nostra Casa di Cura e la Fondazione ANT Italia Onlus per la prevenzione oncologica.

Oggetto di queste nuove visite gratuite a Firenze è la prevenzione contro il melanoma. Per questo sono state messe a disposizione di tutti i cittadini toscani due date: Sabato 12 e Martedì 29 Novembre, dalle 8.15 alle 12.15, si potranno effettuare infatti visite dermatologiche gratuite presso la nostra struttura in Viale Matteotti 4.

Per il Progetto MelanomaFirenze sono disponibili 30 visite, da prenotare da oggi, Giovedì 3 Novembre, fino a Giovedì 10 Novembre, telefonando presso la Delegazione ANT di Firenze al numero 348 3102881 dalle 9,00 alle 13,00 escluso il Sabato e la Domenica.

ATTENZIONE!

Dopo aver prenotato la visita è necessario andare a questo link e compilare il FORM Registrazione Visite. Si informa che, ai sensi del D. Lgs. 196/2003 e succ. modifiche, in assenza del consenso dei genitori i minori non potranno essere visitati.

Approfitta di questa occasione: È la tua vita, non lasciarla sfiorire…

laura freddi testimonial del Progetto Melanoma di Fondazione ANT ONLUS


medici sperimentano su una protesi le tecnologie di chirurgia al laser

La rimozione dei tatuaggi grazie alla tecnologia Laser

“Tattoo removal”, il laser per la rimozione dei tatuaggi

Due giorni di corso organizzato dalla European Society for Lasers and Energy Based Devices a Villa Donatello

Tatuarsi è semplice, rimuovere il tatuaggio, quando per varie ragioni non dovesse più risultare gradito, lo è un po’ meno.

Solo grazie alla moderna tecnologia laser è oggi possibile eliminarlo anche se composto da pigmentazioni di vari colori.

La rimozione attraverso il laser è una delle tecniche illustrate durante il Primo corso internazionale sul laser e i sistemi basati sull’energia fisica, organizzato presso la Casa di Cura Villa Donatello di Firenze dalla prestigiosa ESLD (European Society for Lasers and Energy Based Devices), unica società scientifica del settore accreditata in Europa, che ne raccoglie i maggiori professionisti e che vede proprio in Villa Donatello una delle due sole strutture riconosciute in Italia.

In base a un’indagine condotta dall’Istituto Superiore di Sanità in Italia, a presentare tatuaggi sulla propria pelle sono quasi sette milioni di persone, cioè il 12,8% della popolazione.

Il tatuaggio è più diffuso tra le donne (13,8% del campione coinvolto nella ricerca) rispetto agli uomini (11,7%).

Il primo tatuaggio viene effettuato mediamente a 25 anni, ma il numero maggiore di tatuati riguarda la fascia d’età tra i 35 e i 44 anni (29,9%).

Le richieste di Tattoo removal sono in forte aumento oggi – spiega il dottor Nicola Bruscino, dermatologo – e in molti casi si tratta di persone a cui dopo averlo fatto comincia a disturbare il fatto di mostrarlo, soprattutto per motivi di carattere professionale. Oggi la terapia è possibile grazie ai laser di ultima generazione, che sono in grado di rimuovere i pigmenti colorati, ma si tratta di dispositivi che solo il medico può utilizzare e in particolare un dermatologo, che la ha giusta esperienza nel settore.

Un intervento che richiede per altro un ciclo di sedute.

Sicuramente almeno 4 o 5, perché il laser non elimina il pigmento di per se stesso come se fosse un cancellino, ma ha l’effetto di indurre le cellule a fagocitarlo, dopo averlo frammentato e degradato. Di fronte a tatuaggi con pigmenti di vari colori servono macchine in grado di lavorare su più lunghezze d’onda e agire in modo appropriato su ciascuna colorazione. Cosa importante non si tratta di una terapia dolorosa, in quanto vengono utilizzati sistemi di refrigerazione o creme anestetiche da applicare sulla parte interessata. Va però detto che il momento migliore per la rimozione è quello invernale, poiché va evitata l’esposizione al sole o a sostanze irritanti. Questo, mentre il picco di richieste si concentra proprio in estate, quando le persone si preparano ad indossare il costume da bagno.

C’è però anche un altro tipo di tatuaggio, che ci si può trovare ad avere involontariamente, cioè quello seguito ad un incidente.

E’ quello che noi chiamiamo tatuaggio da trauma – spiega ancora il Dr. Bruscino – che capita soprattutto ai motociclisti ed è spesso causato da incidenti stradali, magari dopo una strisciata sull’asfalto. Non si tratta di cicatrici, ma proprio di particelle di asfalto pigmentate rimaste sotto la cute e che non si possono rimuovere per via chirurgica per le loro dimensioni ridotte. Il laser invece agisce dall’esterno, frammentandole senza agire sul derma.


Un’intervista al Prof. Paolo Bonan a latere del Corso sulle Tecnologie Laser


Troppo spesso si tende a semplificare quando si parla di laser terapie – avverte il professor Paolo Bonan, dermatologo di Villa Donatello -, ma la parola laser è un acronimo generico che include una notevole varietà di sistemi, che scelti e modulati da personale preparato permettono di raggiungere ottimi risultati in ogni settore della dermatochirurgia e chirurgia plastica, dall’estetica a determinate condizioni patologiche, come le malformazioni vascolari e le lesioni pretumorali non-melanoma. In questi due giorni di corso, sotto l’egida della European Society for Lasers and Energy Based Devices, abbiamo mostrato anche in modo pratico i campi di intervento del laser a un parterre di professionisti che si sono confrontati con le più recenti applicazioni. Questo grazie anche alle innovative tecnologie di cui dispone Villa Donatello.


Per ulteriori approfondimenti vi rimandiamo all’articolo dedicato al Corso che trovate a questo link.

personaggio Lego con cicatrici

Piccola Guida alle Cicatrici

(Photo © by Pascal on flickr)

Le cicatrici, come trattarle oggi

La storia del trattamento delle cicatrici ha visto grandi evoluzioni negli ultimi anni: le tecniche oggi utilizzate presso la nostra struttura sono di ultimissima generazione. Per farvi capire meglio come affrontiamo il problema ci è sembrato utile realizzare questa piccola Guida alle Cicatrici.

Da cosa deriva il termine cicatrice?

L’origine latina Cicatrix, dalla radice Cingere – legare attorno – indica il significato della cicatrice, ovvero quello di connettere i tessuti circostanti, rimasti illesi o comunque in grado di partecipare alla guarigione della ferita.

La cicatrice è il tessuto fibroso che ripara le ferite e le perdite di sostanza dei tessuti e degli organi.

Il tessuto cicatriziale, infatti, si forma tutte le volte che si verifica un’interruzione della continuità della cute in seguito ad un evento patologico o traumatico.

Inevitabilmente le cicatrici lasciano sempre un segno più o meno evidente sulla pelle. Possono essere i segni lasciati dalla varicella, dall’acne durante l’adolescenza, oppure dai punti di sutura che sono stati praticati in seguito a delle brutte cadute o dopo essersi sottoposti ad interventi chirurgici.

Le cicatrici possono metterci a disagio, creandoci dei problemi di non accettazione del nostro aspetto a livello estetico, o addirittura comportare limitazioni funzionali per i movimenti.

immagini di cicatrici da acne

1A: Cicatrici atrofiche da acne sul volto di una giovane paziente B: La scomparsa delle cicatrici dopo un ciclo di 3 sedute laser CO2 frazionale

Come si presenta una cicatrice?

Dal punto di vista clinico la cicatrice si mostra con una superficie liscia, priva di peli, ghiandole sudoripare e solchi cutanei, di colore diverso rispetto al tessuto circostante.

La cicatrice può apparire piana, rilevata o infossata a seconda del processo che l’ha determinata.

Il tessuto cicatriziale non è identico al tessuto che sostituisce ed è sempre di qualità inferiore, non è un caso infatti che le cicatrici cutanee siano più sensibili ai raggi ultravioletti.

La prima considerazione da fare è che il processo cicatriziale non è un processo patologico, ma l’ultima fermata di un lungo percorso fisiologico che l’organismo compie verso la guarigione delle ferite.

La durata e ed il risultato di questo processo dipendono dalle dimensioni, dalla profondità della lesione, e soprattutto dall’origine di quest’ultima; quindi si rileva una notevole variabilità del tempo di cicatrizzazione, a seconda che sia una ferita traumatica più o meno contusa e sporca, di un’ustione elettrica, termica o chimica.

La cicatrizzazione non è uguale per tutti, in genere più la pelle è scura e la persona è giovane maggiori sono i rischi di una cicatrice antiestetica, brutta. Inoltre alcune zone del corpo cicatrizzano meno bene di altre (torace, sterno, dorso e articolazioni).

Le cicatrici sono tutte uguali?

Nel processo di cicatrizzazione si possono presentare alterazioni: per eccesso (cicatrice ipertrofica) o per difetto (cicatrice atrofica).

Nella cicatrice ipertrofica, il tessuto cicatriziale si forma in modo eccessivo rimanendo poi sempre rilevato e dolente.

Nella cicatrice atrofica, il tessuto che si forma è insufficiente e l’area assume un tipico aspetto depresso.

La cicatrice ipertrofica spesso viene scambiata per un cheloide, ma a differenza di questo il tessuto cicatriziale in esubero rimane all’interno dei confini della cicatrice che si presenta arrossata e rilevata; si può accompagnare ad una sintomatologia pruriginosa e talvolta a fastidio locale.

Che cos’è il cheloide?

Il termine cheloide deriva dai greci antichi che utilizzavano questo termine per la similitudine con la chela del granchio.

Si tratta di una crescita anormale di tessuto fibrotico che supera abbondantemente i margini della ferita iniziale, deformando la cute circostante; il cheloide infatti appare esteticamente estraneo alla zona anatomica dove è localizzato e comporta un forte senso di prurito e talvolta dolore.

Lo sterno, i lobuli dell’orecchio, le spalle e le guance sono le sedi più frequenti delle cicatrici cheloidee.

La formazione di un cheloide è più comune durante l’adolescenza e la gravidanza.

In alcune culture africane questa forma di guarigione eccessiva, esuberante, viene impiegata per creare dei disegni decorativi, simili a tatuaggi.

Il cheloide si manifesta come una abnorme cicatrice, rilevata, a superficie liscia e lucida spesso attraversata da grossi vasi sanguigni di colore rosso-violaceo. Inoltre col passare degli anni il cheloide può aumentare le sue dimensioni sviluppando proiezioni ed estroflessioni simili ad artigli.

Dal punto di vista psicologico il cheloide può determinare spiacevoli ripercussioni: il continuo bisogno di giustificazioni, il senso di inadeguatezza, il disagio e a volte la vergogna di chi non lo può nascondere.

Sono frequenti? E cosa li favoriscono?

La frequenza di cicatrici ipertrofiche e cheloidi è sostanzialmente sovrapponibile nel sesso maschile e femminile, mentre la prevalenza è nettamente più alta nella popolazione nera, ispanica ed asiatica rispetto ai caucasici; i principali fattori favorenti sono i seguenti:

  • Storia familiare di cicatrici ipertrofiche e cheloidi
  • Pigmentazione scura della pelle
  • Particolari regioni cutanee del corpo: regione deltoidea, tronco, lobi delle orecchie
  • Gravidanza
  • Adolescenza

Come si curano?

La gestione terapica delle cicatrici varia in rapporto al tipo di cicatrice o cheloide:

  • Massaggio ripetuto più volte al giorno
  • Compressione continua
  • Dermoabrasione
  • Trattamenti con basse dosi di radiazioni
  • I trattamenti chirurgici (non per i cheloidi) :
    Escissione intralesionale
    Escissione completa
  • Vitamina E
  • Lamine sottili di Silicone
  • Infiltrazione locale di Corticosteroidi
  • Crioterapia
  • Imiquimod al 5%
  • Infiltrazione locale di Verapamile
  • Infiltrazione locale di Fluorouracile
  • Infiltrazione locale di Bleomicina
  • Laser : Pulsed Dye Laser e Laser CO2 frazionale
  • Lipofilling

La gestione delle cicatrici/cheloidi fino ad oggi?

Tipicamente nei 4-6 mesi successivi alla formazione della cicatrice, viene spesso consigliato di applicare gel o fogli di silicone; il foglio di silicone sembra agire aumentando la temperatura cutanea locale, incrementando l’idratazione e la concentrazione di ossigeno, queste tre azioni possono rendere la cicatrice più morbida e piatta. L’effetto del silicone si è sempre però rivelato piuttosto modesto e spesso il suo impiego è derivato solamente dalla praticità della contemporanea azione di schermo solare fisico.

L’infiltrazione locale di corticosteroidi iniettati nel contesto della cicatrice esplica un’azione antinfiammatoria, antimitotica e vasocostrittrice, arrestando la trasformazione ipertrofica della cicatrice.

L’infiltrazione intralesionale viene fatta ogni 3 settimane, con una tecnica particolare che spesso si rivela difficoltosa per la dura consistenza della cicatrice o del cheloide. Il trattamento va proseguito per almeno 4-6 mesi e deve essere attentamente monitorato per evitare i classici effetti collaterali dei cortisonici quali atrofia cutanea, depressioni cutanee, ipopigmentazioni locali.

Approccio chirurgico: la sola chirurgia si è rivelata quasi sempre come un’arma perdente soprattutto nei confronti dei cheloidi per la comparsa di successive recidive cheloidee anche più invasive e mostruose delle pregresse lesioni.

Le sedute di radioterapia mirata, sebbene in mani esperte possano rappresentare una terapia efficace, espongono il paziente a radiazioni dannose per la propria cute (radiodermiti), e per gli organi sottostanti.

Alcune evidenze scientifiche hanno mostrato come terapie come l’applicazione di crema di Imiquimod al 5%, l’infiltrazione locale di Verapamile, di Fluorouracile o di Bleomicina, possono costituire trattamenti alternativi, anche se la scarsa praticità del loro utilizzo ne ha limitato molto la diffusione in ambito medico.

Il presente ed il futuro del trattamento delle cicatrici/cheloidi?

Ad oggi i sistemi laser rappresentano un mezzo sicuro per trattare questo tipo di lesioni, privo di possibili effetti indesiderati.

Il Pulsed Dye Laser (PDL) agisce in modo selettivo sull’emoglobina, molto presente nei vasi sanguigni; per questo motivo trova applicazione nel trattamento di tutte le lesioni vascolari superficiali (angiomi, angiocheratomi, etc) e di tante altre lesioni non vascolari ma comunque molto vascolarizzate (cicatrici ipertrofiche, cheloidi, verruche virali, sarcoma di Kaposi, psoriasi, carcinoma a cellule basali, etc).

L’azione selettiva sulla emoglobina determina la coagulazione degli stessi vasi sanguigni della cicatrice/cheloide senza creare effetti termici sui tessuti circostanti e quindi senza effetti collaterali.

La coagulazione dei vasi sanguigni comporta la ridotta fino a quasi assente perfusione ematica della stessa cicatrice/cheloide con conseguente ridotto apporto di ossigeno e nutrimento per la stessa, che in poco tempo si atrofizza fino quasi a scomparire.

Nella pratica clinica sono necessarie tre-quattro sedute a distanza di 30-40 giorni l’una dall’altra per ottenere risultati davvero sorprendenti.

Il trattamento è così poco doloroso da non richiedere neanche l’applicazione di anestetico locale, la sensazione avvertita è solamente quella di calore; per questo motivo ci limitiamo ad impiegare un sistema di raffreddamento ad aria che rende il discomfort del paziente veramente minimo. Questo aspetto si rivela molto importante soprattutto nel caso di cicatrici o cheloidi estesi.

Nelle prime due settimane successive al trattamento è importante non esporsi direttamente al sole e proteggere la pelle con filtri solari a schermo totale oltre ad applicare quotidianamente garze imbevute di acqua fredda per ridurre l’eritema ed il tipico effetto porpora.

L’aspetto viola porpora che la cicatrice assume immediatamente dopo la seduta laser, indica che il laser ha agito in modo corretto sul suo bersaglio (l’emoglobina) e quindi viene valutato come un indicatore assolutamente positivo dell’efficacia del trattamento.

A volte preferiamo abbinare il Pulsed Dye Laser (PDL) con il laser CO2 frazionale.

Il laser CO2 frazionale determina un effetto sia termico che ablativo sulla cute, liberando fattori di crescita e soprattutto riorganizzando le fibre collagene secondo una disposizione maggiormente ordinata.

L’azione sincrona sia sulla perfusione ematica della cicatrice, che viene ridotta dal Pulsed Dye Laser (PDL), sia sulla fibre collagene della stessa cicatrice, il cui orientamento viene corretto verso una migliore disposizione dal laser CO2 frazionale, comporta il vantaggio di ottenere risultati eccellenti tramite un minor numero di sedute.

Ed il lipofilling, quali applicazioni ha?

Il lipofilling è una nuova procedura, estremamente versatile, ed estremamente promettente. Trova notevoli applicazioni dal momento che si è rivelato essere efficace nel migliorare sia le cicatrici atrofiche che quelle ipertrofiche.

Si tratta di prelevare il tessuto adiposo del paziente, generalmente dalla regione della coscia, e di sfruttarne le proprietà biologiche, data l’elevata quantità di cellule staminali e fattori di crescita, iniettandolo attraverso piccole incisure all’interno della cicatrice ipertrofica.

I risultati non sono immediati ma sono visibili dopo 2-3 settimane dalla sessione e duraturi nel tempo.

La procedura, che può sembrare complessa e rischiosa per il paziente, non ha mai comportato effetti collaterali dal momento che viene utilizzato solo tessuto adiposo autologo (il paziente è sia donatore che ricevente), e quindi non a rischio di rigetto.

L’intera seduta dura circa 40 minuti e può prevedere anche l’utilizzo di laser CO2 frazionale.

Informazioni Generali

Il ricco parco di sistemi di luce e laser presente nella Unità di Dermo-chirurgia Laser di Villa Donatello garantisce, attraverso l’utilizzo di strumenti in monoterapia o terapia combinata, la migliore e più aggiornata offerta di cure per questo tipo di lesioni cicatriziali.

P.Bonan, N.Bruscino, M.Troiano
A.Bassi, E.Schincaglia, G.Rampino
D.Vitali, F.Facchini


Per Approfondire

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