Tre medici con tute e mascherine di fronte ad una tenda da triage

Coronavirus: la pandemia e il distanziamento sociale

Coronavirus: la pandemia e il distanziamento sociale

Fanno riflettere 2 nuove ricerche basate su modelli matematici
in grado di fornire strumenti decisionali ai policymakers

Due distinti articoli, usciti nella giornata di ieri, contribuiscono a delineare un panorama della pandemia alquanto inquietante e del quale molti scienziati al lavoro dovranno tenere di conto.

Il primo, pubblicato da Science Magazine, stima che la maggior parte delle infezioni da COVID-19 non sono documentate nè identificate attraverso una regolare sorveglianza perché non presentano sintomi o ne presentano soltanto di lievi.

Asintomatici: i meno contagiosi che però trasmettono di più

Nonostante siano meno contagiosi dei casi sintomatici identificati, i casi non documentati contribuiscono alla trasmissione complessiva più dei casi sintomatici a causa della loro natura nascosta.

I risultati della nostra ricerca – commentano gli autori – indicano che l’86% delle infezioni esistenti non sono attualmente documentate e che ognuna di esse, malgrado i sintomi lievi o quasi inesistenti, è comunque in grado di trasmettere il contagio con una percentuale che è stimabile attorno al 55% di quanto possa essere quella di un’infezione attualmente documentata. Queste infezioni invisibili potrebbero essere quelle che hanno cancellato i confini, nascondendosi in soggetti apparentemente sani e trasportando il COVID-19 piano piano in tutto il mondo.

Gli autori sostengono che i Paesi dovrebbero aumentare in maniera radicale l’identificazione e il conseguente isolamento delle infezioni attualmente non documentate, perché solo così sarà possibile controllare completamente la pandemia. Questo è ciò che hanno fatto, ad esempio, la Cina e la Corea del Sud.

Anche lo stesso Tedros Adhanom – Direttore Generale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità – durante una delle sue ultime conferenze stampa ha sintetizzato il suo messaggio rivolto alle nazioni con un: “Test, test, test”.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità dice che alcune nazioni non stanno eseguendo abbastanza test per il coronavirus:

Testate ogni caso sospetto.

Il j’accuse dell’OMS non riguarda un solo paese, ma leva il suo grido affinchè ci sia su questo punto una decisa inversione di tendenza.


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Modelli predittivi: diffusione, mortalità e livelli di ospedalizzazione da COVID-19

Un secondo documento, pubblicato da esperti modellisti dell’Imperial College, guarda al futuro per stimare la diffusione, la mortalità e l’ospedalizzazione da #COVID19 nel Regno Unito e negli Stati Uniti in diversi scenari di risposta all’epidemia.

Gli autori confrontano 2 tipi di risposta:

  1. Mitigazione: rallentamento della diffusione attraverso l’allontanamento sociale e altre misure senza arrestare la diffusione
  2. Repressione: intesa a invertire la diffusione dell’epidemia con l’isolamento domestico dei casi e delle quarantene, insieme all’allontanamento sociale e alla chiusura di scuole e università.

Gli autori dipingono un quadro terribile del futuro nel caso del solo approccio alla mitigazione, carico di casi e ricoveri incontrollabili, anche in concomitanza con un buon allontanamento sociale.

L’approccio repressivo si traduce anch’esso in un numero elevato di casi e ricoveri, ma molto inferiore rispetto agli altri approcci, quindi probabilmente gestibile dalle strutture sanitarie dei diversi paesi che lo utilizzassero.

Questo è un grafico che mostra come si comporterebbe l’epidemia negli Stati Uniti nei vari scenari (non fare niente, mitigare, reprimere). Nello scenario di Repressione il picco è spinto verso l’autunno, invece di essere in primavera/estate come sarebbe se si lasciasse che l’epidemia facesse il suo corso.

coronavirus pandemia un grafico che mostra gli andamenti dell'epidemiaCon la Mitigazione il picco arriverebbe più tardi (fine 2020/inizio 2021), ma sarebbe più alto e la conseguente domanda sugli ospedali sarebbe più elevata.

Con la Repressione, il picco arriverebbe invece in autunno (ottobre-novembre): supererebbe ancora la capacità di assistenza sanitaria, ma non così tanto come in altri scenari.

Attenzione, questi sono soltanto modelli previsionali, non è detto che le cose si svolgano esattamente come illustrato. Questi modelli, come molti altri, servono comunque alla politica per avere dei dati sui quali ragionare per prevedere le implicazioni delle scelte da compiere.

Ciò che entrambi i gruppi di ricercatori sottolineano, al termine di questi due studi, è che il modello d’approccio utilizzato dalla Cina e dalla Corea del Sud, che prevede un’intensa attività di test e di ricerca di casi, l’isolamento domestico e la quarantena insieme al distanziamento sociale, è probabilmente la combinazione più promettente attualmente sul campo.

 #restateacasa


 

Coronavirus: Villa Donatello si adegua alle nuove disposizioni ministeriali

Coronavirus: Villa Donatello si adegua alle
nuove disposizioni ministeriali


Se devi metterti in viaggio per raggiungere la nostra Casa di Cura

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La nostra Casa di Cura sta svolgendo normalmente tutte le attività cliniche in entrambi i plessi, sia la nella nuova sede di Via Ragionieri a Firenze Castello, che nel presidio storico di Viale Matteotti a Firenze.

Siamo in costante collegamento con la Regione Toscana e con tutti gli altri enti preposti alla gestione di questo periodo, per operare secondo i criteri decisi e seguendo scrupolosamente le indicazioni.

Tra queste vi è quella di disciplinare gli accessi alle strutture sanitarie in maniera da evitare caos e favorire una maggiore sicurezza di chi arriva e di chi si trova già in una struttura clinica. Lo scopo principale è, ovviamente, quello di non favorire eventuali occasioni di diffusione del contagio e di mantenere normale l’erogazione di tutti i servizi a disposizione dei nostri pazienti.

Hai febbre, tosse o difficoltà respiratorie e hai una prenotazione attiva presso una delle nostre strutture? Chiedici uno spostamento di data (chiamandoci allo 055 50975 o collegandoti sul nostro sito web), chiama il Numero Verde della Regione Toscana 800.55.60.60 per informazioni più dettagliate; il numero è attivo dal lunedì al venerdì, dalle ore 9 alle ore 18. Rispondono operatori adeguatamente formati per fornire orientamento e indicazioni sui percorsi e le iniziative individuate dalla Regione sul tema del Coronavirus.

Se pensi di aver avuto contatti stretti con casi confermati di Covid-19 o se sei ritornato nelle ultime settimane in Italia dopo aver soggiornato nelle aree della Cina interessate all’epidemia o da zone sottoposte a quarantena della Regione Lombardia e della Regione Veneto, devi invece fare riferimento ai seguenti contatti messi a disposizione dalle Aziende sanitarie:

➡️Asl Toscana centro (Firenze, Prato, Pistoia, Empoli): 055.5454777 – Email: rientrocina@uslcentro.toscana.it
➡️Asl Toscana nord ovest (Pisa, Livorno, Lucca, Massa Carrara, Viareggio): 050.954444 – rientrocina@uslnordovest.toscana.it
➡️Asl Toscana sud est (Arezzo, Grosseto, Siena): 800.579579 – rientrocina@uslsudest.toscana.it

Villa Donatello, clinica di proprietà del Gruppo Unipol, ha messo a disposizione della Regione Toscana e dell’Area Vasta Centro tre posti letto di terapia intensiva (di cui uno in isolamento) e dodici posti letto di degenza ordinaria al fine di contribuire alla gestione dell’emergenza Coronavirus. I posti letto verrebbero eventualmente destinati ad assistere pazienti affetti da altre patologie per le quali non è possibile rimandare le cure, consentendo agli ospedali pubblici di liberare risorse per curare pazienti infetti da Coronavirus.
Villa Donatello supporta il sistema sanitario pubblico in questo momento di emergenza, integrandosi come un unico sistema sanitario e poggiandosi su un principio di mutua solidarietà tra strutture.


copertina della sezione dedicata alle fonti autorevoli su coronavirus

Cerchi informazioni? Scegli le fonti opportune!

Siamo tutti abituati a consultare la Rete per reperire informazioni. Purtroppo, però, quando si tratta di argomenti delicati come quelli legati alla Salute, è spesso complicato per l’utente non esperto reperire notizie adeguatamente verificate.

La ricerca sui Social Network, le informazioni di seconda mano girate dagli amici, un semplice tweet, non certificano che ciò che state leggendo sia corretto, o addirittura vero, tanto più quando si sta parlando di qualcosa di molto complesso come la natura di questa nuova infezione che è ancora in gran parte sconosciuta allo stesso  mondo scientifico.

Una buona parte del panico e del caos che si sono generati in questi giorni, dipende anche dal fatto che sono circolate notizie incorrette, se non addirittura false e tendenziose. Ecco perché abbiamo deciso di provare ad elencare alcune delle fonti che riteniamo idonee a comunicare una situazione di crisi come quella generata dalla comparsa del coronavirus COVID-19.


Una nostra selezione di articoli e spunti interessanti, in costante aggiornamento

Anche a noi piace rimanere informati. Per questo abbiamo pensato che, nel farlo, potevamo raccogliere gli spunti e le informazioni più importanti per condividerle con chi ci segue.

A questo scopo abbiamo dedicato la nostra attività concentrandoci in special modo su due strumenti a nostra disposizione che vi segnaliamo qui: Twitter, che ci dà l’opportunità di essere rapidi; Flipboard, attraverso la nostra rivista “Villa Donatello News“, dove invece raccogliamo articoli di approfondimento più lunghi.