Dal 1946, più spazio alla tua salute

Una storia che inizia nel 1946 quando le suore della carità di Nevers trasformarono la residenza ottocentesca dei principi Rospigliosi in una casa di cura. Da allora, ogni epoca ha lasciato un segno, ogni passo ha avuto un’unica direzione.

Ottant’anni di evoluzione con una missione chiara: offrire cure di qualità in un ambiente a misura d’uomo.

Dalla sede storica di piazzale Donatello a questi nuovi spazi, dove le mura antiche incontrano le tecnologie più avanzate, il vero patrimonio sono le personegenerazioni di medici, personale sanitario e pazienti che qui hanno condiviso storie di speranza, di cura e di vita.

La storia continuacon l’impegno e la dedizione che da sempre ci guidano.

80 anni di Villa Donatello: una storia di cura

L’eredità del Poggi e le origini nobiliari (1870-1900)

Villa Donatello nasce come elegante villa signorile alla fine dell’Ottocento. Venne costruita intorno al 1870 lungo i nuovi Viali di Circonvallazione di Firenze, realizzati dall’architetto Giuseppe Poggi quando la città divenne capitale d’Italia (1865-1871). La sua costruzione rientrava infatti nel piano di ammodernamento urbanistico che portò all’abbattimento dell’ultima cerchia muraria e alla creazione di ampi viali e piazze monumentali, tra cui il Piazzale Donatello [it.wikipedia.org].

Proprio di fronte al nuovo Piazzale Donatello, di fronte allo storico Cimitero degli Inglesi, i principi Rospigliosi (una famiglia aristocratica originaria di Pistoia, fra i cui membri vi fu persino un papa, Giulio Rospigliosi eletto nel 1667 con il nome di Clemente IX) decisero di edificare la loro residenza fiorentina. La villa, in stile neoclassico, era circondata da un vasto giardino ed era dotata di tutti i comfort e le caratteristiche tipiche delle dimore nobiliari dell’epoca, rispecchiando l’eleganza dell’alta borghesia e della corte che in quegli anni si stabilirono nella zona.

Dopo pochi decenni, la proprietà dei Rospigliosi cambiò destinazione. Agli inizi del ‘900, infatti, Villa Donatello fu acquisita dalle Suore della Carità di Nevers, un ordine religioso dedicato all’assistenza e alla carità a cui appartenne anche Santa Bernadette Soubirous, la veggente di Lourdes. La loro presenza (avevano già un istituto nella vicina Piazza Savonarola) garantì che la villa, pur cambiando destinazione, mantenesse uno spirito di accoglienza e cura verso i bisognosi. Durante questo periodo la villa mantenne il suo fascino architettonico – ad esempio, sul cancello d’ingresso campeggia ancora oggi lo stemma familiare dei Rospigliosi, intrecciato a quello di un’altra casata non identificata – ma iniziò a cambiare destinazione d’uso, preparando il terreno per la sua trasformazione in struttura sanitaria negli anni a venire [it.wikipedia.org].

Negli anni ’20 la villa subì un ampliamento significativo, probabilmente su progetto dell’ingegnere Giovanni Paciarelli [palazzospinelli.org], ad ulteriore conferma di come la struttura si adattasse alle esigenze del tempo, preparandosi alla futura funzione sanitaria.

All’indomani della Seconda Guerra Mondiale, nel 1946, Villa Donatello iniziò la sua nuova vita come struttura medico-sanitaria. Fu in quell’anno infatti che la villa venne adibita a casa di cura privata, assumendo la denominazione stessa di Villa Donatello. In questa fase iniziale la presenza delle Suore di Nevers fu significativa: la congregazione religiosa, proprietaria dell’immobile, ebbe un ruolo nel mettere a disposizione la struttura per scopi sanitari. Nei difficili anni del dopoguerra, la clinica offriva un luogo di cura e convalescenza alla popolazione fiorentina, beneficiando dello spirito di servizio delle religiose. La tradizione vuole che fossero proprio le suore a gestire la casa di cura nei primissimi tempi, garantendo assistenza ai malati con dedizione cristiana, anche se progressivamente la gestione passò in mano laica man mano che la struttura cresceva.

Sin dai primi anni, Villa Donatello si distinse come clinica privata di riferimento a Firenze. Negli eleganti ambienti della villa ottocentesca – situata all’angolo tra Piazzale Donatello e Viale Matteotti, a pochi passi dal centro storico – iniziarono a operare medici di alto profilo. Nel corso del tempo vi avrebbero lavorato alcune figure di spicco della medicina italiana: ad esempio il professor Ulrico Bracci, considerato tra i fondatori dell’urologia moderna in Italia, operò in clinica sino al 1955, insieme ad altri chirurghi autorevoli come il Prof. Severi e il Prof. Principe [welfarecare.org]. Questi specialisti contribuirono a costruire la reputazione di Villa Donatello come centro d’eccellenza sanitaria, portando avanti interventi innovativi e cure specialistiche in un contesto più raccolto e confortevole rispetto ai grandi ospedali pubblici.

A cavallo fra gli anni ’50 e ’60, un gruppo di ostetriche altamente qualificate (sig.re Urli, Genovesi, Pianigiani, Fabbri, Servoli, Lodigiani, Bianchini) pose le basi di un punto nascita destinato a diventare storico per Firenze. Si diceva perfino (con enfasi forse esagerata) che l’ostetrica Bruna Urli avesse fatto nascere la metà dei fiorentini di quell’epoca.

Nei primi anni ’60 la clinica avviò importanti lavori di ampliamento e ristrutturazione sotto la guida imprenditoriale del Prof. Giovanni Pestellini (uno dei medici proprietari), al fine di aumentare la capacità ricettiva e le potenzialità terapeutiche della struttura.

Nel corso degli anni ’70 fu molto importante in termini di sviluppo delle attività il contributo del Prof. Franco Gasparri, direttore universitario di Ostetricia e Ginecologia, il quale potenziò la chirurgia ginecologica – in particolare nel trattamento delle neoplasie ginecologiche, dell’endometriosi e dell’infertilità – contribuendo in modo decisivo a consolidare l’attività ostetrica e il ruolo di Villa Donatello come importante punto nascita fiorentino.

Gli anni ’70 videro anche l’aggiunta di una figura di spicco della chirurgia plastica: agli inizi del decennio entrò infatti in clinica il Prof. Valerio Micheli Pellegrini, considerato un maestro della chirurgia plastica e ricostruttiva italiana, che con la sua instancabile opera di ricerca è stato un autentico punto di riferimento per le successive generazioni di specialisti.

Un momento importante nella crescita della struttura fu la costituzione, nei primi mesi del 1978, della prima équipe chirurgica interna alla Casa di Cura. Fino ad allora, come accadeva spesso nelle case di cura private, gli interventi chirurgici erano eseguiti da professionisti esterni che utilizzavano le sale operatorie della clinica. Con la creazione di un’équipe stabile alle dipendenze della Casa di Cura stessa – affidata alla direzione del Prof. Francesco Carrà, allievo del professor Luigi Tonelli, e composta fra gli altri dai chirurghi Leonardo Corcos e Giampiero Peruzzi (oggi vicedirettore sanitario di Villa Donatello) e dall’anestesista Andrea Baccani – Villa Donatello fece un passo ulteriore verso l’organizzazione di un vero e proprio piccolo ospedale privato. Ciò permise di ampliare e strutturare l’offerta sanitaria interna, garantendo continuità assistenziale ai pazienti e consolidando la presenza della clinica nel tessuto cittadino.

Nella prima metà degli anni ’80 Villa Donatello inaugurò uno dei primi centri in Italia per la litotrissia extracorpoporea dei calcoli renali, sotto la guida del Prof. Alfiero Costantini (all’epoca direttore della clinica urologica universitaria fiorentina). La Casa di Cura rispose a gran parte della domanda nazionale di queste terapie, accumulando una delle più vaste casistiche cliniche con esiti positivi riportate nella letteratura medica del tempo e confermando il ruolo pionieristico nell’adozione di nuove tecnologie mediche.

Col passare dei decenni, Villa Donatello divenne una realtà sempre più radicata a Firenze, tanto che negli anni ‘80 si rese necessario un ammodernamento sia infrastrutturale che gestionale. Il 1991 segnò una svolta epocale: in quell’anno il Gruppo Fondiaria – storica compagnia assicurativa fiorentina – subentrò nella proprietà della Casa di Cura [10]. Con l’acquisizione da parte di Fondiaria, la clinica entrò in una nuova fase di investimenti e rinnovamento.

Consapevole del ruolo importante che Villa Donatello aveva assunto nella vita sanitaria cittadina, il gruppo avviò una serie di miglioramenti tecnologici e organizzativi. Furono potenziate tutte le attività diagnostiche e terapeutiche: vennero rinnovati i reparti di chirurgia generale, vascolare, toracica, urologica, ginecologica, ortopedica, oltre ad oculistica e otorinolaringoiatria [11]. L’intero reparto di Ostetricia fu rinnovato con la creazione di un punto nascita di nuova concezione. In questi anni fu creata anche un’unità di terapia sub-intensiva post-operatoria, per assistere pazienti sottoposti a interventi complessi, segno della volontà di elevare gli standard assistenziali della struttura [12].

Negli anni successivi, la proprietà di Villa Donatello ha seguito le vicende del settore assicurativo italiano. Agli inizi degli anni 2000 il Gruppo Fondiaria si fuse con Sai, e infine confluì nel colosso Unipol. Con il subentro del Gruppo Unipol nella gestione della clinica (anni 2013-2014), arrivarono nuove risorse e una rinnovata strategia di sviluppo [13]. Villa Donatello continuò ad arricchirsi di specialità: furono attivati reparti come odontoiatria, fisioterapia e riabilitazione, dermatologia e altri servizi ambulatoriali, per rispondere a bisogni sanitari non sempre coperti dal sistema pubblico [13]. L’impegno della nuova proprietà si tradusse anche in un potenziamento delle tecnologie medicali e nell’assunzione di nuovi specialisti, consolidando la tradizione di qualità e affidabilità che da sempre contraddistingue Villa Donatello [13].

Durante questi anni la clinica sposò il concetto di “clinica aperta”, integrandosi sempre più con il territorio: furono avviati programmi di prevenzione aperti al pubblico e collaborazioni con enti e associazioni (come la Fondazione ANT per l’oncologia). In sintesi, sotto la guida di Fondiaria prima e Unipol poi, Villa Donatello è cresciuta da casa di cura privata a polo sanitario integrato, con standard vicini a quelli di un ospedale moderno, pur mantenendo l’attenzione personalizzata al paziente tipica di una struttura più piccola.

Il successo di Villa Donatello ha portato, nell’ultimo decennio, alla necessità di ampliare gli spazi e le sedi operative. La storica palazzina di Piazzale Donatello, pur affascinante, iniziava a stare stretta di fronte all’aumento della domanda di servizi sanitari. Per questo motivo, dal 2014 la clinica ha iniziato a espandersi acquisendo edifici adiacenti e sedi più ampie. Un importante tassello di questa espansione è Villa Vittoria, un edificio ottocentesco situato in Viale Matteotti (proprio accanto alla sede storica) [14].

Villa Vittoria: da residenza a Casa di Cura

Villa Vittoria in Viale Matteotti ha una storia in parte parallela a quella di Villa Donatello. Anch’essa sorse verso la fine dell’Ottocento (la sua costruzione risale circa al 1868-1871) nel contesto del nuovo quartiere Savonarola, sviluppatosi dopo l’abbattimento delle mura cittadine [15]. In origine era una residenza privata signorile, probabilmente appartenuta all’alta borghesia fiorentina dell’epoca. Nel corso del Novecento, Villa Vittoria cambiò destinazione d’uso: venne trasformata in casa di cura (con lo stesso nome) e adibita a clinica o casa di riposo per decenni [16]. Già negli anni ’40 era attiva come Casa di Cura Villa Vittoria – esistono ad esempio fotografie d’epoca del 1943 e 1962 che la ritraggono come clinica funzionante in Viale Principe Amedeo, l’odierno Viale Matteotti [17]. La struttura sanitaria di Villa Vittoria operò a lungo, offrendo assistenza e cure in ambito cittadino, fino ai primi anni ’90, quando cessò la propria attività [16]. Da quel momento la villa conobbe un periodo di abbandono e degrado.

Nel 2012 il Gruppo Villa Donatello colse l’opportunità di ridare vita a questo edificio storico così vicino alla propria sede. Villa Vittoria fu acquisita e sottoposta a un importante intervento di restauro e ristrutturazione tra il 2012 e il 2014 [18][19]. I lavori, guidati dall’architetto Andrea Peruzzi e realizzati dalla ditta SIRE di Firenze, si concentrarono sul recupero dell’edificio ormai molto deteriorato, adattandolo però alle esigenze di una clinica moderna [20]. Sono stati completamente rinnovati gli interni, mantenendo dove possibile i pregi architettonici originali, e allestiti reparti ambulatoriali all’avanguardia. Dal 2014 Villa Vittoria è così divenuta il secondo polo di Villa Donatello: vi si ospitano tutt’oggi numerose attività ambulatoriali, chirurgiche minori e servizi diagnostici, alleggerendo il carico sulla sede principale [21]. Questa rinascita ha permesso non solo di preservare un edificio storico, ma anche di offrire ai pazienti un ambiente curato e confortevole, dove professionalità medica e comodità si incontrano [22].  Ancora oggi, dopo il trasferimento della clinica, Villa Vittoria (Viale Matteotti 4) rimane operativa come presidio di prossimità, comodo per chi risiede nel centro-sud di Firenze [23].

Villa Ragionieri: più spazio alla tua salute

Il passo più significativo dell’espansione si è avuto nel 2018, anno in cui Villa Donatello ha inaugurato la sua nuova sede principale fuori città. Per offrire spazi adeguati a un numero crescente di pazienti e a tecnologie di ultima generazione, la clinica si è trasferita in una struttura moderna nata sulle ceneri di Villa Ragionieri, una storica tenuta situata in località Castello, al confine tra i comuni di Firenze e Sesto Fiorentino[24]. La scelta di questa sede non è stata casuale: Villa Ragionieri vanta una storia plurisecolare e un vasto parco, un contesto ideale per un complesso ospedaliero all’avanguardia immerso nel verde.

La Villa Ragionieri originale trae le sue origini addirittura nel Trecento (XIV secolo)[25]. In documenti antichi era chiamata Villa Fontenuova o la Torre al Termine, e nel Quattrocento venne ampliata assumendo la forma di una signorile “casa da signore” di campagna[26]. Nei secoli successivi la villa passò attraverso le mani di importanti famiglie fiorentine: alla fine del XV secolo appartenne ai Da Fortuna, quindi a metà del ’500 passò ai Boni, ricchi mercanti legati alla Basilica di Santa Maria Maggiore, che la restaurarono donandole l’elegante aspetto tardo-rinascimentale (come attesta una iscrizione sopra l’ingresso datata 1595)[27]. Intorno al 1648, estinta la linea dei Boni, la proprietà andò a un membro della famiglia Michelozzi (indicata familiarmente come “il solito Michelozzo” nella storiografia locale) che vi soggiornò a lungo[28]. Nel corso dell’Ottocento la villa appartenne alla famiglia Bartolini, finché nel 1892 fu acquistata dal dottor Attilio Ragionieri, dal quale prende il nome attuale: medico facoltoso, il Dott. Ragionieri impreziosì il complesso arricchendo il giardino con siepi geometriche, aiuole fiorite e persino giochi d’acqua. La villa assunse così l’aspetto di un luogo incantato, con interni decorati da soffitti a cassettoni, mosaici pavimentali e pitture murali in stile neoclassico, il tutto nel tipico bicromatismo toscano (pietra serena grigia e pareti intonacate bianche [29]

Nel secondo dopoguerra la villa conobbe un nuovo utilizzo: dal 1949 al 1971 fu proprietà del professor Osvaldo Meco, che adattò gli spazi interni trasformandola in una casa di cura ante litteram[30]. Questa precoce esperienza sanitaria cessò negli anni ’70 e la villa tornò poi in disuso. All’inizio degli anni 2000, prima dei restauri recenti, il complesso versava in uno stato di abbandono e degrado avanzato, con strutture fatiscenti ma ancora evidenti tracce dell’antico splendore [31].Il luogo conserva elementi di grande interesse storico, dai terrazzamenti secenteschi all’originario viale di accesso, che risale addirittura alle centuriazioni romane del territorio[32].

All’inizio degli anni 2010 Villa Ragionieri è stata oggetto di un ambizioso progetto di riconversione sanitaria. Su iniziativa del Gruppo Fondiaria-SAI, è stato progettato il Centro Oncologico Fiorentino: un moderno complesso ospedaliero che connettesse la villa seicentesca restaurata a nuovi padiglioni dotati delle tecnologie più avanzate[33][34]. I lavori hanno saputo fondere antico e moderno: la villa storica è stata recuperata filologicamente e trasformata in una sorta di “piazza scientifica” con centri di ricerca, biblioteca, sale convegni e day-hospital oncologico[35], mentre accanto ad essa è sorta una struttura contemporanea con blocchi chirurgici (7 sale operatorie), terapie intensive, diagnostica per immagini e reparti di degenza per oltre 150 posti letto[36][37]. Il tutto è stato progettato in modo da rispettare il paesaggio alle pendici di Monte Morello: i nuovi edifici sono parzialmente interrati e coperti da prati, così da ridurre l’impatto visivo e non superare in altezza la villa antica[38]. Già nel 2010 Villa Ragionieri ospitava attività sanitarie (la clinica Casa di Cura Villanova convenzionata con il SSN e diventata nel frattempo Centro Oncologico Fiorentino) sebbene con operatività ridotta, in attesa di sviluppi futuri. Per qualche anno, il destino di questa “superclinica” è rimasto incerto a causa di vicissitudini burocratiche: la Regione Toscana aveva valutato di acquisirla per farne il polo oncologico pubblico dell’area fiorentina, ma l’operazione non andò in porto e la struttura rimase sottoutilizzata, guadagnandosi il soprannome di “cattedrale nel deserto” o addirittura “fantasma di Villa Ragionieri” sulla stampa locale (https://paesedeibarbagianni.blogspot.com/).

Finalmente, con l’ingresso di Villa Donatello (e del gruppo Unipol) nel progetto, Villa Ragionieri ha trovato la sua vocazione definitiva. Nel 2018 la clinica Villa Donatello ha trasferito qui la gran parte delle sue attività, inaugurando ufficialmente la nuova sede di Via Attilio Ragionieri 101 a Sesto Fiorentino. All’inaugurazione, il 27 ottobre 2018, erano presenti le massime autorità cittadine e regionali, a testimonianza dell’importanza di questo investimento per il territorio. La nuova struttura – proprietà del Gruppo Unipol – si presenta oggi come una clinica all’avanguardia, concepita secondo il modello della “clinica aperta”: un luogo accessibile ai cittadini, integrato con la comunità locale, orientato non solo alla cura ma anche alla prevenzione e alla ricerca. Dal punto di vista logistico offre grande comodità: dispone di parcheggi, aree verdi ed è ben collegata sia a Firenze che ai comuni vicini tramite auto, autobus e treno metropolitano. I numeri parlano di una capacità di 128 posti letto8 sale operatorie65 ambulatori, dotazioni tecnologiche di ultima generazione (angiografo digitale, robot chirurgico, laser oftalmologici, risonanza magnetica 3T, mammografi ed ecografi avanzati).

Con la sede di Villa Ragionieri, Villa Donatello ha potuto compiere un salto di qualità ulteriore: la clinica unisce infatti alla storica eccellenza medica e infermieristica anche spazi e infrastrutture pensati per seguire il paziente a 360 gradi, dalla diagnosi alla cura, fino alla riabilitazione e al follow-up. I pazienti beneficiano di percorsi integrati e di servizi nuovi, come l’assistenza domiciliare integrata e un servizio di Fast Aid (ambulatorio ad accesso rapido per piccoli urgenti, in supporto al pronto soccorso pubblico) [villadonatello.com]. Il tutto nel rispetto e nella valorizzazione di un luogo carico di storia: sebbene oggi inglobata in un avveniristico complesso sanitario, Villa Ragionieri conserva il fascino della villa signorile toscana, ricordandoci con la sua lunga storia le tante trasformazioni che sono avvenute dal Trecento a oggi su queste terre (dalle antiche famiglie fiorentine ai marchesi Ginori della vicina manifattura di Doccia, fino alla moderna sanità).

Villa Donatello oggi: Tradizione e innovazione in ottant’anni di storia

Ripercorrere la storia di Villa Donatello significa attraversare oltre un secolo e mezzo di vicende fiorentine, intrecciando aristocrazia, fede e innovazione medica. Dal salotto ottocentesco dei principi Rospigliosi alla clinica avviata dalle suore nel dopoguerra, fino alla moderna struttura integrata di oggi, ogni epoca ha lasciato il suo segno.

In questi 80 anni la Casa di Cura Villa Donatello ha saputo evolversi continuamente, restando però sempre fedele alla propria missione: offrire cure di qualità in un ambiente a misura d’uomo. Le sedi storiche – Villa Donatello al Piazzale Donatello, Villa Vittoria di Viale Matteotti e Villa Ragionieri a Castello – sono testimoni silenziosi di questa evoluzione, luoghi in cui le pietre antiche incontrano le tecnologie del futuro.

E mentre ci prepariamo a celebrare questo importante anniversario con eventi dedicati, mostre fotografiche d’epoca e incontri aperti alla cittadinanza, siamo consapevoli che il vero patrimonio di Villa Donatello sono le persone: generazioni di medici, personale sanitario e pazienti che hanno animato queste mura, condividendo storie di speranza, di cura e di vita.

Il viaggio di Villa Donatello continua, forte di una tradizione costruita in ottant’anni e pronto ad affrontare le sfide della sanità del domani con lo stesso spirito pionieristico e la stessa attenzione alla persona che da sempre lo contraddistinguono.

Documentazione Storica e Architettonica

 

Archivio Istituzionale Villa Donatello

 

Rassegna Stampa e Approfondimenti

Curiosità sulle zone di Villa Donatello

Collodi a Castello: le avventure di Pinocchio nascono qui

Forse non tutti sanno che Carlo Collodi (pseudonimo di Carlo Lorenzini), autore di Pinocchio, trascorse parte della sua vita proprio nella zona di Castello, traendone ispirazione per il suo capolavoro. Negli anni 1875-1880 Collodi fu spesso ospite del fratello Paolo Lorenzini, il quale abitava a Villa Il Bel Riposo in via della Petraia 29 a Castello [erbacanta.it]. Paolo era direttore generale della vicina Manifattura di Doccia (le porcellane Richard-Ginori di Sesto Fiorentino), e lo splendido villino con torre e giardino all’italiana divenne rifugio creativo per Carlo.

Qui Collodi scrisse buona parte di “Le avventure di Pinocchio”, come ricorda una targa apposta nel 2007 sulla facciata della villa [erbacanta.it]. Immaginiamo lo scrittore affacciarsi alle finestre sull’ampia piana fiorentina: all’epoca quella zona era campagna umida e acquitrinosa, solcata da torrenti come il Terzolle, il Rimaggio, il Marina. Durante le piene autunnali, i campi tra Castello, Peretola e Sesto si trasformavano in uno specchio d’acqua tanto vasto da sembrare un piccolo mare. Non a caso Pinocchio nell’opera si ritrova su una spiaggia in cerca del babbo Geppetto e assiste a scenari marini insoliti per la Toscana. Collodi prese spunto da quei fenomeni: “agli occhi di un bambino quella zona acquitrinosa – oggi occupata dall’aeroporto – si allagava con l’esondare dei torrenti […]. Era necessario disporre di una barca per attraversare ‘il mare’ di Pinocchio, popolato di pesci spaventosi come il Pescecane[erbacanta.it]. Insomma, l’oceano fantastico dove il burattino rischia di perdersi aveva un preciso riferimento reale nelle inondazioni della piana fiorentina.

Anche alcuni luoghi e personaggi di Pinocchio trovano riscontro nel borgo di Castello e dintorni. Ad esempio, si ritiene che il “Paese dei Balocchi” – il villaggio tentatore dove Pinocchio scappa attratto dal divertimento – fosse ispirato a Peretola, allora piccolo paese agricolo alla periferia di Firenze [erbacanta.it]. Un tempo Peretola era considerato un luogo popolare e un po’ malfamato (“Brozzi, Peretola e Campi, la peggior gente che Dio ce ne scampi” recitava un proverbio scherzoso), e Collodi potrebbe aver trasfigurato quella reputazione nel paese fantastico dei ragazzi svogliati. Altri storici locali indicano come modello reale del Paese dei Balocchi l’affollata fiera annuale che si svolgeva a Piazza Vittorio Veneto nella vicina Sesto Fiorentino [leavventuredipinocchio.net].

Un’altra chicca riguarda la Fata Turchina: pare che Collodi abbia modellato la fata buona del racconto sulle sembianze di una bambina reale, conosciuta durante i suoi soggiorni a Castello. Si chiamava Giovanna Ragionieri – cognome che curiosamente richiama la nostra villa – ed era la figlia del giardiniere della villa dove Carlo trascorreva le vacanze [firenze.repubblica.it]. La dolce Giovannina, dai capelli biondi e dagli occhi vivaci, colpì l’immaginazione dello scrittore al punto da diventare la “bambina dai capelli turchini”, salvatrice e guida di Pinocchio.

Poco distante, a Sesto Fiorentino (in località Colonnata), sorge Villa Gerini: il grande parco di questa villa è ritenuto la fonte d’ispirazione per il fantastico Campo dei Miracoli in cui il Gatto e la Volpe convincono Pinocchio a seppellire le monete d’oro [leavventuredipinocchio.net].

Al di là delle speculazioni, è certo che il territorio di Castello e Sesto Fiorentino abbia fornito a Collodi un ricco serbatoio di immagini, dialetti e caratteri poi riversati nella favola di Pinocchio. Oggi un itinerario turistico-letterario ripercorre questi luoghi: dalla villa Il Bel Riposo (dove una lapide recita “Qui Carlo Lorenzini trovò ispirazione per Pinocchio”) fino alla Villa di Castello e alla Villa La Petraia, passando per le strade che un tempo videro il passaggio di un ragazzino con le fattezze di legno nella fantasia di Collodi [erbacanta.it]

Il toponimo della zona in cui sorge Villa Ragionieri, Castello, non deriva da un maniero medievale, bensì dai castella (serbatoi) dell’imponente acquedotto romano che, captando le acque dalla Val di Marina, dissetava la Florentia del I secolo d.C.. Dal grande serbatoio posto in località La Chiusa deriva il toponimo “Castello”, esteso quindi all’intera area. Villa Ragionieri sorge quindi su un territorio che è stato letteralmente la “fonte di vita” della città. Le colline alle spalle della clinica, le pendici di Monte Morello, erano considerate dagli antichi romani e poi dai medici rinascimentali come zone di aria purissima, ideali per sfuggire alle pestilenze e alle calure della valle. Non è un caso che proprio qui, a pochi passi dall’attuale clinica, i Granduchi Medici abbiano costruito le loro ville più celebri (La Petraia e Villa Reale di Castello), trasformando questo lembo di terra nel “giardino di Firenze”.

Diversi toponimi della piana fra Firenze e Prato riflettono le distanze in miglia dell’antica viabilità romana. In particolare lungo l’asse Firenze-Sesto Fiorentino si incontrano nomi come Terzolle, Quarto, Quinto, Sesto e Settimello, che indicavano le distanze in miglia da Firenze [romanafederarcheo.it.]. Ad esempio Sesto (oggi Sesto Fiorentino) deriva dal latino Sextus ab urbe lapis ossia “alla sesta pietra miliare dalla città (Firenze)” [tuttatoscana.net].

Skip to content