una piccola pianta cresce in un suolo desertificato

Cambiamenti Climatici

Perché aumentano i rischi per la salute globale

Per la scienza è ormai indubbia la correlazione tra i cambiamenti climatici ed un aumento globale dei rischi per la salute. A ribadirlo in questi giorni un gruppo formato da più di 435.000 medici professionisti statunitensi i quali, in un documento molto dettagliato , si appellano agli organi politici mondiali affinché si prenda atto del mutamento in corso e si corra ai ripari il prima possibile.

Aumento delle patologie respiratorie, diffusione di malattie infettive come la Borelliosi di Lyme e la malaria, sono soltanto alcuni degli effetti più evidenti scatenati dal mutamento del clima e delle temperature.

Questo imponente gruppo di scienziati si è costituito nel Medical Society Consortium on Climate & Health per poter dare vita ad azioni comuni di denuncia, a partire dalla prossima presentazione del report sopra citato presso il Congresso degli Stati Uniti.

La loro è una battaglia in favore del riconoscimento del ruolo delle nostre società nelle mutazioni climatiche in corso in questi ultimi anni:

I cambiamenti climatici causati dall’azione dell’uomo sono un fatto. Il 97% degli studi e delle ricerche peer-reviewed lo attesta.

Nel report si segnala come l’innalzamento medio delle temperature contribuisca all’aumento dell’incidenza di colpi di sole e disidratazione, mentre l’inquinamento crescente ha aumentato i dati relativi a casi di attacchi asmatici e alla diffusione di allergie.

Un altro effetto diretto dell’aumento delle temperature è quello della diffusione, nei numeri, delle aree geografiche colpite dagli insetti portatori di malattie: zanzare, mosche, pulci, zecche… e malattie come la malaria che si riaffacciano in zone che l’avevano dimenticata.

Gli eventi atmosferici più estremi come uragani, tempeste e cicloni, così come il surriscaldamento delle acque, possono contribuire alla contaminazione delle falde acquifere e alla diffusione di malattie batteriche rilevanti.

Un altro aspetto messo in risalto dal paper prodotto dal consorzio di medici americani è quello dell’aumento dei livelli di anidride carbonica nell’aria, che diminuisce il valore nutrizionale di alcune colture alimentari quali grano, orzo, riso e patate perché più anidride carbonica fa sì che queste piante producano meno proteine e più amido e zucchero.

Alghe tossiche e malattie veicolate dall’acqua attraverso microrganismi diffusori si aggiungono a quanto già elencato.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità stima che i cambiamenti climatici provocheranno ogni hanno 250.000 decessi in più, rispetto alla media, tra il 2030 e il 2050. Le cause principali saranno la malnutrizione, la malaria, la diarrea e gli stress da calore.

Sempre in un documento dell’OMS si legge che un aumento della temperatura di 2-3 gradi porterebbe all’aumento del numero globale di persone a rischio di infezione da malaria di (circa il 3-5%), che in numeri significa centinaia di milioni di persone.

Il 2016 è stato l’anno più caldo da quando si  ha memoria di registrazioni dei dati meteorologici, fenomeno che negli ultimi anni è avvenuto praticamente sempre.

Malgrado questo articolo non sia certamente foriero di positività i margini per un intervento globale ci sono. Collaborazione, interscambio, comunicazione e prevenzione sono strumenti che possono essere messi in atto per arginare gli effetti di quanto descritto.

Non aiuta, proprio negli Stati Uniti, la nuova linea politica dell’amministrazione Trump che sta cercando di fare di tutto per smantellare quanto di buono promosso nel corso dell’attività dell’amministrazione precedente, anche in termini di collaborazione con gli altri stati membri delle Nazioni Unite.

Rimane comunque importante prendere atto dei dati e degli effetti che stanno producendo sulla società, rimanere vigili e portatori sani di un’idea di cambiamento importante che dobbiamo imprimere al sistema di produzione e consumo globale.


 

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