una serie di hamburger messi l'uno accanto all'altro e di dimensioni crescenti

L’Obesità può essere fattore di diffusione delle epidemie di influenza?

L’obesità può essere fattore di diffusione delle epidemie di influenza?

Uno studio della Michigan University affronta la questione

Una nuova ricerca, condotta dal Dr. Aubree Gordon e da altri ricercatori, pubblicata su The Journal of Infectious Diseases, affronta un ulteriore effetto negativo sulla salute pubblica veicolato dalla condizione di obesità.

L’obesità di per sè aumenta il rischio di gravi complicazioni da influenza, tra i quali la necessità di ricovero, indebolimento del sistema immunitario e altro per arrivare addirittura alla morte.

Quello che emerge nello studio da poco presentato, però, è che l’obesità potrebbe anche avere un ruolo nel modo in cui l’influenza si diffonde. I risultati suggeriscono che soggetti adulti obesi, infettati dall’influenza, fanno più fatica ad eliminare il virus dal proprio organismo rispetto agli adulti che non sono obesi, aumentando potenzialmente la possibilità che l’infezione si diffonda anche ad altre persone.

Abbiamo osservato la prima vera prova che l’obesità potrebbe avere un impatto non solo sulla gravità della malattia – dichiara il Dr. Aubree Gordon – ma anche sulla sua trasmissione.

Lo studio ha raccolto ed analizzato dati relativi a 1800 soggetti in Nicaragua, in un arco di tempo di tre anni, così da coprire ben tre stagioni epidemiche dell’influenza.

Adulti obesi, con sintomi influenzali e virus influenzali confermati in laboratorio, hanno impiegato una media del 42% del tempo in più per sconfiggere la malattia rispetto ad adulti non obesi. Tra le persone obese infette da influenza che erano solo lievemente malate o che non avevano sintomi, la differenza si è rivelata ancora maggiore: questi soggetti infatti sconfiggevano il virus dell’influenza A in un periodo di tempo del 104% più lungo degli altri.

La durata della diffusione virale è stata determinata mediante test su campioni che hanno rilevato la presenza di RNA del virus dell’influenza, ma non hanno indicato se i virus fossero contagiosi. Sono in corso adesso ulteriori ricerche volte a determinare se il virus dell’influenza, resistente per periodi più lunghi in individui obesi, è davvero infettivo e può diffondere la malattia ad altri.

Va rilevato inoltre che le differenze riscontrate nella durata della perdita virale riguardavano soltanto epidemie del virus dell’influenza A, soltanto uno dei due tipi di virus influenzali che possono causare epidemie nell’uomo. I ricercatori non hanno trovato alcuna associazione con l’obesità e la durata della diffusione del virus dell’influenza B, che in genere causa una malattia meno grave negli adulti e non causa pandemie. L’obesità inoltre non sembra influenzare la durata della diffusione virale tra i bambini inclusi nello studio.

L’obesità può alterare la risposta immunitaria del corpo e portare a infiammazione cronica – che aumenta con l’età – oltre a rendere più difficile la respirazione aumentando la necessità di ossigeno. Questi fattori possono aiutare a spiegare come l’obesità possa incidere sul rischio di influenza, la sua gravità e il potenziale di trasmissione.

Con i tassi di obesità in aumento in tutto il mondo le nuove scoperte, se supportate da studi futuri, suggeriscono che l’obesità possa svolgere un ruolo sempre più importante nella trasmissione dell’influenza. Questo porta a potenziali implicazioni sulla salute pubblica, incluse maggiori opportunità di diffusione dell’influenza in alcune popolazioni in particolare dove la capillarità di una sanità efficace è scarsa.

Risolvere la propria condizione di obesità è complicato, dipende da molti fattori alcuni legati a disfunzioni, altri ad un errato stile di vita, a tratti entrambi contemporaneamente. Per questa problematica e per altre ancora Villa Donatello ha da tempo messo in piedi il Percorso di Cura Vivermeglio, dove un team specializzato è in grado di costruire un percorso su misura con il paziente. Per ulteriori informazioni vi consigliamo di visitare l’apposito portale dedicato dove potrete scoprire perché è importante essere affiancato in un percorso di cura, come funziona il programma, chi lo realizza e dove troverete anche una sezione dedicata alle vostre domande più frequenti.


 

miniature di operai lavorano sopra due quadretti di cioccolata

L’amore per la cioccolata e il patrimonio genetico

Non puoi resistere alla cioccolata?

Ci sono alcuni cibi ai quali non sappiamo proprio resistere anche se conosciamo i loro effetti negativi sul nostro organismo: un nuovo studio suggerisce che la colpa potrebbe essere da attribuire al nostro patrimonio genetico

Alcuni ricercatori spagnoli stanno da tempo indagando su una serie di varianti genetiche alle quali sarebbe da attribuire la nostra simpatia per cibi specifici, come la cioccolata o quelli saturi di grassi.

L’obiettivo principale di questo studio è quello di riuscire a modellare sul singolo paziente una dieta specifica che tenga conto, appunto, delle debolezze dovute all’influenza dei geni sui nostri gusti.

I risultati raggiunti fino ad oggi sono stati presentati a fine Aprile ad un importante meeting di settore: l’Experimental Biology 2017, a Chicago.

Spesso viene ricordato quanto sia importante per la nostra salute generale seguire una dieta alimentare ricca di frutta, verdure e cereali e di come ridurre al minimo l’assunzione di zuccheri, sale e grassi saturi.

Malgrado ciò molti di noi non riescono proprio a resistere ad alcuni alimenti che vengono additati tra i maggiori responsabili di obesità, colesterolo e problemi di altra natura. Per alcune persone, infatti, rispettare queste regole di base risulta più complicato che per altre: impossibile resistere al consumo di cioccolato, piuttosto che al fast food, per fare qualche esempio.

Mentre altri precedenti studi si erano concentrati sull’analisi del rapporto tra il nostro patrimonio genetico e malattie come l’anoressia o altre disfunzioni alimentari, quello in in questione invece si sofferma sull’analisi del rapporto che intercorre invece tra geni e specifiche predilezioni culinarie, soprattutto guardando ai cibi sconsigliati o dei quali sarebbe bene limitare al massimo il consumo.

Lo studio ha riguardato 818 cittadini di origine europea, dei quali sono stati presi in considerazione i tratti genetici conosciuti, rapportandoli ad un approfondito questionario sulle loro abitudini alimentari.

L’analisi dei dati raccolti ha evidenziato un rapporto tra alcune variazioni genetiche e la preferenza verso certe tipologie di cibo.

Per fare un esempio i ricercatori hanno riscontrato che alcune varianti del gene recettore dell’ormone dell’amore, l’ossitocina, sono associate ad una maggiore assunzione di cioccolata e ad una circonferenza della vita più larga.

Altre varianti genetiche sono state associate ad una predilezione particolare per il sale, mentre altre hanno mostrato legami con l’amore verso i cibi grassi.

Hamburger assortitiIl team di lavoro non ha potuto fare a meno di notare come le varianti genetiche che maggiormente corrispondevano ad un determinato rapporto con alcune sostanze nutritive fossero le stesse già associate a particolari comportamenti psicologici come lo stress, la dipendenza, l’impulsività e la depressione. La conclusione alla quale i ricercatori stanno lavorando è quella di dimostrare come il loro studio abbia scoperto una serie di varianti geniche che influenzano il nostro comportamento e di come questo influenzi le nostre scelte alimentari.

“La maggior parte delle persone ha difficoltà a modificare le proprie abitudini alimentari, anche se ne dipende la loro salute. Ciò avviene perché le nostre preferenze alimentari influenzano la capacità di impegnarsi verso specifici obiettivi o seguire i piani proposti di modifiche dietetiche.

afferma Silvia Berciano, ricercatrice dell’Universidad Autonoma de Madrid in Spagna e coordinatrice dello studio.

Il nostro – conclude – è il primo studio che descrive come i geni del cervello influenzano l’assunzione di cibo e le preferenze dietetiche in un gruppo di persone sane.

I ricercatori sperano che i loro risultati portino a metodi più efficaci per ridurre il rischio di malattie croniche sviluppate a causa di cattive abitudini alimentari.


Vi ricordiamo che Villa Donatello offre il percorso di Cura “Vivermeglio: il programma per cambiare il tuo stile di vita”, che è stato ideato proprio per accompagnarvi verso obiettivi di miglioramento delle consuetudini alimentari e non, attraverso un serio monitoraggio e tutoraggio. Per maggiori informazioni sul programma potete fare riferimento al Sito Web di Vivermeglio.


immagine della Gift Box Vivermeglio

Un regalo da vivere: il Gift Box Vivermeglio

Un regalo da vivere

Regala Vivermeglio, il programma che migliora lo stile di vita
e protegge la salute e la forma fisica.

Cambiare stile di vita non è mai soltanto un gesto solitario: a fornirci la spinta sono il contesto in cui viviamo, le persone con le quali condividiamo la vita di tutti i giorni. Per questo, spesso, decisioni come quelle di intraprendere un percorso medico che aiuti a migliorare le proprie abitudini, sono prese assieme alle persone che ci stanno più vicine. 

Anche per queste ragioni, da oggi, vi diamo la possibilità di regalare un Gift Box Vivermeglio tra le due tipologie a disposizione, ad una persona che vi sta a cuore e che ritenete abbia deciso di avere maggior cura del proprio futuro, così partecipando direttamente alla sua scelta e promuovendone l’intento.

due anziani sorridono l'un l'altro mentre preparano del cibo

Esistono due tipologie di card acquistabili tramite Gift Box

Silver Card

L’esclusiva Silver Card dà accesso al check-up e al piano di educazione alla salute di Donatello Vivermeglio, il programma medico su misura creato da Villa Donatello per migliorare lo stile di vita e proteggere la salute e la forma fisica.

Il Check-Up è un insieme completo di esami che comprende

  • Inquadramento iniziale con il tutor
  • 26 esami ematici (Alt, Ast, Azotemia, Calcio, Calcitonina, Cloro, Colesterolo HDL, Colesterolo LDL, Colesterolo totale, Creatinina, Emocromo, Fibrinogeno, FT3, Gamma-Gt, Glicemia, Hba1c, Potassio, Proteine totali, PT, PTT, Sideremia, Sodio, Triglicerdi, Tsh, Ves, Vitamina D)
  • Assegnazione Armband
  • ECG a riposo
  • ECG da sforzo (su eventuale prescrizione medica)
  • Ecocardiogramma color doppler (su eventuale prescrizione medica)
  • Antropometria (peso, altezza, BMI, circonferenza vita e fianchi)
  • Massa Grassa con plicometria
  • Idratazione e massa magra con biompedenziometria
  • Stima del V02 massimo con calcolo indiretto
  • Flessibilità globale con sit & reach test
  • Forza arti inferiori con 30″ chair test
  • 6 minuti walking test

In base ai risultati del check-up, lo staff medico di Vivermeglio elabora il piano personalizzato di educazione alla salute, che viene presentato al paziente per discutere gli obiettivi da raggiungere.

Gold Card

Oltre al Check-Up completo e all’elaborazione del programma personalizzato, così come descritti e offerti nella versione Silver, con la Gold Card la persona che riceverà il Gift Box non verrà mai lasciata sola: grazie al portale web e alla app per cellulare di Vivermeglio, può annotare le attività e i progressi ottenuti. Inoltre, sarà seguita costantemente dal tutor, che risponde a ogni domanda e aiuta a mantenere le motivazioni.

Tra il primo e il secondo mese sono previsti due nuovi incontri con il nutrizionista e l’esperto in scienze motorie, per verificare l’efficacia del programma e apportare eventuali correzioni.

Alla fine dei sei mesi, la persona alla quale regalerai il Gift Box, incontrerà ancora lo staff medico per il controllo dei risultati e dello stato di salute e, assieme a loro, potrà decidere la continuazione del programma per altri sei mesi o la sua interruzione.

Per sapere di più su Donatello Vivermeglio 

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Per acquistare il Gift Box o attivare il percorso chiama lo 055 5097667 o scrivi a
vivermeglio@villadonatello.it