una ragazza fa esercizio fisico in casa guardando la televisione

Coronavirus: L’attività fisica ai tempi del COVID-19

L’attività fisica ai tempi del COVID-19

Una serie di indicazioni e consigli su come mantenersi attivi durante l’epidemia
a cura del nostro team di Medicina dello Sport

La pandemia di coronavirus (COVID-19) può rendere difficile mantenere uno stile di vita fisicamente attivo, ma noi proviamo con questo articolo a darvi qualche idea e suggerimento.

Sulla base di ciò che sappiamo finora sul COVID-19, questo virus sembra dotato di un potenziale di trasmissibilità molto alto. Per questo le disposizioni e le raccomandazioni ministeriali sono tutte improntate all’evitare quanto più possibile il contatto con gli altri e, nel caso questo sia necessario, a farci mantenere una distanza sociale di almeno 1 metro gli uni dagli altri.

Queste misure hanno ovviamente delle controindicazioni ed una di queste è la difficoltà di svolgere attività fisica: chiuse le palestre e i centri fitness, così come i parchi cittadini. Vietata anche la tradizionale corsetta, a meno che questa non avvenga nelle immediate vicinanze della nostra abitazione. In questo periodo di quarantena generalizzata quindi è quasi inevitabile rimanere molte ore seduti e inattivi.

Che cosa possiamo fare in merito?

Partiamo dalle indicazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), che anche in tempi normali consiglia di dedicare all’attività fisica almeno 20 minuti al giorno: le linee guida internazionali individuano infatti in 150-300 minuti a settimana la quantità di attività fisica ottimale per mantenere uno stile di vita sano e corretto.

Si noti bene che si parla di stile di vita in generale, proprio perché svolgere un’attività fisica adeguata e in maniera costante non influisce solo sulla tanto temuta pancetta, ma ha anche innumerevoli altri benefici su tutto il nostro organismo. Una regolare attività fisica, oltre a farci perdere peso eliminando quei chiletti di troppo, ci aiuta anche a:

  • Aumentare le difese immunitarie dell’organismo e di conseguenza a diminuire le probabilità di contrarre virus e malattie
  • Ridurre lo stress e l’ansia, che in un periodo come quello che stiamo vivendo sono sicuramente aumentati
  • Migliorare la qualità del sonno e di conseguenza il nostro benessere psico-fisico

Una volta stabilito il fabbisogno ideale di attività fisica, dobbiamo capire come possiamo perseguire questo obiettivo con tutte le limitazioni a cui siamo soggetti.

ATTIVITÀ FUORI CASA

Chiariamo subito un punto: fare jogging vicino a casa è un’attività formalmente consentita. Dopo diverse polemiche ed oggettive difficoltà di interpretazione delle precedenti norme, la nuova circolare del 31 Marzo del Ministero dell’Interno e un successivo tweet dello stesso Viminale sono stati molto chiari a riguardo:

Ma nonostante questa nota, l’argomento rimane non chiarissimo e l’applicabilità della norma non del tutto scontata, anche in virtù del fatto che in Italia stiamo sperimentando situazioni diverse per quanto riguarda la diffusione e la concentrazione del virus; tanto che stiamo assistendo a reazioni diverse da parte delle amministrazioni locali, dettate più che altro dalle differenti situazioni che si riscontrano nei vari territori.

La possibilità di svolgere attività fisica fuori dalle nostre abitazioni è quindi un argomento molto delicato. Se da un lato, attenendosi semplicemente alle indicazioni ministeriali, potremmo considerarla assolutamente legittima (oltre che salutare, tornando a quanto dicevamo all’inizio di questo articolo), da un altro punto di vista non ci sentiamo di consigliarla né tantomeno di incoraggiarla in un momento così critico e delicato.

Per dare un consiglio sensato e circostanziato dovremmo conoscere le specifiche condizioni di ciascuno di voi, in che quartiere vivete, se esistono spazi adeguati per correre o camminare e a quale distanza sono questi da casa.

Se non ci fossero alternative adeguate al correre all’aperto, il nostro consiglio sarebbe quello di attenersi al buon senso ed al senso di responsabilità.

Ma non lo facciamo, visto che esistono anche altre soluzioni per soddisfare il nostro fabbisogno quotidiano di movimento ovvero quella di svolgere attività fisica all’interno delle nostre case, senza nessun rischio di contatto con gli altri né quello di incorrere in multe (che tra l’altro sono anche piuttosto salate).

ATTIVITÀ IN CASA

infografica sulle attività che si possono fare durante la quarantena

Anche in questo caso partiamo dalle fonti ufficiali: il Ministero della Salute ha prodotto alcuni documenti che ci tornano utili per avere delle idee su come svolgere attività fisica in casa, alle quali ci fa piacere aggiungere alcune raccomandazioni e spunti supplementari.

Cominciamo da ciò che è possibile fare tra le nostra mura domestiche. Ovviamente alcune di queste attività presuppongono il possesso di alcuni strumenti specifici, che non tutti hanno; ma scopriremo che ci sono anche tante altre possibilità e per tutti i gusti. Ecco qui un piccolo elenco, senza la pretesa di essere esaustivi:

  • Ginnastica a corpo libero
  • Salto della corda
  • Corsa sul posto
  • Addominali
  • Flessioni sulle braccia
  • Squat
  • Yoga e Pilates
  • Ballare
  • Stretching
  • Allenamento con lo step (o con gli scalini di casa)
  • Allenamento con l’ausilio di oggetti (sedia, bottigliette di plastica, muro)
  • Allenamento con l’ausilio di macchinari (cyclette, panca, attrezzi, ecc.)

In questo caso il nostro consiglio è quello di scegliere una o più attività in linea con le nostre attitudini e con le nostre possibilità. È importante infatti non trasformare quello che deve essere tutto sommato un piacere benefico in un potenziale rischio per la salute.

Sempre in termini di cosa fare, le linee guida internazionali consigliano due tipologie diverse di attività fisiche: gli esercizi per migliorare la mobilità articolare e gli esercizi per rafforzare la muscolatura. Certo, se l’alternativa è l’assenza completa va benissimo eseguire anche solo una delle due tipologie di esercizi. Ma teniamo presente che questo è lo schema ideale consigliato per una sessione di allenamento domestico:

  1. Esercizi di riscaldamento
  2. Esercizi per la mobilità articolare
  3. Esercizi per rafforzare la muscolatura
  4. Esercizi di stretching finale

Un altro punto importante è quello di evitare di fare attività non adatte a voi: valutate sempre se gli esercizi che vi apprestate a fare siano sostenibili per il vostro fisico. Se venite da un lungo periodo di inattività, ad esempio, evitate di partire con sessioni troppo lunghe e stancanti: il vostro corpo, non abituato da tempo ad uno sforzo del genere, potrebbe risentirne.

Progettate sempre una tabella di lavoro di tipo incrementale: oggi farete 10, la prossima volta 15 e quella dopo ancora 20. Non cercate di fare troppo e subito: il vostro corpo, la sua elasticità e resistenza devono avere il tempo di abituarsi.

Per quanto riguarda invece le fonti di ispirazione su quali esercizi fare, la tecnologia ci viene in grande aiuto. Dai siti web, ai video su Youtube, fino alle innumerevoli applicazioni che possiamo scaricare sui nostri tablet e smartphone non abbiamo che l’imbarazzo della scelta.

In questo caso non stiamo a consigliarvi qualcosa in particolare, anche perché la disponibilità è pressoché infinita. Quello che ci piacerebbe trasferirvi è piuttosto un metodo e delle raccomandazioni di scelta e di selezione, che dovete poi personalizzare in base alle vostre esigenze e attitudini.

Non sarebbe corretto da parte nostra consigliarvi di guardare quel video o di scaricare quella applicazione, perché magari ciò che riteniamo utile e funzionale per una persona potrebbe non esserlo per un’altra.

Il nostro consiglio è quindi quello di sperimentare in prima persona, fino a trovare ciò che più vi si addice. Se individuate un video, ad esempio, guardatelo tutto fino alla fine senza replicare gli esercizi proposti, in modo da capire, in modalità riposo, se si tratta di un’attività per voi sostenibile. Non mettetevi subito a fare gli esercizi proposti dalla prima applicazione scaricata; prendetevi un po’ di tempo (tanto non manca) per scegliere e valutare bene.

Comunque, per non lasciarvi da soli in questa ricerca, vi riportiamo qui sotto un piccolo elenco di video online e di applicazioni da cui partire per individuare il vostro programma di allenamento domestico ideale.

Canali Youtube

Applicazioni per tablet e smartphone

  • 8Fit
  • Adidas Training by Runtastic
  • Allenamento di 7 minuti
  • Asana Rebel
  • Fitstar Personal Trainer
  • Freeletics
  • Keep, il trainer a domicilio
  • Nike+ Training Club
  • Pocket Yoga
  • Runtastic Results
  • Seconds
  • Seven – 7 minuti di esercizi
  • Sfida fitness 30 giorni
  • Squats Workout
  • Sweat
  • Sworkit
  • Sworkit Stretching
  • Virtuagym
  • Yoga.com
una serie di hamburger messi l'uno accanto all'altro e di dimensioni crescenti

L’Obesità può essere fattore di diffusione delle epidemie di influenza?

L’obesità può essere fattore di diffusione delle epidemie di influenza?

Uno studio della Michigan University affronta la questione

Una nuova ricerca, condotta dal Dr. Aubree Gordon e da altri ricercatori, pubblicata su The Journal of Infectious Diseases, affronta un ulteriore effetto negativo sulla salute pubblica veicolato dalla condizione di obesità.

L’obesità di per sè aumenta il rischio di gravi complicazioni da influenza, tra i quali la necessità di ricovero, indebolimento del sistema immunitario e altro per arrivare addirittura alla morte.

Quello che emerge nello studio da poco presentato, però, è che l’obesità potrebbe anche avere un ruolo nel modo in cui l’influenza si diffonde. I risultati suggeriscono che soggetti adulti obesi, infettati dall’influenza, fanno più fatica ad eliminare il virus dal proprio organismo rispetto agli adulti che non sono obesi, aumentando potenzialmente la possibilità che l’infezione si diffonda anche ad altre persone.

Abbiamo osservato la prima vera prova che l’obesità potrebbe avere un impatto non solo sulla gravità della malattia – dichiara il Dr. Aubree Gordon – ma anche sulla sua trasmissione.

Lo studio ha raccolto ed analizzato dati relativi a 1800 soggetti in Nicaragua, in un arco di tempo di tre anni, così da coprire ben tre stagioni epidemiche dell’influenza.

Adulti obesi, con sintomi influenzali e virus influenzali confermati in laboratorio, hanno impiegato una media del 42% del tempo in più per sconfiggere la malattia rispetto ad adulti non obesi. Tra le persone obese infette da influenza che erano solo lievemente malate o che non avevano sintomi, la differenza si è rivelata ancora maggiore: questi soggetti infatti sconfiggevano il virus dell’influenza A in un periodo di tempo del 104% più lungo degli altri.

La durata della diffusione virale è stata determinata mediante test su campioni che hanno rilevato la presenza di RNA del virus dell’influenza, ma non hanno indicato se i virus fossero contagiosi. Sono in corso adesso ulteriori ricerche volte a determinare se il virus dell’influenza, resistente per periodi più lunghi in individui obesi, è davvero infettivo e può diffondere la malattia ad altri.

Va rilevato inoltre che le differenze riscontrate nella durata della perdita virale riguardavano soltanto epidemie del virus dell’influenza A, soltanto uno dei due tipi di virus influenzali che possono causare epidemie nell’uomo. I ricercatori non hanno trovato alcuna associazione con l’obesità e la durata della diffusione del virus dell’influenza B, che in genere causa una malattia meno grave negli adulti e non causa pandemie. L’obesità inoltre non sembra influenzare la durata della diffusione virale tra i bambini inclusi nello studio.

L’obesità può alterare la risposta immunitaria del corpo e portare a infiammazione cronica – che aumenta con l’età – oltre a rendere più difficile la respirazione aumentando la necessità di ossigeno. Questi fattori possono aiutare a spiegare come l’obesità possa incidere sul rischio di influenza, la sua gravità e il potenziale di trasmissione.

Con i tassi di obesità in aumento in tutto il mondo le nuove scoperte, se supportate da studi futuri, suggeriscono che l’obesità possa svolgere un ruolo sempre più importante nella trasmissione dell’influenza. Questo porta a potenziali implicazioni sulla salute pubblica, incluse maggiori opportunità di diffusione dell’influenza in alcune popolazioni in particolare dove la capillarità di una sanità efficace è scarsa.

Risolvere la propria condizione di obesità è complicato, dipende da molti fattori alcuni legati a disfunzioni, altri ad un errato stile di vita, a tratti entrambi contemporaneamente. Per questa problematica e per altre ancora Villa Donatello ha da tempo messo in piedi il Percorso di Cura Vivermeglio, dove un team specializzato è in grado di costruire un percorso su misura con il paziente. Per ulteriori informazioni vi consigliamo di visitare l’apposito portale dedicato dove potrete scoprire perché è importante essere affiancato in un percorso di cura, come funziona il programma, chi lo realizza e dove troverete anche una sezione dedicata alle vostre domande più frequenti.


 

miniature di operai lavorano sopra due quadretti di cioccolata

L’amore per la cioccolata e il patrimonio genetico

Non puoi resistere alla cioccolata?

Ci sono alcuni cibi ai quali non sappiamo proprio resistere anche se conosciamo i loro effetti negativi sul nostro organismo: un nuovo studio suggerisce che la colpa potrebbe essere da attribuire al nostro patrimonio genetico

Alcuni ricercatori spagnoli stanno da tempo indagando su una serie di varianti genetiche alle quali sarebbe da attribuire la nostra simpatia per cibi specifici, come la cioccolata o quelli saturi di grassi.

L’obiettivo principale di questo studio è quello di riuscire a modellare sul singolo paziente una dieta specifica che tenga conto, appunto, delle debolezze dovute all’influenza dei geni sui nostri gusti.

I risultati raggiunti fino ad oggi sono stati presentati a fine Aprile ad un importante meeting di settore: l’Experimental Biology 2017, a Chicago.

Spesso viene ricordato quanto sia importante per la nostra salute generale seguire una dieta alimentare ricca di frutta, verdure e cereali e di come ridurre al minimo l’assunzione di zuccheri, sale e grassi saturi.

Malgrado ciò molti di noi non riescono proprio a resistere ad alcuni alimenti che vengono additati tra i maggiori responsabili di obesità, colesterolo e problemi di altra natura. Per alcune persone, infatti, rispettare queste regole di base risulta più complicato che per altre: impossibile resistere al consumo di cioccolato, piuttosto che al fast food, per fare qualche esempio.

Mentre altri precedenti studi si erano concentrati sull’analisi del rapporto tra il nostro patrimonio genetico e malattie come l’anoressia o altre disfunzioni alimentari, quello in in questione invece si sofferma sull’analisi del rapporto che intercorre invece tra geni e specifiche predilezioni culinarie, soprattutto guardando ai cibi sconsigliati o dei quali sarebbe bene limitare al massimo il consumo.

Lo studio ha riguardato 818 cittadini di origine europea, dei quali sono stati presi in considerazione i tratti genetici conosciuti, rapportandoli ad un approfondito questionario sulle loro abitudini alimentari.

L’analisi dei dati raccolti ha evidenziato un rapporto tra alcune variazioni genetiche e la preferenza verso certe tipologie di cibo.

Per fare un esempio i ricercatori hanno riscontrato che alcune varianti del gene recettore dell’ormone dell’amore, l’ossitocina, sono associate ad una maggiore assunzione di cioccolata e ad una circonferenza della vita più larga.

Altre varianti genetiche sono state associate ad una predilezione particolare per il sale, mentre altre hanno mostrato legami con l’amore verso i cibi grassi.

Hamburger assortitiIl team di lavoro non ha potuto fare a meno di notare come le varianti genetiche che maggiormente corrispondevano ad un determinato rapporto con alcune sostanze nutritive fossero le stesse già associate a particolari comportamenti psicologici come lo stress, la dipendenza, l’impulsività e la depressione. La conclusione alla quale i ricercatori stanno lavorando è quella di dimostrare come il loro studio abbia scoperto una serie di varianti geniche che influenzano il nostro comportamento e di come questo influenzi le nostre scelte alimentari.

“La maggior parte delle persone ha difficoltà a modificare le proprie abitudini alimentari, anche se ne dipende la loro salute. Ciò avviene perché le nostre preferenze alimentari influenzano la capacità di impegnarsi verso specifici obiettivi o seguire i piani proposti di modifiche dietetiche.

afferma Silvia Berciano, ricercatrice dell’Universidad Autonoma de Madrid in Spagna e coordinatrice dello studio.

Il nostro – conclude – è il primo studio che descrive come i geni del cervello influenzano l’assunzione di cibo e le preferenze dietetiche in un gruppo di persone sane.

I ricercatori sperano che i loro risultati portino a metodi più efficaci per ridurre il rischio di malattie croniche sviluppate a causa di cattive abitudini alimentari.


Vi ricordiamo che Villa Donatello offre il percorso di Cura “Vivermeglio: il programma per cambiare il tuo stile di vita”, che è stato ideato proprio per accompagnarvi verso obiettivi di miglioramento delle consuetudini alimentari e non, attraverso un serio monitoraggio e tutoraggio. Per maggiori informazioni sul programma potete fare riferimento al Sito Web di Vivermeglio.


immagine della Gift Box Vivermeglio

Un regalo da vivere: il Gift Box Vivermeglio

Un regalo da vivere

Regala Vivermeglio, il programma che migliora lo stile di vita
e protegge la salute e la forma fisica.

Cambiare stile di vita non è mai soltanto un gesto solitario: a fornirci la spinta sono il contesto in cui viviamo, le persone con le quali condividiamo la vita di tutti i giorni. Per questo, spesso, decisioni come quelle di intraprendere un percorso medico che aiuti a migliorare le proprie abitudini, sono prese assieme alle persone che ci stanno più vicine. 

Anche per queste ragioni, da oggi, vi diamo la possibilità di regalare un Gift Box Vivermeglio tra le due tipologie a disposizione, ad una persona che vi sta a cuore e che ritenete abbia deciso di avere maggior cura del proprio futuro, così partecipando direttamente alla sua scelta e promuovendone l’intento.

due anziani sorridono l'un l'altro mentre preparano del cibo

Esistono due tipologie di card acquistabili tramite Gift Box

Silver Card

L’esclusiva Silver Card dà accesso al check-up e al piano di educazione alla salute di Donatello Vivermeglio, il programma medico su misura creato da Villa Donatello per migliorare lo stile di vita e proteggere la salute e la forma fisica.

Il Check-Up è un insieme completo di esami che comprende

  • Inquadramento iniziale con il tutor
  • 26 esami ematici (Alt, Ast, Azotemia, Calcio, Calcitonina, Cloro, Colesterolo HDL, Colesterolo LDL, Colesterolo totale, Creatinina, Emocromo, Fibrinogeno, FT3, Gamma-Gt, Glicemia, Hba1c, Potassio, Proteine totali, PT, PTT, Sideremia, Sodio, Triglicerdi, Tsh, Ves, Vitamina D)
  • Assegnazione Armband
  • ECG a riposo
  • ECG da sforzo (su eventuale prescrizione medica)
  • Ecocardiogramma color doppler (su eventuale prescrizione medica)
  • Antropometria (peso, altezza, BMI, circonferenza vita e fianchi)
  • Massa Grassa con plicometria
  • Idratazione e massa magra con biompedenziometria
  • Stima del V02 massimo con calcolo indiretto
  • Flessibilità globale con sit & reach test
  • Forza arti inferiori con 30″ chair test
  • 6 minuti walking test

In base ai risultati del check-up, lo staff medico di Vivermeglio elabora il piano personalizzato di educazione alla salute, che viene presentato al paziente per discutere gli obiettivi da raggiungere.

Gold Card

Oltre al Check-Up completo e all’elaborazione del programma personalizzato, così come descritti e offerti nella versione Silver, con la Gold Card la persona che riceverà il Gift Box non verrà mai lasciata sola: grazie al portale web e alla app per cellulare di Vivermeglio, può annotare le attività e i progressi ottenuti. Inoltre, sarà seguita costantemente dal tutor, che risponde a ogni domanda e aiuta a mantenere le motivazioni.

Tra il primo e il secondo mese sono previsti due nuovi incontri con il nutrizionista e l’esperto in scienze motorie, per verificare l’efficacia del programma e apportare eventuali correzioni.

Alla fine dei sei mesi, la persona alla quale regalerai il Gift Box, incontrerà ancora lo staff medico per il controllo dei risultati e dello stato di salute e, assieme a loro, potrà decidere la continuazione del programma per altri sei mesi o la sua interruzione.

Per sapere di più su Donatello Vivermeglio 

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Per acquistare il Gift Box o attivare il percorso chiama lo 055 5097667 o scrivi a
vivermeglio@villadonatello.it