Che cos’é la displasia dell’anca?

Che cos’é la displasia dell’anca?

Domande e Risposte di Ortopedia Pediatrica #1

Con il termine displasia dell’anca (o lussazione congenita dell’anca) si indicano una serie di anomalie dello sviluppo dell’anca che iniziano nella vita intrauterina e che conducono ad un’alterazione della conformazione e del rapporto tra femore ed acetabolo.

Una diagnosi ecografica, eseguita intorno alle 4-6 settimane di vita, associata ad un’appropriata valutazione clinica ortopedico-pediatrica, è fondamentale per intraprendere un trattamento adeguato.

Molti studi internazionali evidenziano come, in nazioni dove vi è uno screening ecografico universale, i tassi di complicanza della patologia sono fortemente limitati.

Trattamenti precoci legati a diagnosi precoci, possono limitarsi dal solo all’utilizzo di tutori dedicati nonché apparecchi gessati, fino a trattamenti chirurgici, anche in più tempi, soprattutto in caso di diagnosi tardive e/o deformità severe.

I buoni risultati sono strettamente legati quindi ad una puntuale e precoce diagnosi, nonché ad un appropriato approccio terapeutico.

articolo a cura del Dott. Salvatore di Giacinto


 

una bambina nuota in una piscina al chiuso

Bambini asmatici – La piscina: un buon alleato [con INFOGRAFICA]

L’attività in piscina: divertimento e salute per i bambini asmatici

L’asma è una delle patologie più comuni e diffuse tra la popolazione, purtroppo in aumento nel corso degli ultimi anni.

Come ben evidenziato dall’infografica che riportiamo più in basso, in Italia l’incidenza della malattia è attorno al 4,5% della popolazione, che corrispondono a 2,6 milioni di pazienti.

Uno specialista pneumologo americano suggerisce, per i bambini affetti da questa patologia, una sana e divertente attività in piscina, soprattutto se in una al chiuso.

Preservare l’opportunità di attività motoria è molto importante per i bambini asmatici, ha confermato infatti il Dr. Tod Olin del National Jewish Health di Denver: un semplice attacco d’asma può innescare dinamiche familiari che producono paure e attenzioni troppo rigorose, che divengono limitanti nei confronti delle attività fisiche dei bambini. 

Per quanto riguarda le attività cardio tollerate il nuoto, nello specifico, è altamente raccomandabile, soprattutto se svolto all’interno di piscine al chiuso – aggiunge il Dottore.

L’alto tasso di umidità delle piscine coperte protegge infatti contro gli attacchi di asma, contribuendo a mantenere aperte le vie aeree.

Sappiamo che gli attacchi di asma avvengono quando le vie aeree si seccano, mettendo in moto una serie di reazioni a cascata che comprimono le vie respiratorie – prosegue il Dr. Olin
Quando evitiamo che si creino queste condizioni, per esempio alloggiando in un ambiente umido, impediamo allo stesso tempo l’insorgere dell’attacco d’asma.

Spesso in passato è stato indicato ai bambini asmatici di limitare l’attività fisica.

L’approccio comune al problema, però, è mutato recentemente – conclude il Dr. Olin – Adesso invece incoraggiamo i bambini a mantenersi attivi, anche a fronte del problema sempre più grave del diffondersi dell’obesità infantile, che può alla lunga essere certamente più dannosa della patologia di cui stiamo parlando. La piscina, o qualsiasi altra attività sportiva che piaccia al bambino, sono un incentivo importante per la sua crescita e per affrontare una patologia che spesso scompare nel corso dello sviluppo.

Il dottore consiglia un uso preventivo del salbutamolo, circa un quarto d’ora prima dell’inizio dell’attività fisica del bambino, piuttosto che dovervi ricorrere dopo i primi minuti di esercizio.

La diffusione ed i fattori di rischio dell’asma in Italia

Infografica a cura di: www.viviasma.it
Diffusione dell'Asma in Italia - viviasma.it