Immagine del Premio Villa Donatello dedicato ai giovani atleti del Firenze Rugby 1931

Villa Donatello istituisce un premio per i giovani del Firenze Rugby 1931

Villa Donatello istituisce un premio per i giovani del
Firenze Rugby 1931

L’obiettivo del premio “Atleta dalla A alla Z” è quello di promuovere i valori sani alla base dello sport

Atleta dalla A alla Z” è un nuovo premio istituito dalla nostra Casa di cura, partner sin dal 2017 del club professionistico di rugby Firenze Rugby 1931 “I Medicei” che milita nel campionato di Serie A.

La scelta che abbiamo promosso è stata quella di puntare ai bambini e ai ragazzi che militano nelle giovanili dello storico club fiorentino, nel tentativo di valorizzarne le qualità di atleti a tutto tondo: i criteri di assegnazione del riconoscimento, infatti, vanno dalla serietà e la puntualità allo spirito di squadra, da una corretta alimentazione allo stile di vita anche fuori dal campo. Il punto focale è quello di promuovere tutta una serie di caratteristiche che deve avere uno sportivo oggi: integrità, aspetto fisico, qualità tecniche e comportamenti morali in primis.

Tutte le categorie di giovani saranno coinvolte in questo progetto: i ragazzi delle formazioni Under 6, 8, 12, 14, 16 e Under 18.

La targa – che potete vedere in foto – sarà assegnata nell’intervallo delle partite casalinghe della formazione principale giocate presso il Ruffino Stadium Mario Lodigiani.

A consegnare il riconoscimento saranno un rappresentante della nostra Casa di Cura e uno degli atleti della prima squadra.

La prima assegnazione sarà già effettuata il  prossimo Sabato 21 Dicembre a margine dell’incontro che I Medicei affronteranno contro il FEMI-CZ Rugby Rovigo Delta che inizierà alle ore 15.00

Una cultura sana della partecipazione allo sport e della condivisione di valori si forma proprio a partire dalle compagini giovanili. Questo nostro premio vuol essere un investimento nella formazione di futuri atleti di valore, sani fisicamente, forti dal punto di vista tecnico ma che abbiano anche tutte le caratteristiche di serietà, applicazione, condivisione e inclusione che lo sport moderno richiede come caratteristiche aggiuntive, se non addirittura principali.

In bocca al lupo a tutti i giovani coinvolti e un ringraziamento alla dirigenza de I Medicei che ha creduto come noi nella condivisione dei valori che questo premio porta con sé.


 

Le nuove attività commerciali all’interno di Villa Donatello

Le nuove attività commerciali all’interno di Villa Donatello

Presso la nostra sede principale a Sesto Fiorentino, in Via Ragionieri 101, si sono insediati da qualche settimana due importanti punti vendita a supporto delle necessità dei nostri pazienti e dei loro familiari: due attività storiche, presenti da tempo sul territorio, hanno deciso di aprire due corner dedicati ai loro prodotti e servizi.

In questo articolo del nostro blog si raccontano, permettendoci così di dar loro un benvenuto ufficiale con un ringraziamento per il ruolo di supporto che svolgono per i nostri ospiti.

Ottica Galanti: occhiali a Firenze dal 1958

La tradizione nella correzione visiva

Professionalità e qualità da 50 anni al servizio dei fiorentini e non solo. È l’Ottica Galanti che sin dalla sua nascita, mezzo secolo fa, si è distinta nel settore degli occhiali e delle lenti a contatto, offrendo alla clientela le più avanzate tecnologie disponibili nel settore.

Era il 1958 quando Pancrazio Galanti, dopo essersi assicurato un diploma in ottica, decise di abbandonare i piccoli lavori svolti nella trattoria del padre per valorizzare le proprie capacità professionali. Nacque cosi il primo negozio di Ottica Galanti, già allora in Via Gioberti, anche se in un punto diverso e con dimensioni minori rispetto a oggi.

Erano altri tempi e i negozi di ottica offrivano una vasta gamma di prodotti, che includeva anche macchine fotografiche e binocoli. L’Ottica Galanti scelse però ben presto di specializzarsi in lenti e occhiali, offrendo specifici ausili per ipovedenti.

Intanto, nel 1966, il negozio di Via Gioberti, come tutta Firenze, venne travolto dalle acque dell’Arno.

L’acqua distrusse tutto e, come molti altri fiorentini, fummo costretti a ripartire da zero – racconta Pancrazio Galanti – Passammo serate intere, con tutti i familiari, a pulire dal fango le lenti e gli strumenti che si erano salvati. Poi, con un po’ di fatica, abbiamo riaperto il negozio.

Negli anni ’80, all’esperienza di Pancrazio si sono unite le nuove idee dei figli, Marco e Massimo, che da allora gestiscono l’Ottica Galanti insieme al padre.
Il negozio é poi cresciuto ulteriormente, in via Gioberti 104r/106r, passando da una a tre vetrine, potenziando le strumentazioni e le dotazioni tecnologiche, ma anche aprendo un nuovo esercizio in via Martelli 32/r, prima di questa nuova esperienza in collaborazione con la Casa di Cura Villa Donatello.


Anche gli amici della Farmacia Ragionieri hanno deciso di attivare una parafarmacia/articoli sanitari presso la nostra struttura di Firenze Castello, ecco la loro storia…

Parafarmacia Ragionieri

Gli inizi

Era il 29 Settembre 1892 quando Guglielmo Ernesto Ragionieri aprì la prima farmacia autorizzata di Sesto Fiorentino.

Proveniva, insieme a quattro fratelli e una sorella, da una importante famiglia sestese: il fratello Eugenio fu direttore del giardino Guicciardini, Cesare divenne maestro imbalsamatore di uccelli e piccoli animali, Guido si dedicò al commercio di piante e vini in Italia e all’estero, Attilio al quale è stata dedicata anche una strada di Sesto, fu medico e floricoltore, mentre Carolina sposò un esponente di un’altra importante famiglia di Sesto: i Biondi.

Guglielmo Ernesto ebbe due figli maschi, Rodolfo e Roberto, che videro la luce nella casa sopra la farmacia, in quelle stanze dove ora ci sono gli studi medici.

Nel 1914 Ernesto morì prematuramente, i figli furono richiamati in guerra e uno zio paterno si occupò della farmacia fino al ritorno dei due giovani che si erano laureati in farmacia e in chimica. Dalla loro collaborazione fraterna nasce anche il nome Dr. R.R. Ragionieri che sta per Roberto e Rodolfo.

Ieri

Nel periodo fra le due guerre la farmacia divenne un punto di riferimento per tutto il territorio, non solo per i pazienti ma anche per i medici e i veterinari che qui si riunivano non solo per il servizio notturno o domenicale ma anche per discutere e giocare a carte!

Nel 1967, quasi contemporaneamente, i due fratelli scomparvero e il compito di proseguire sulla strada tracciata dai suoi familiari fu affidato a Piero, figlio di Roberto.

Il “Dottor Piero”, così chiamato da tutti i sestesi, oltre che a gestire, rinnovare e ingrandire la farmacia fino ad accompagnarla al XXI secolo, fu autore di diversi libri di narrativa, saggi, poesie e anche di “I cento anni di una Farmacia” che pubblicò nel 1992 in occasione dell’anniversario. In questo suo lavoro scrisse:

…Un tempo lungo se si pensa che è stata aperta, nei cento anni, anche tutti i sabati e spesso tutte le domeniche per una media di almeno 335 giorni l’anno. Fino alla seconda guerra mondiale non vi erano stati, nel confronto col passato, grossi sconvolgimenti effettivi nel lavoro del farmacista, anche se già erano apparse le prime specialità medicinali. Basti pensare che gran parte delle preparazioni veniva fatta a mano, compreso l’approntamento di estratti e tinture, di unguenti e pomate ed anche di fiale iniettabili. Le sostanze venivano conservate in luoghi freschi o in ghiacciaie rifornite con stecche di ghiaccio, i medicinali venivano da Firenze con un carro a cavalli, le sostanze dovevano essere macinate, setacciate, filtrate. Venivano conservate in vasi le sanguisughe (che negli anni ’60 erano ancora prescrivibili per le mutue) e allevati in vasche i ranocchi per le analisi di gravidanza. Veniva il venditore di miele, di camomilla e lavanda essiccate, la sugna per gli unguenti la forniva il macellaio e tante altre materie prime venivano fornite non da industrie specializzate, ma dai comuni fornitori domestici.

Oggi

La farmacia di oggi è molto cambiata da quella che ci ha descritto il Dottor Piero nel suo libro. E’ diventata un luogo in cui si dispensano i servizi, si fa educazione sanitaria, si entra con richieste ed esigenze di ogni genere. Ma la Farmacia Ragionieri continua ad essere un punto di riferimento per tutta l’area sestese, un luogo dove trovare non solo farmaci, cosmetici, giocattoli per bambini e informazioni sugli ultimi ritrovati, ma soprattutto consigli, servizi e cortesia.

Nel 2006 il Dottor Piero ci ha lasciati e il lavoro prosegue con la figlia Alessandra, anche lei farmacista, che con il figlio Alexander, esperto in fitoterapia e preparazioni galeniche (quinta generazione di farmacisti!), porta avanti il compito iniziato dalla famiglia il 29 Settembre 1892, con nuove iniziative come quella che ha portato alla nascita dello spazio dove acquistare prodotti di parafarmacia e altri articoli sanitari, visitabile all’interno della Casa di Cura Villa Donatello.


Alcune immagini dei due nuovi corner


 

La chirurgia dell’ernia inguinale: possiamo renderla perfetta? [Simposio]

La chirurgia dell’ernia inguinale: possiamo renderla perfetta?

Simposio

Lo scorso Venerdì 8 Novembre, presso lo Starhotel Michelangelo di Viale Fratelli Rosselli a Firenze, si è tenuto il Simposio La chirurgia dell’ernia inguinale: possiamo renderla perfetta? organizzato da Pier Luigi Ipponi, chirurgo dell’Ospedale S. Giovanni di Dio di Firenze e da lui moderato insieme a Francesco Tonelli. L’iniziativa, promossa dalla nostra Casa di Cura, rientra nelle attività previste da Villa Dontello Clinica Aperta in questo caso per ciò che attiene alla convegnistica.

Sono intervenuti portando la loro esperienza i chirurghi che in ambito toscano si interessano dei difetti della parete addominale ed in particolare dell’ernia inguinale: una delle patologie più comuni in ambito chirurgico.

A partire dagli anni ’80 l’intervento di ernioplastica secondo Bassini, per più di un secolo vanto della chirurgia italiana, è stato progressivamente abbandonato grazie al diffondersi nel nostro come in molti dei paesi occidentali, dell’impiego di tecniche tension-free e dell’utilizzazione di reti in materiale sintetico (la cosiddetta tecnica di Liechtenstein).

Matteo Giannelli della Chirurgia Generale dell’ospedale San Jacopo di Pistoia, dopo aver illustrato gli aspetti epidemiologici, ha riportato l’impatto che questa affezione esercita sull’organizzazione lavorativa di un reparto di chirurgia, richiedendo percorsi assistenziali differenziati in base alle condizioni del paziente ed all’entità del difetto erniario, che spaziano dalla chirurgia ambulatoriale alla degenza ordinaria.

Grande attenzione è stata dedicata all’analisi degli errori tecnici registrati sia nelle procedure tradizionali che mini-invasive.

Paolo Negro, Ordinario di Chirurgia Generale all’Università La Sapienza di Roma e considerato uno dei massimi esperti della materia, nel corso della sua presentazione ha esplicitato i potenziali effetti collaterali dei materiali protesici impiantati sui visceri addominali, come il colon e la vescica.

Giulio Nicita, esperto urologo, ha riportato la sua esperienza personale sull’accesso pre-peritoneale, che risulta vantaggioso nel trattamento delle ernie recidive o di concomitanti patologie urologiche.

Antonio Marioni dell’Ospedale di Cisanello di Pisa e Luca Felicioni dell’Ospedale di Grosseto, hanno affrontato l’approccio peritoneale rispettivamente mediante laparoscopia o robotica sottolineando vantaggi e svantaggi della metodica. Felicioni in particolare ha sottolineato che la soluzione robotica, attualmente criticabile per tempi e costi, potrebbe in futuro diffondersi data la richiesta sia da parte dei pazienti che degli operatori di questo nuovo approccio.

I materiali sono stati oggetto della presentazione di Andrea Manetti, del Policlinico di Careggi, che ha illustrato le caratteristiche e le differenze tecniche dei vari prodotti presenti sul mercato, sottolineando la maggiore bio-compatibilità di quelli più recenti, frutto della ricerca scientifica condotta sulla risposta biologica all’impianto protesico.

La seconda parte del Simposio è stata incentrata sulla gestione delle più frequenti complicazioni post-operatorie.

L’infezione del sito chirurgico, trattata da Christian Galatioto del Policlinico di Pisa, nonostante la sua bassa incidenza rappresenta una vera sfida per il chirurgo che deve attuare una strategia terapeutica eclettica dettata dalle condizioni generali e locali del paziente, impiegando tutti i mezzi utili a scongiurare un eventuale espianto protesico.

Al pari dell’infezione, anche la sofferenza ischemica rappresenta una temibile complicanza, soprattutto nei pazienti in età fertile, come ha riferito Riccardo Piagnerelli, del Policlinico senese, che asserisce l’importanza della prevenzione al momento della liberazione del sacco erniario dagli elementi del funicolo spermatico.

Per ultimo è stato preso in considerazione il dolore cronico post-operatorio, complicanza dai risvolti sociali, data la natura invalidante della sintomatologia.

Giuseppe Canonico, chirurgo all’Ospedale di San Giovanni di Dio di Firenze, riporta la natura eziopatogenetica multi-fattoriale, quale il fattore meccanico, come il nerve entrappement, o la reazione flogistica indotta dal materiale protesico. Dall’esposizione degli esperti è emersa la necessità di seguire un algoritmo diagnostico/terapeutico precoce, condotto inizialmente in maniera conservativa, come dimostrano i promettenti risultati della scrambler therapy, illustrata da Renato Vellucci, terapista del dolore presso il Policlinico di Careggi, riservando il trattamento chirurgico solo alle forme refrattarie, come sostenuto da Massimo Ranalli chirurgo di Poggibonsi.

Il commento finale espresso da Paolo Cappellini, direttore della chirurgia dell’Ospedale S. Giovanni di Dio di Firenze, sintetizza la complessità della materia che suggerisce auspicabile in un prossimo futuro l’istituzione di una nuova branca specialistica della chirurgia generale: quella che si occupi dei difetti primitivo o secondari della parete addominale.


 

Il giardino di Villa Donatello visto dall'alto

Le giornate di prevenzione oncologica gratuite per il mese di Novembre 2019

Le giornate di prevenzione oncologica gratuite per il mese di Novembre 2019

Tutte le date e le modalità di prenotazione

Fondazione ANT Italia ONLUS e Villa Donatello, con il sostegno del Banco Fiorentino proseguono con le attività di preenzione oncologica gratuite dedicate alle donne residenti in Toscana. Anche per il mese di Novembre 2019 le prestazioni, erogate presso la nostra Sede principale in Via Attilio Ragionieri 101 a Sesto Fiorentino, riguarderanno sia il Progetto Mammella che il Progetto Ginecologia.

Di seguito potete trovare tutte le date e le modalità di prenotazione.


PROGETTO GINECOLOGIA

Locandina del Progetto Ginecologia di Novembre 2019 a Sesto Fiorentino

Saranno 12 i controlli gratuiti per la prevenzione dei tumori ginecologici dedicati alle cittadine della nostra regione presso la nostra sede di Via Ragionieri 101 a Sesto Fiorentino. Le date disponibili sono quelle di Sabato 9 e 30 Novembre, dalle ore 09.00 alle ore 12.30.

Le prenotazioni saranno aperte a partire da Giovedì 31 Ottobre fino a Giovedì 7 Novembre (Sabato e Domenica esclusi) telefonando dalle ore 9.30 alle ore 13.00 al numero 348 3102881 fino ad esaurimento dei posti disponibili.


PROGETTO MAMMELLA

Locandina del Progetto Mammella, a Sesto FIorentino per il mese di Novembre 2019

I controlli gratuiti per la prevenzione dei tumori mammari, nel prossimo Novembre 2019, saranno questa volta a donne di età inferiore ai 45 anni. Le visite senologiche con ecografia a disposizione saranno 24 e verranno effettuate nei giorni di Mercoledì 13 e 27 Novembre, dalle ore 13.30 alle ore 19.00, presso la nostra sede principale in Via Attilio Ragionieri 101 Sesto Fiorentino.

Per le persone interessate sarà possibile prenotare a partire da Martedì 5  fino a Lunedì 11 Novembre, Sabato e Domenica esclusi, chiamando dalle ore 9.30 alle ore 13.00 il numero di telefono 348 3102881 fino al completamento dei posti a disposizione.


INFORMAZIONI IMPORTANTI

  • Una volta ottenuta la prenotazione per via telefonica è comunque necessario recarsi a questa pagina del Sito della Fondazione ANT per validare l’appuntamento compilando con i propri dati l’apposito modulo digitale.
  • Per le erogazioni di prestazioni a minori è indispensabile il consenso di entrambi i genitori.
  • Per scoprire come raggiungere la nostra nuova sede con tutti i mezzi possibili vi consigliamo di fare riferimento a questa pagina del nostro Sito Web.

 

Una fase dell presentazione del rinnovato presidio medico di Villa Donatello in Viale Matteotti a Firenze

Villa Donatello presenta il rinnovato presidio di Viale Matteotti

Villa Donatello presenta il rinnovato presidio di Viale Matteotti

Si chiude inoltre oggi il mese Donatello d’Argento, che ha coinvolto oltre mille persone
e fornito prestazioni di prevenzione gratuita a circa 300 cittadini.

Si è tenuta questa mattina a Palazzo Vecchio, alla presenza delle autorità comunali, la presentazione da parte delle cliniche Villa Donatello dei nuovi allestimenti realizzati nel tradizionale presidio cittadino di Viale Matteotti, che è sempre rimasto in attività e ora è stato rimodernato, nonché arricchito di nuovi servizi.

Circa un anno fa, quando venne inaugurata la sede di Firenze Castello per ospitare le principali attività delle cliniche Villa Donatello, c’era attesa su come la cittadinanza e i clienti avrebbero risposto. La decisione era frutto sia dello sviluppo registrato dalla società negli ultimi anni sia degli accresciuti bisogni della popolazione che richiedevano un’offerta nuova, in termini di spazio, comfort ed attrezzature che la sede storica di Firenze centro non era più in grado di offrire in maniera adeguata.

La risposta del pubblico all’apertura della nuova sede di Firenze Castello è stata ampiamente positiva: in otto mesi il nostro fatturato è cresciuto anche oltre le aspettative: +6,9% dei ricavi totali e del +9,2% dei ricoveri, così come sono state positive le prestazioni ambulatoriali aumentate del +3,3% – afferma Lorenzo Bifone, Presidente di Villa Donatello – In questo periodo, il presidio di viale Matteotti ha comunque continuato ad operare, tanto che il suo fatturato ha rappresentato il 7,7% dei ricavi totali e addirittura il 19% di quelli ambulatoriali. Numeri che ora contiamo di migliorare ulteriormente grazie ai nuovi allestimenti che presentiamo quest’oggi.

Riteniamo esistano spazi di mercato ulteriori da poter presidiare, come ci conferma una ricerca che abbiamo commissionato in base alla quale, nel 2018, il 54% dei nostri clienti proveniva dal centro città e che per loro la comodità di accesso ad una struttura vicina rappresenta, dopo la qualità medica, un importante motivo di scelta della struttura. Naturalmente non per le prestazioni di alta complessità, come i ricoveri o la diagnostica per immagini, che richiedono attrezzature e tecnologie all’avanguardia e per le quali una piccola distanza in più da percorrere non rappresenta un problema, ma per tutte le prestazioni più semplici – dichiara Alberto Rimoldi, Amministratore Delegato di Villa Donatello.

Da queste evidenze di mercato nasce dunque la decisione di razionalizzare l’offerta alla clientela. Nel rinnovato presidio di Viale Matteotti sono state aggiunte alcune attività come la radiologia e la mammografia ed è integrata la presenza di specialisti delle diverse branche per consentire di risolvere tutti i problemi di primo livello del paziente mentre continueranno ad essere fornite le prestazioni , quali analisi del sangue, visite, fisioterapia ed odontoiatria. Sarà inoltre disponibile una sala per la chirurgia ambulatoriale. Al contempo la sede di Firenze Castello, oltre a fornire le prestazioni mediche standard, sarà adibita alla soluzione di problematiche più complesse, in regime sia di ricovero sia ambulatoriale.

Questa scelta, insieme all’iniziativa Donatello d’Argento che si è appena conclusa, vuole rafforzare il legame che Villa Donatello ha da più di 70 anni con i cittadini di Firenze e con quelli della provincia nel nome di una Sanità di qualità.

Donatello d’Argento ha coinvolto su entrambi le sedi oltre mille persone, comprendenti i partecipanti ai tre incontri-evento con la popolazione e al convegno scientifico rivolto ai medici di base, i circa 300 cittadini hanno usufruito delle prestazioni di prevenzione gratuita e coloro che hanno utilizzato i prezzi particolari riservati in questo periodo agli anziani.

Villa Donatello continua a essere considerata dai fiorentini uno dei punti di riferimento cittadini per le  prestazioni sanitarie – ha detto l’assessore a Welfare e Sanità Andrea Vannucci – e questo ci riempie di grande soddisfazione. La nuova sede di Castello sta ottenendo ottimi risultati per fatturato e prestazioni ambulatoriali, che sono in crescita. Ad essi si aggiunge l’importante attività svolta nel presidio di viale Matteotti per le prestazioni di primo livello. Siamo felici che questa struttura collocata in centro sia stata rinnovata – ha continuato Vannucci – perché molti cittadini hanno così un presidio sanitario in più a cui rivolgersi. Firenze è una città con un elevato numero di anziani, pertanto per la nostra amministrazione è importante la presenza sul territorio di svariati presidi, pubblici e privati, in cui poter ricevere prestazioni sanitarie non lontano da casa.

Il rinnovato presidio di viale Matteotti – ha detto il presidente del Quartiere 1 Maurizio Sguanci – sarà, certamente, un punto importante per le prestazioni sanitarie dei cittadini di Firenze che va ad aggiungersi al centro a Castello. La popolazione anziana del nostro territorio, sempre in crescita negli ultimi anni, ha bisogno di centri, sia pubblici che privati, che possano dar loro delle prestazioni in ambito sociale e sanitario. Siamo certi che il rinnovato impegno portato avanti da Villa Donatello nel presidio di Viale Matteotti saprà coniugare servizi medici ambulatoriali moderni per tutti i fiorentini.


 

[DONATELLO D’ARGENTO] Gli Anziani nella Letteratura

Gli anziani nella letteratura
[DONATELLO D’ARGENTO]

È praticamente impossibile realizzare un elenco ragionato dei personaggi anziani più famosi nella letteratura. Approfittando di Donatello D’argento, mese nel quale abbiamo messo al centro della nostra e della vostra attenzione la Terza Età, vogliamo comunque divertirci un po’ con voi, suggerendo alcuni titoli di libri che potrebbero stimolare la vostra voglia di leggere.

La serie di proposte che troverete più in basso non pretende ovviamente di essere esaustiva: come spesso accade quando si scambiano consigli di lettura, ci piacerebbe che voi segnalaste altri libri che non ci sono venuti in mente o che non abbiamo aggiunto per non far diventare enciclopedico questo articolo. Vi aspettiamo quindi nei commenti qua sotto o negli spazi Social dove condivideremo questo articolo.

Buona lettura!


La copertina del libro "In viaggio contromano" di Michael Zadoorian

Michael Zadoorian – “In Viaggio contromano”

Non è mai troppo tardi per una coppia di anziani marito e moglie, per decidere di prendere e andare. La loro vita, spesso turbata da acciacchi di salute, sedentarietà e un pizzico di noia, viene gestita quasi totalmente dai figli un po’ troppo premurosi. I due allora decidono che devono andare. Dove? Perché? Non importa tanto la meta, ma la conquista di una libertà insperata. Un viaggio iniziatico, potremmo dire un romanzo di formazione, perché non si è mai troppo vecchi per riprendere nelle proprie mani il proprio destino. Romanzo delizioso.


Copertina del libro "Il posto delle fragole" di Bergman

Ingmar Bergman – “Il Posto delle Fragole”

Esiste forse per tutti un posto delle fragole, un luogo dove rimane intatto l’incanto dell’infanzia, l’io che eravamo,con la semplicità, l’autenticità e le speranze di quando la vita era davanti, un luogo, che forse c’è ancora dentro o fuori di noi, dove qualcuno può metterci davanti uno specchio e farci vedere quello che siamo diventati. Sono le fragole selvatiche colte nel giardino della casa d’infanzia di Isak Borg, vecchio professore egoista e misantropo, in viaggio a Lund per la celebrazione del suo giubileo all’Università, coronamento della carriera di medico e ricercatore. Da lì i ricordi prendono a intrecciarsi alla realtà, trasformando il viaggio verso Lund in una sorta di pellegrinaggio.


La copertina del libro "Il Pranzo di Babette"

Karen Blixen – “Il Pranzo di Babette”

Questo racconto è contenuto nella raccolta “Capricci del Destino”, ambientato in una cittadina della Norvegia. Narra di due anziane sorelle, figlie di un pastore luterano fondatore di una setta che rinuncia ai piaceri di questo mondo perché fonti soltanto di illusione. In questo
ambiente parco irrompe Babette, comunarda in fuga dalla Francia rivoluzionaria che viene assunta come cuoca dalle due sorelle. Babette non solo si inserisce rapidamente nella piccola comunità, ma diviene ben presto indispensabile. La sua presenza rappresenta l’elemento esotico in un’atmosfera fredda e austera, mentre la sua arte culinaria emana una sorta di fascinazione magica, che risveglia negli uomini antiche passioni sopite.


Copertina del libro "Il Viaggio verso casa" di Catherine Dunne

Catherine Dunne – “Il Viaggio verso casa”

Beth trova le lettere che la madre anziana e malata ha cominciato a scriverle alle prime, inequivocabili avvisaglie della malattia: vedendosi sfuggire la vita e la lucidità mentale, Alice ha voluto cercare a proprio modo di ricucire il rapporto con la figlia. Ha così inizio, nelle notti di veglia, una lunga conversazione ideale in cui Beth scopre una donna nuova, con un mondo interiore insospettato.


Copertina del libro "La visita della vecchia signora"

Friedrich Dürrenmatt – “La visita della vecchia signora”

In una piccola cittadina arriva una vecchia miliardaria e, come in una sorta di carosello alla Gogol, l’intera comunità si precipita intorno alla vecchia signora per ottenere un lascito, una donazione, qualunque cosa insomma che possa rialzare la sorte del paese ormai in irreversibile declino. La vecchia signora ritorna nella sua città, ritorna con un seguito di scialbi scagnozzi, di evirati clown che saltellano a destra e a sinistra del potere che li manovra. La vecchia signora torna, ma per un motivo ben preciso. Un motivo che nessuno in paese avrebbe mai potuto immaginare e che scatena gli istinti più bassi che ogni uomo nasconde accuratamente dentro di sè.


Copertina del libro "Uno splendido isolamento"

Edna O’Brien – “Uno splendido isolamento”

Delicato e intenso romanzo ambientato in Irlanda nei momenti più caldi della lotta dei militanti dell’IRA. Un’anziana signora vive in una splendida casa nei boschi irlandesi, isolata nei suoi ricordi normali, vedova di un marito che ha presto dimenticato e incastrata in una routine che probabilmente la fa sentire al sicuro ma la preserva da qualsiasi tipo di emozione. Un giorno un giovane combattente dell’IRA, per fuggire alla cattura, si nasconde nella sua casa. Nell’oscurità e nel silenzio di quella casa, da cui non possono uscire, lentamente si avvicinano: lei vede in lui il figlio che non ha mai avuto, lui le fa comprendere il dramma del loro popolo.


coipertina del libro "Pomodori Verdi Fritti"

Fannie Flag – “Pomodori verdi fritti”

Evelyn, una donna infelice e molto complessata, incontra in un ospizio Virginia, un’originale anziana signora che le racconta una storia di tanti anni prima: quella del Caffé di Whistle Stop, aperto in Alabama da una singolare coppia al femminile, la dolce Ruth e la temeraria Idgie, e frequentato da stravaganti sognatori, uomini di colore, poetici banditi e vittime della Grande Depressione. La movimentata vicenda di due donne, coinvolte loro malgrado in un omicidio, e la loro tenacia nello sconfiggere le avversità, ridanno a Evelyn la fiducia e la forza necessarie per affrontare le difficoltà dell’esistenza.


copertina del libro "Il vecchio e il mare"

Ernest Hemingway – “Il vecchio e il mare”

“L’uomo non è fatto per la sconfitta. Un uomo può essere distrutto ma non sconfitto”. Non c’è molto da dire su questo grandissimo capolavoro della letteratura mondiale. Un libro che offre punti di vista diversi ogni volta che lo si rilegge, come un buon vino matura in noi con gli anni, mutando colore e gusto.


Marina Lewycka – “Breve storia dei trattori in lingua ucraina”

Quando Nikolaj Mayevsky – un anziano ucraino ottantaquattrenne, emigrato in Inghilterra nel 1943 – comunica alle figlie che a due anni dalla morte dell’amata moglie si risposerà con Valentina, un’esplosiva e procace ucraina di soli trentasei anni, in famiglia scoppia il putiferio. Nadia e Vera sono due sorelle assai diverse tra loro e non si parlano da quando la madre è morta, ma di fronte a una simile notizia, non  possono far altro che allearsi e cercare di contenere i danni. Valentina, è ben chiaro, cerca solo una sistemazione in Inghilterra e un  passaporto che le permetta di fuggire dal suo paese d’origine. E per far questo è disposta a tutto. Una radiografia dei Paesi dell’Est prima e dopo la caduta del comunismo.


Sándor Márai – “Le braci”

Dopo quarantun anni, due uomini, che da giovani sono stati inseparabili, tornano a incontrarsi in un castello ai piedi dei Carpazi. Uno ha passato quei decenni in Estremo Oriente, l’altro non si è mosso dalla sua proprietà. Ma entrambi hanno vissuto in attesa di quel momento. Null’altro contava per loro. Perché? Perché condividono un segreto che possiede una forza singolare: “una forza che brucia il tessuto della vita come una radiazione maligna, ma al tempo stesso dà calore alla vita e la mantiene in tensione”. Tutto converge verso un “duello senza spade” ma ben più crudele. Tra loro, nell’ombra il fantasma di una donna. Uno splendido romanzo sull’amicizia e la vecchiaia che vi rimarrà a lungo nel cuore.


Haruki Murakami – “Kafka sulla spiaggia”

Un ragazzo di 15 anni, maturo e determinato come un adulto, e un vecchio con l’ingenuità e il candore di un bambino, si allontanano dallo stesso quartiere di Tokyo diretti allo stesso luogo, Takamatsu, nel Sud del Giappone. Il ragazzo, che ha scelto come pseudonimo Kafka, è in fuga dal padre, uno scultore geniale e satanico, e dalla sua profezia, che riecheggia quella di Edipo. Il vecchio, Nakata, fugge invece dalla scena di un delitto sconvolgente nel quale è stato coinvolto contro la sua volontà. Abbandonata la sua vita tranquilla e fantastica, fatta di piccole abitudini quotidiane e rallegrata da animate conversazioni con i gatti, dei quali parla e capisce la lingua, parte per il Sud. Nel corso del viaggio, Nakata scopre di essere chiamato a svolgere un compito, anche a prezzo della propria vita. Seguendo percorsi paralleli, che non tarderanno a sovrapporsi, il vecchio e il ragazzo avanzano nella nebbia dell’incomprensibile schivando numerosi ostacoli, ognuno proteso verso un obiettivo che ignora ma che rappresenterà il compimento del proprio destino.


Dolores Prato – “Giù la piazza non c’è nessuno”

Il romanzo uscì in prima edizione da Einaudi nel 1980 in versione ridotta, facendo notizia per l’età della sua autrice, una signora ultraottantenne. Esce nel 1997 in versione integrale: una donna giunta alla fine della sua vita volge indietro lo sguardo e, come attraverso la lente di un cannocchiale, perlustra un mondo lontano e scomparso, la civiltà contadina e artigianale, le scolorite nobiltà terriere di una piccola città delle Marche, Treja. Il romanzo si sviluppa nella storia di una ragazzina (l’autrice da piccola) che cresce senza mamma, accanto a un tenero e riservato zio prete e a una zia nubile nelle Marche contadine di fine ‘800.


Philip Roth – “L’animale morente”

L’animale morente è la confessione in prima persona del settantenne professor David Kepesh che racconta come la passione sensuale per una giovane studentessa di origine cubana abbia sconvolto la sua vita. Divertente, cinico e spregiudicato – il professore è coltissimo ed è un teorico del sesso – il romanzo diventa sempre più profondo, emozionante e commovente.


Jonas Jonasson – “Il centenario che saltò dalla finestra e scomparve”

Un romanzo divertente e sorprendente dalla prima all’ultima pagina. Il nostro centenario fugge da un centro per anziani e da quel momento scopriremo il suo ricco passato, che mostrerà come alla fine la sua figura abbia diretto le sorti della storia mondiale. Un Forrest Gump della Terza Età che diventerà il vostro nuovo supereroe preferito!


José Saramago – “Le intermittenze della morte”

Lo spunto iniziale del romanzo è molto semplice: che cosa potrebbe succedere ad una piccola cittadina dove la morte ha dimenticato di colpire? Il libro è un’ironica riflessione sulla vita in una società, come l’attuale, caratterizzata dal timore della vecchiaia e dal tentativo di allontanare e rinviare la fine dell’esistenza.


 

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