Pronto Kids: la nuova frontiera dell’assistenza pediatrica

DONATELLO PRONTO KIDS: LA NUOVA FRONTIERA DELL’ASSISTENZA PEDIATRICA

Intervista con il Dott. Scarano, responsabile di Donatello Pronto Kids, che ci racconta numeri e prospettive di un servizio sempre più richiesto.

La prima cosa che un genitore fa quando suo/a figlio/a non sta bene è chiamare subito il pediatra. Ma se il malessere si presenta nel weekend ed il pediatra non è reperibile? L’istinto dice di recarsi al pronto soccorso pediatrico, dove, per patologie ricorrenti ed insidiose nei bambini, ma non gravi, come uno stato febbrile improvviso o una tosse insistente, si può attendere con un codice bianco anche 6/7 ore.

Quali sono le alternative che offre il territorio? La risposta arriva da Villa Donatello con Pronto Kids, il nuovo servizio medico, veloce e senza attese, dedicato alle piccole urgenze pediatriche. Attivato nel presidio di Viale Matteotti, ha in forza un’equipe medica composta dai “medici con i capelli bianchi”, professionisti con anni di esperienza alle spalle non solo nella pediatria generale ma anche nelle varie specializzazioni della pediatria – nefrologia, ortopedia, cardiologia, dermatologia.

Ad illustrarcelo è uno dei medici del team il Dott. Enrico Scarano, pediatra e neonatologo che dal 2014 a Villa Donatello svolge la sua attività come libero professionista, dopo esser stato dal 2000 al 2014 responsabile del reparto di maternità della struttura allora esistente e aver lavorato per 36 anni presso la terapia intensiva dell’ospedale pediatrico Meyer di Firenze.

Dott. Scarano, perché è nato Pronto Kids?

Pronto Kids è un vero e proprio ambulatorio pediatrico che Villa Donatello ha voluto introdurre alla fine del 2020 per dare a tutte le famiglie del territorio una continuità nell’assistenza pediatrica per 365 giorni l’anno. Inizialmente Pronto Kids era attivo nei giorni feriali, ma ben presto abbiamo deciso includere anche il sabato e la domenica, oltre ai festivi come Natale e Pasqua, perché i genitori devono avere sempre la possibilità di parlare con un medico. La Direzione ha affidato a me e al Dott. Giovanni Vitali Rosati il compito di organizzare e strutturare questo servizio, che non si vuole presentare come un Pronto Soccorso pediatrico, ma come un punto di riferimento per tutti quei genitori che devono affrontare patologie e problematiche di entità lieve o moderata ricorrenti in età pediatrica.

Come funziona Pronto Kids?

In caso di emergenze di salute di lieve entità, come affezione febbrile, malattia respiratoria, problemi gastrointestinali, piccole ferite, solo per fare qualche esempio dei casi più ricorrenti in pediatria, basterà telefonare al numero dedicato (055.5097900 – attivo tutti i giorni dalle 9:00 alle 19:00) per avere un primo contatto con uno degli esperti pediatri di Villa Donatello che si prenderà cura del bambino. Se la richiesta si ferma al consulto telefonico, il servizio è gratuito. In caso di visita completa in struttura o visita domiciliare (effettuata in casi selezionati) la prestazione dovrà invece essere pagata.

Chi si rivolge a Pronto Kids?

I genitori che si rivolgono a Pronto Kids sanno che non siamo un Pronto Soccorso e che non possiamo andare incontro a qualsiasi tipo di evenienza: farlo necessiterebbe di una strutturazione diversa, composta da una multidisciplinarietà ed una diagnostica strumentale sempre disponibile per trattare patologie acute come per esempio convulsioni o traumi, che necessitano un periodo di osservazione e di indagare le cause tempestivamente.

A chiamare la maggior parte delle volte sono genitori alla prima esperienza che hanno bisogno di un rapido consulto e, soprattutto, di essere tranquillizzati da un professionista circa i sintomi che presenta il bambino. Altre volte sono invece genitori più ‘esperti’, che hanno già affrontato febbre e infezioni alle vie respiratorie ma che vogliono un confronto immediato con il pediatra per cominciare la terapia farmacologia con il nostro benestare.

In questi primi anni di Pronto Kids, inoltre, abbiamo notato che l’ansia e la preoccupazione dei genitori che devono affrontare il malessere del loro figlio è maggiore tanto più è il tempo che devono aspettare per parlare con il proprio pediatra. Infatti, nel weekend il giorno in cui si ricevono più telefonate è il sabato: questo perché è il giorno più lontano dalla ripresa del servizio del proprio pediatra, ed i genitori devono poter parlare con uno specialista subito. Diversamente, se una tosse o una febbre si presenta la domenica, è più facile che aspettino il giorno seguente.

Pronto Kids in numeri: qual è stato il trend dell’ultimo anno?

Prendendo come riferimento il 2021, i 2/3 delle richieste arrivate per Pronto Kids si sono tramutate in visite di persona, mentre il 33% si sono risolte in consulti telefonici. Il 45% delle chiamate è avvenuto nei weekend, le restanti (55%) invece nei giorni feriali; solo il 10% hanno visto la necessità di una visita domiciliare e non ambulatoriale. Raramente è accaduto invece di riscontrare emergenze tali da suggerire ai genitori di rivolgersi al Pronto Soccorso pediatrico. Nel primo e nel secondo trimestre ci sono state il 30% delle richieste, calate notevolmente nel periodo estivo, ed il motivo lo possiamo riscontrare nel fatto che nella prima metà dell’anno la maggior parte dei soggetti in età pediatrica non sono andati a scuola a causa della pandemia, seguendo le lezioni in DAD: non essendoci state occasioni di aggregazione o assembramento, qualsiasi virus influenzale ha circolato meno (non solo il Covid-19), portando i bambini a non ammalarsi. D’estate invece, incontrandosi all’aria aperta, i rischi di contagio si sono ancora più abbattuti. Nell’ultima parte dell’anno, tra l’autunno inoltrato e l’inverno, le richieste sono tornate a salire perché febbre, raffreddore e altri malanni hanno ripreso piede tra i più piccoli, incluso il Covid-19: siamo stati infatti presi d’assalto per effettuare tamponi nei periodi di picco.

È soddisfatto di questi risultati? Quali sono i prossimi obiettivi?

Sono molto soddisfatto dei risultati ottenuti nel 2021, soprattutto ora che l’emergenza sanitaria sta rientrando, noto che Pronto Kids continua ad essere richiesto, ed è un segnale importante che indica che lo scopo è stato raggiunto: essere percepito come servizio aggiuntivo messo a disposizione dei genitori senza sostituirsi a nessuna altra realtà già esistente. Il prossimo obiettivo è quello di superare le 1000 richieste. Penso che in una città come Firenze, più strutture e punti di riferimento per le famiglie con figli ci sono e meglio è per garantire quella continuità nell’assistenza pediatrica che nell’epoca contemporanea è ormai più che necessaria.

Come si amplierà il progetto Pronto Kids?

Dopo aver attivato il servizio anche nei giorni festivi, stiamo predisponendo con i responsabili della struttura ed altri medici anche un ulteriore servizio plurispecialistico non di emergenza: vogliamo inserire nella rete di Pronto Kids specialisti provenienti dalle varie branchie della pediatria, mettendo a disposizione dei genitori anche altri professionisti. Se per esempio durante la visita nasce la necessità di avere una consulenza non urgente, a Villa Donatello potranno trovare una serie di specialisti reperibili durante la settimana, in modo da iniziare e proseguire un percorso nella stessa struttura.

Un medico esamina la mano di un giovane

Pollice a Scatto in età pediatrica: che cos’è?

Ho notato che mio figlio ha il 1° dito della mano flesso, che scatta e/o rimane bloccato in flessione.
Percepisco un nodulo sotto la pelle. Devo preoccuparmi?

Domande e Risposte di Ortopedia Pediatrica #8

Il pollice a scatto nel bambino è una condizione relativamente rara (ne sono affetti circa 3 bambini su 1000), talvolta bilaterale, che si presenta tra i 6 mesi e i 3 anni di vita (con un 25% di casi presente fin dalla nascita).

Viene spesso notata dai genitori casualmente, o si pone attenzione alla cosa talvolta in seguito a traumi, evidenziando un caratteristico atteggiamento in flessione dell’articolazione interfalangea del    pollice, spesso irriducibile, associato alla presenza di un nodulo palpabile alla regione volare del pollice.

La causa è sconosciuta, la diagnosi è clinica.

Vi è una percentuale di guarigione spontanea di circa il 10%, ma l’unica vera terapia, quando indicata, è chirurgica, preferibilmente non oltre i 4 anni.

Deformità persistenti e conclamate non trattate possono influenzare negativamente il fisiologico sviluppo osseo, prevalentemente a carico del 1° metacarpo, causato dalla tensione persistente del tendine flessore.

articolo a cura del Dott. Salvatore di Giacinto


 

Due bambini camminano scalzi su un sentiero di campagna

Mio figlio cammina con le “punte in fuori” o con le “punte in dentro”, è un problema?

Mio figlio cammina con le “punte in fuori”
o con le “punte in dentro”, è un problema?

Domande e Risposte di Ortopedia Pediatrica #7

Quella di camminare con le punte in fuori o con le punte in dentro, nei bambini, è una condizione che nella maggior parte dei casi tende a correggersi con lo sviluppo, che dipende dall’antiversione femorale. Raramente, soprattutto se asimmetrica, essa può perdurare nel tempo e rappresentare una condizione patologica meritevole talvolta anche di correzione chirurgica, con interventi di osteotomia derotativa.

Una valutazione specialistica ortopedico-pediatrica in questi casi può essere indicata anche per fare diagnosi differenziale con altri condizioni patologiche, talvolta confuse con tale condizione (alterazione dell’appoggio plantigrado, displasia dell’anca, patologie neurologiche).

articolo a cura del Dott. Salvatore di Giacinto


 

alcuni bambini con una maestra di tennis posano sul campo

Scoliosi nei bambini

Scoliosi nei bambini: lo zaino, una seduta scorretta,
sport asimmetrici come il tennis, possono avere effetti negativi?

Domande e Risposte di Ortopedia Pediatrica #6

Questa tipologia di domanda é una tra quelle che viene più spesso posta dai genitori. È credenza comune che un uso scorretto di zaini pesanti, così come di una seduta scorretta o, ancora, l’attività sportiva in giochi asimmetrici come il tennis, possano essere elementi che abbiano effetti negativi sull’incidenza della scoliosi.

In realtà la scoliosi risulta influenzata sicuramente da fattori genetici (familiarità) ma scarsamente da fattori ambientali/comportamentali.

Non vi è infatti evidenza scientifica che zaini pesanti, posture scorrette assunte durante attività ludiche e/o scolastiche, possano avere un’influenza negativa sull’evoluzione della deformità scoliotica. Parimenti non è dimostrato alcun effetto negativo da parte di sport asimmetrici come il tennis, sull’insorgenza o l’evoluzione della patologia, così come veniva talvolta suggeriti in passato.

Una precoce e puntuale diagnosi in ambito ortopedico pediatrico risulta essere fondamentale per intraprendere adeguati percorsi terapeutici che vanno da programmi posturali e di follow up, all’applicazione di corsetti ortopedici fino alla correzione chirurgica, in rari casi.

articolo a cura del Dott. Salvatore di Giacinto


 

immagine delle piccole gambe di una bambina

Come e quando trattare un “piede piatto”?

Come e quando trattare un “piede piatto”?

Domande e Risposte di Ortopedia Pediatrica #5

Il cosiddetto piede piatto rappresenta una delle problematiche di più frequente osservazione in ambito ortopedico pediatrico, che entro i 4-5 anni non rappresenta una patologia, ma una condizione che fa parte del fisiologico sviluppo plantigrado del piede di un bambino.

Se tale conformazione persiste dopo tale epoca di vita, può essere indicata una valutazione specialistica ortopedico-pediatrica, che nella maggioranza dei casi pone indicazione solo di un adeguato follow-up e, più raramente, a trattamenti correttivi chirurgici.

L’indicazione al trattamento chirurgico del piede piatto pronato può essere posta correttamente fra gli 8-9 anni e i 13 anni circa, dove sono indicati degli interventi chirurgici mini-invasivi detti di artrorisi.

L’artrorisi è un intervento chirurgico che mira a ridurre la pronazione del calcagno attraverso l’inserimento, comunemente, di una vite nel seno del tarso (riassorbibile o non riassorbibile), con una funzione di “calcaneo-stop”. L’azione di questo mezzo di sintesi è in ogni caso duplice: meccanica in un primo momento, con blocco dell’escursione articolare appunto della sottoastragalica e immediata correzione del piattismo-pronazione; successivamente la vite agisce stimolando nel tempo i propriocettori del piede (in particolare le terminazioni nervose del seno del tarso) con attivazione riflessa della muscolatura che garantisce nel tempo un cambiamento reale della struttura neuromuscolare del piede.

Entrambi i piedi sono operati nella medesima seduta e la procedura ha una durata complessiva di circa 30 minuti, con l’applicazione di tutori a fine procedura e ripresa del carico dopo pochi giorni. Di solito i tempi di recupero sono veloci, con l’indicazione a periodi di riabilitazione funzionale brevi.

Dopo almeno 2 anni dall’intervento, qualora vengano usate viti non riassorbibili, esse vengono rimosse: la procedura, effettuata in regime di Day Hospital, è breve e non ha nessun effetto sul carico e sul mantenimento della correzione, che resta ottimale.

Nel caso di utilizzo di vite riassorbibili – quando tecnicamente possibile, la scelta preferibile – esse presentano un tempo di degradazione di circa 2 anni.

In altri casi possono associarsi a tale procedura tempi accessori che prevendono l’intervento su parti molli (plastiche di tensionamento).

Altre volte queste procedure chirurgiche mini-invasive non sono praticabili, in relazione sia all’età del bambino (diagnosi tardiva) che all’entità della deformità, ponendo in tale caso l’indicazione all’esecuzione di procedure chirurgiche con un peso superiore, dette osteotomie.

articolo a cura del Dott. Salvatore di Giacinto


 

un bambino cammina su un sentiero all'aperto

Il mio bambino cammina sulle punte. È un problema?

Il mio bambino cammina sulle punte. È un problema?

Domande e Risposte di Ortopedia Pediatrica #4

È questa una condizione molto comune soprattutto nella prima fasi della deambulazione, definita tecnicamente come toe-walking, caratterizzata da bambini che alternano fasi di deambulazione sulle punte a fasi di deambulazione con tallone in appoggio.

Tale quadro tende progressivamente a sparire con lo sviluppo dello schema del passo dopo i 2-3 anni di età, non rappresentando di fatto una patologia, perdurando talvolta anche dopo tale epoca di vita e associandosi, in alcuni casi, a disturbi comportamentali (autismo, disturbi dell’apprendimento, ecc.).

È bene precisare però che tale condizione può rappresentare una condizione patologica, causata da una retrazione del tendine d’Achille ossia ad un tendine corto caratterizzato da un equinismo parzialmente riducibile o irriducibile le cui cause sono variabili: neurologiche, ortopediche (associandosi anche ad altre deformità quali varismo, supinazione, adduzione), idiopatiche.

I trattamenti in questi casi vanno da percorsi fisiochinesiterapici, all’utilizzo di ortesi (tutori gamba-piede, docce, ecc.), a trattamenti di correzione chirurgica.

articolo a cura del Dott. Salvatore di Giacinto


 

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