una donna sta effettuando un controllo della glicemia per il diabete

Giornata Mondiale del Diabete 2017

Giornata Mondiale del Diabete 2017

Alcune risorse utili reperibili nel nostro Sito Web

Il 14 Novembre, si celebra come ogni anno la Giornata Mondiale del Diabete, grazie alla quale approfittare per tornare a parlare di questa patologia la cui diffusione è in costante aumento e promuoverne la prevenzione, la diagnosi precoce e la corretta cura.

L’edizione di quest’anno è dedicata in particolar modo alle donne. Diabete Italia ONLUS, principale organizzatrice dei più di 1.000 eventi collaterali che si svolgeranno in tutta Italia, dichiara infatti:

Quest’anno la Giornata mondiale del diabete ha inteso sottolineare in modo particolare l’importanza di un equo accesso alle cure per le donne con diabete o a rischio di svilupparlo. Accesso alle cure significa ai farmaci, alle tecnologie, alle informazioni e ai supporti necessari per essere il più possibile autonome e protagoniste nella gestione e nella prevenzione del diabete, ottenendo così i migliori risultati.


Giornata Mondiale del Diabete 2017 – Spot Responsabilità Sociale RAI


Dati provenienti dall’Organizzazione Mondiale della Sanità ci raccontano che oggi, nel mondo, tre persone su dieci sono sovrappeso e che una su dieci è obesa. Questi dati impressionanti sono strettamente collegati ai 422 milioni di diabetici attualmente stimati, dei quali ben 147 milioni affetti in particolare da retinopatia diabetica: che è una delle principali e più preoccupanti complicanze.

Le donne nel mondo affette da diabete in uno stadio più o meno grave, sono circa 199 milioni, ma si pensa che supereranno ampiamente i 310 milioni già a partire dal 2040.

un volantino di promozione della prevenzione diabetica dedicato alle donne

A Firenze, come in occasione delle celebrazioni dell’anno scorso, saranno i più importanti monumenti della nostra città a ricordare l’evento: Palazzo Vecchio, la Torre di ArnolfoPiazza della Signoria saranno infatti illuminati di blu, il colore abbinato alla campagna di prevenzione contro il diabete.

Qualche risorsa per approfondire

Nel corso di questi ultimi anni abbiamo affrontato molto spesso argomenti legati al diabete o strettamente correlati a questa patologia. Approfittiamo di questo importante evento per segnalarli anche a voi in un unico luogo, così da darvi la possibilità di approfondire.

Come sempre rimaniamo a disposizione nei commenti o attraverso i nostri spazi Social, per ulteriori chiarimenti o domande da parte vostra.

Link Utili


 

una mela, una siringa e delle zollette di zucchero

Insulina: dove iniettarla, rotazioni e tempi di assorbimento

Insulina: dove iniettarla, rotazioni e tempi di assorbimento

L’insulina è un ormone che, una volta assunto, aiuta a gestire la malattia del diabete.

Gli enzimi presenti nello stomaco prendono in carico l’ormone prima che entri in circolazione nel sangue; per questa ragione può essere assunta sia sotto forma di pillola che iniettandola.

Le iniezioni di insulina sono soltanto uno dei molti modi di trattare il diabete: si può agire anche stando attenti alla dieta alimentare, cambiando il proprio stile di vita o utilizzando anche dei medicamenti orali. 


Visita la Pagina del Gruppo EndOsMet per conoscere il nostro Percorso di Cura
sui disordini endocrino-metabolici come il diabete


Esistono in circolazione diverse tipologie di insulina. Per questo è fondamentale seguire le istruzioni del proprio medico di riferimento sulle tempistiche e su come assumerla.

Punti di iniezione più comuni

L’insulina viene iniettata direttamente nello strato di grasso che si trova sotto la pelle, chiamato tessuto sottocutaneo, tramite una piccola siringa e in diverse parti del corpo. Tra le più comuni:

Addome

una ragazza di fa una iniezione di insulina nell'addome

L’addome è forse il luogo più comune utilizzato dalle persone diabetiche per assumere l’ormone, visto che è uno dei più comodi da raggiungere. In questo caso, per effettuare l’iniezione, si prende con le dita una parte del tessuto adiposo posto tra la vita e le ossa iliache, a circa 5 centimetri di distanza dall’ombelico.

Parte superiore del braccio

un medico pratica un'iniezione di insulina sulla parte superiore del braccio

La parte alta del braccio è un altro punto di iniezione tra i più utilizzati. L’ago va posizionato nella parte posteriore, cioè nell’area del tricipite, all’incirca a una distanza pari sia dal gomito che dalla spalla.

Rispetto all’addome questa è però una posizione che rende meno facile la somministrazione autonoma, è probabile che serva una persona che aiuti nell’operazione. Normalmente è consigliato effettuare l’iniezione a sinistra per chi è destro o a destra per chi invece è mancino.

Coscia

Anche la coscia, così come l’addome, è un luogo abbastanza comodo da raggiungere, quindi in grado di permettere l’indipendenza. Si dovrà inserire l’ago nel tessuto adiposo esterno, a metà tra il ginocchio e l’anca.

Anche se molto facile da effettuare, la puntura sulla gamba potrebbe causare qualche dolore nella deambulazione o durante la corsa.

Fondoschiena e fianchi

L’ultimo punto di iniezione che segnaliamo è quello della parte bassa della schiena o il fianco. Si deve tracciare una linea immaginaria tra la parte superiore dei glutei e i fianchi. L’ago deve essere posto al di sopra di questa linea, ma sotto la vita, circa a metà strada tra la colonna vertebrale e il fianco.

Anche questo punto di iniezione richiede un probabile aiuto, data la difficoltà nel raggiungerlo, almeno per i meno esperti.

Assorbimento dell’insulina

L’insulina viene assorbita in maniera molto diversa, a seconda del punto di iniezione che si è scelto di utilizzare. Per avere le idee più chiare:

  • Addome: l’insulina entra nel flusso sanguigno molto rapidamente
  • Braccio: Assorbimento moderatamente rapido, ma più lento di quello dell’addome
  • Fondoschiena: lenta velocità di assorbimento

La somministrazione all’addome è più indicata dopo un pasto: questo perché l’ormone sarà assorbito più velocemente. Ad ogni modo l’insulina è più efficiente quando ha una velocità di assorbimento più lenta, quindi un effetto più duraturo.

 

Si deve porre attenzione all’esercizio fisico, visto che può aumentare il tasso di assorbimento di insulina e che quindi dovrebbe essere tenuto in conto al momento di pianificare le iniezioni. Se si decide di esercitare una parte del corpo che si trova vicino al sito di iniezione è consigliato, per questo, attendere almeno 45 minuti dall’assunzione.

Alternare i punti di iniezione

È molto importante evitare di iniettarsi l’ormone dell’insulina sempre nello stesso punto per periodi molto lunghi. La pelle ed il tessuto adiposo si potrebbero irritare e portare anche a complicazioni, non ultima un’alterazione dello stesso tasso di assorbimento.

Nel ruotare il luogo di iniezione è consigliato utilizzare per le diverse ore del giorno la stessa locazione nell’ora prefissata, ma in un diverso punto. Un’iniezione a lento assorbimento sulla coscia prima di coricarsi per la notte, per esempio, dovrebbe essere alternata un giorno sulla gamba destra e uno sulla sinistra. Per una dose mattutina di insulina, invece, si può utilizzare ogni giorno l’addome, assicurandosi però di non iniettare sempre nello stesso identico punto.

Monitoraggio dei livelli di zucchero nel sangue

È molto importante chiedere o programmare le tecniche di somministrazione e la rotazione delle iniezioni assieme al proprio medico di riferimento, così come è altresì fondamentale farsi  da lui consigliare tempi e modalità di monitoraggio del proprio livello di glicemia.

Consigliamo di tenere traccia dei livelli di zucchero nel sangue in un diario così da poterli condividere con il medico. I valori insoliti devono essere condivisi immediatamente, così che si possa regolare il dosaggio di insulina in base alle esigenze.


 

immagine di un occhio azzurro in primo piano

Il diabete: una patologia che ha effetti anche sulla salute dell’occhio

Il Diabete e le patologie oculari

La risposta di Villa Donatello

La tecnologia e la ricerca, oggi, possono prevenire e curare le patologie dell’occhio legate al diabete.

Questo l’argomento principale di un Convegno che si è tenuto presso la nostra struttura a Firenze dal titolo “Aggiornamenti oftalmologici: Edema Maculare diabetico” il cui relatore principale è stato il Prof. Ugo Menchini, specialista di Oculistica della nostra Casa di Cura.

Il Convegno è stato occasione di ribadire come la continua collaborazione tra specialisti, anche provenienti da realtà diverse dalla nostra, possa aiutare ad ottenere risultati migliori e diffonderli tra la comunità scientifica in pieno spirito di collaborazione.

L’iniziativa si è svolta nel contesto attraverso il quale Villa Donatello vuole promuovere non soltanto attività specialistiche ma anche interdisciplinari. Queste prerogative sono alla base del processo che ha portato, tra le altre cose, alla nascita del Gruppo EndOsMet che si occupa di patologie come il diabete, appunto, ma anche di obesità, infertilità, osteoporosi, tumori alla tiroide e altre patologie meno frequenti, tutte derivanti da disordini endocrino-metabolici.

Dopo un intervento iniziale dell’Amministratore Delegato di Villa Donatello Dr. Alberto Rimoldi, nel servizio del TGT che vi proponiamo il riassunto della giornata, direttamente dalle parole dei protagonisti: dal Dr. Silvio Zuccarini (Responsabile della Specialità di Oculistica di Villa Donatello), al già citato Prof. Menchini, dal Prof. Riccardo Gionata Gheri (Endocrinologo e Responsabile del Gruppo EndOsMet), per finire con la Dott.ssa Benedetta Ragghianti (Endocrinologia).

Rimaniamo a disposizione per qualsiasi domanda o chiarimento nello spazio dei commenti. Buona visione!

immagine di un cheeseburger da fast food

L’alto costo del cibo economico

L’alto costo del cibo economico

Un cheeseburger, patatine e una bibita possono costarvi pochi Euro
ma gli esperti dicono che in realtà costi a tutti molto di più di quanto in realtà appaia sull’etichetta.

Danielle Nierenberg, presidente del think-thank no-profit alimentare chiamato appunto Food Tank, dice che si può capire meglio il concetto se teniamo una vera contabilità dei costi

“che è in realtà solo un nome di fantasia per questo modello economico che non tiene davvero conto di tutto ciò che diventa cibo – i costi invisibili o nascosti, come pure alcuni dei vantaggi nascosti “

“Si dovrebbe parlare davvero di tutto: dal fertilizzante che viene utilizzato per far crescere il grano che alimenta le mucche… fino all’inquinamento delle acque limitrofe ai distretti dove si confinano una quantità esorbitante di animali in poco spazio.”

foto di profilo di Danielle Nierenberg

Danielle Nierenberg

Gli americani – per utilizzare dei numeri che abbiamo a disposizione – stanno spendendo di meno per il cibo rispetto al passato e spendono meno di qualsiasi altro paese del mondo. Secondo The Atlantic,  una famiglia media negli Stati Uniti spende tra il 7 e l’11% del suo reddito per il cibo. Trenta anni fa la percentuale era molto vicina invece al 20%.

A partire dal  periodo tra il 1950 e gli anni ’60, il sistema alimentare dei paesi occidentali si è focalizzato su rendimenti più alti sulla produzione. I governi hanno distribuito denaro nel sovvenzionare produzioni massive piuttosto che favorire la produzione di alimenti davvero più indicati per una migliore salute della popolazione.

“I consumatori devono essere consapevoli che non stanno pagando al momento il vero prezzo. … Siamo abituati al fatto che il cibo sia molto poco costoso”, continua la Nierenberg. “Abbiamo in qualche modo dimenticato ciò che apprezziamo, o meglio ancora quello che dovremmo davvero apprezzare.”

Il cartellino del prezzo su un sacchetto di patatine potrebbe essere basso, ma Nierenberg afferma che in realtà qualcosa o qualcuno sta pagando per questo da qualche parte lungo la linea di produzione.

“Basterebbe guardare l’epidemia di obesità, di diabete o alle malattie cardiovascolari. Comprenderemmo davvero quanti costi sanitari producano”, dice la Nierenberg.

Attualmente, più di un terzo degli americani adulti (78,6 milioni di persone) sono obesi. E i costi associati con l’obesità non devono essere trascurati. I Centri per il Controllo e la Prevenzione delle Malattie stimano che le spese mediche di obesità negli Stati Uniti sono aumentati di circa 147 Miliardi di dollari nel 2008.

“Il consumatore non paga direttamente questi costi, ma tutta la cittadinanza alla fine finisce inevitabilmente per farlo in maniera indiretta”, prosegue la Nierenberg.

Sempre la Nierenberg sostiene che il costo ambientale di un buon mercato del sistema alimentare dovrebbe essere tenuto in maggior considerazione sia dalla classe politica che dai consumatori.

Gli scarichi agricoli contribuiscono all’inquinamento delle acque e riducono la biodiversità. Anche soltanto questi due effetti costano miliardi ogni anno.

Tuttavia, esistono idee per modificare questo trend.

“Quando le cose sono fatte in modo più sostenibile, si può catturare il carbonio dal suolo e preservare la biodiversità”, dice la Nierenberg.

Una modifica del sistema attuale è probabile che gravi sui consumatori qualche spicciolo in più all’inizio, ma produrrà maggiori benefici nel lungo periodo.

“Non stiamo parlando meramente di costi: se ci rendessimo conto di quanto il sistema alimentare può fare per combattere il cambiamento climatico o per promuovere un miglioramento del benessere animale e sociale… il prezzo da pagare sarebbe più accettabile e diffusamente compreso. Spiegando davvero la concatenazione degli eventi non penseremmo ad esso come a un fardello o a un costo enorme.”

La Nierenberg spiega che coloro che vogliono essere più consapevoli del consumo di cibo a buon mercato possono cominciare riducendo la quantità di cibo sprecato.

“Essere davvero consapevoli di quanto si acquista, facendo in modo che i nostri occhi non siano più grandi dello stomaco, sarebbe un modo davvero concreto con il quale tutti potremmo comprendere il vero costo delle cose nella nostra vita”.

“Il cibo è e probabilmente continuerà ad essere poco costoso per i consumatori dei paesi occidentali per un lungo periodo, ma non c’è alcuna ragione che spieghi e giustifichi la quantità di cibo che stiamo sprecando.”